Per una città lenta – I

I – Spunti per una riflessione

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I cinque pilastri

  1. CLIMA: il problema più urgente che minaccia la nostra società, il pianeta e il suo futuro in questo XXI secolo – al punto che qualunque decisione, azione o iniziativa in qualunque settore, mobilità inclusa, deve essere in grado di dimostrare con dati specifici ed accertati come è in grado di ridurre in modo significativo i gas serra;
  2. VELOCITÀ: rallentare in misura consistente il traffico su una vasta area per ridurre incidentalità e mortalità sulle strade, e allo stesso tempo ridurre le emissioni e migliorare la qualità della vita di tutti.
  3. VKT: ridurre l’ammontare dei Chilometri Vettura percorsi (VKT, Vehicle Kilometers Traveled) dai veicoli a motore nella stessa area;
  4. SPAZIO: ridurre lo spazio dedicato ai veicoli privati a motore in sosta o in movimento;
  5. TEMPO: predisporre pacchetti di misure a BREVE TERMINE e politiche che possano dimostrare miglioramenti concreti e misurabili nel periodo 2017-2020.

Primo obiettivo dimostrativo: rallentare il sistema

L’idea di ridurre le velocità massime del traffico urbano per ridurre gli incidenti e raggiungere altri importanti obiettivi sistemici sembra una cosa piuttosto lineare, comprensibile e fattibile per molti motivi. Per cominciare potete dare un’occhiata al nostro Slow City 2017 Reader and Slow City: Start here.

Potete vedere il pedone alla vostra destra che si appresta ad attraversare?

Il primo obiettivo di un progetto di transizione ad una città lenta è quello di dimostrare che è possibile (a) ridurre e razionalizzare in modo sostanziale e strategico le velocità massime del traffico urbano motorizzato, in prima battuta puntando a ridurre massicciamente il numero e la gravità degli incidenti, come possiamo verificare nei numerosi ed eccellenti progetti “Vision Zero” che hanno preso spunto dall’originale modello Svedese; con la differenza non banale che mentre VZ punta direttamente a ridurre radicalmente l’incidentalità (“Nessuna morte stradale è accettabile”), un progetto di Città Lenta punta più specificamente a ridurre la velocità (il che a sua volta si traduce in…). Le similitudini sono molte, ma strategicamente non è la stessa cosa, anche se alla fine c’è un sacco da imparare dalle ormai numerose esperienze di VZ.

Ma oltre questo obiettivo iniziale un programma per una Città Lenta presenta tutti i vantaggi di un’idea particolarmente bella nella misura in cui si tratta di: (a) un concetto semplice, facile da ricordare che può essere facilmente compreso da tutti. Inoltre è (b) interamente fattibile in quanto è stato già applicato con successo in numerose città, (c) immediatamente realizzabile e (d) alla portata di tutti i bilanci. Presenta anche il grande vantaggio di essere (e) misurabile (se non lo potete misurare, non potete gestirlo) e (f) di offrire risultati immediatamente verificabili dalla pubblica opinione.

A 40 km/h potete ancora scorgerlo

Inoltre questo tipo di approccio presenta (g) il vantaggio considerevole di avere già una lunga lista di esperienze positive in molte città del mondo reale. Non  è teoria. Così siamo tutti in grado di capire che gestire questo tipo di transizione è possibile e che ci sono numerosi esempi di come farla funzionare a livello di città o di quartiere.

Mentre esiste ormai una vasta raccolta di dati a dimostrazione della fattibilità di questo tipo di programmi, una cosa che dobbiamo tenere presente guardando a queste esperienze è che ogni città deve trovare la propria strada e la propria combinazione di politiche e strumenti. Non ci sono soluzioni chiavi in mano universalmente valide per questi problemi. Ma gli strumenti, le pratiche, gli esempi e le prove sono lì ad aspettare di essere messi insieme da politici impegnati e preparati,  da ricercatori,  dall’associazionismo in un pacchetto di politiche coerenti per la propria città o quartiere, con il supporto della popolazione residente.

Una volta che una città, un’amministrazione e i suoi cittadini si accordano su questo tipo di progetto, le trombe suonano l’inizio di un’epoca nuova, di un importante cambiamento nel modo di pensare, agire e comportarsi nel settore della mobilità – e contemporaneamente nel modo nel quale la città considera e tratta i suoi spazi pubblici.

A 55 km/h è fuori dal vostro campo visivo

Una tale politica è il segnale di una grande rottura di paradigma e apre le porte a un intero spettro di innovazioni trasportistiche nuove e potenzialmente correlate che possono diventare parte di un programma molto più esteso. Ci sono molti vantaggi che si cumulano come risultato di importanti riduzioni della velocità di circolazione, e ancor di più se ne accumulano se il programma prevede anche misure e innovazioni addizionali ed efficaci che possono venire previste nella strategia politica complessiva.

Consideriamo solo un esempio: cosa succede se leghiamo la realizzazione del programma alla complementare introduzione di un sistema che abbia come obiettivo quello di ridurre il fenomeno delle fermate e ripartenze. Il fenomeno della fermata e ripartenza (stop-and-start) rappresenta il peggior modo di spostarsi in una città. Riduce l’efficienza complessiva del traffico e dei tempi di viaggio con costi altissimi per la città in termini di emissioni di gas serra, usura del manto stradale, consumo di carburante, invecchiamento del veicolo e aggressività dei conducenti. Quindi se troviamo delle misure (che esistono) che contribuiscano a rendere più fluido il traffico questo avrà anche il vantaggio di ridurre i costi e i tempi di viaggio.

Questo è solo un esempio dei tipi di sinergie che possiamo inserire in un programma per una città lenta. Ce ne sono molti altri che esploreremo nelle prossime settimane e mesi. Non abbiamo nemmeno citato il camminare, il pedalare, il giocare, il bighellonare, la mobilità condivisa, i taxi, Uber, l’equità, il rumore, la salute pubblica, l’obesità, le infezioni respiratorie, la solitudine, l’isolamento, il parcheggio, la conversione all’elettrico, i VKT, l’ultimo chilometro, gli spostamenti scolastici… ma questi sono anch’essi sfide ed opportunità, parte di un più grande mosaico.

A 70 km/h avete 9 probabilità contro 1 di ucciderlo

La transizione a una Città Lenta apre opportunità che non sono solo numerose ma sono chiaramente connesse alla spinta al programma che arriva del centro – in opposizione alle politiche ad hoc attualmente messe in pratica nella maggior parte delle città in tutto il mondo. Il concetto di città lenta fornisce un contesto stimolante – e soprattutto coerente – favorevole all’innovazione e al cambiamento in un modo che è comprensibile per tutti.

Allo stesso modo è importante che la progettazione, le decisioni e l’applicazione delle misure siano supportate da un analisi scientifica di altissimo livello con simulazioni finalizzate a verificare in che modo i pacchetti di misure andranno a impattare sulla vita quotidiana dei residenti.

La cassetta degli attrezzi

Per iniziare

  1. Città lenta su Nuova Mobilità: https://goo.gl/V3vSW5
  2. Slow City Transition: Notes for a thinking exercise  – http://wp.me/psKUY-4Yc
  3. Organizing our thoughts on Slowth (Slow Cities)  – –  http://wp.me/psKUY-4Xk
  4. A Slow City Primer from the World Resources Institute —  http://wp.me/psKUY-4YH

Possono servire a inquadrare la situazione.

Per andare oltre:

Supporting media

* Slow City: Notes for a Thinking Exercise: http://wp.me/psKUY-4Yc

Slow City on World Streets: https://worldstreets.wordpress.com/tag/slow-city-reader/

Slow City on World Streets: https://worldstreets.wordpress.com/tag/slow-city-reader/

• Slow City on Facebook https://www.facebook.com/SlowCity2020/ 

* Via World Streets on Twitter: https://twitter.com/worldstreets

* Via World Streets on LinkedIn :   https://www.linkedin.com/groups/668837   

*  Slow City on the Planners Bookshelf  – https://goo.gl/cbtjJF

Ancora più a fondo: il motore di ricerca di World Streets

* (1) Click QUI e (2) copiate  [“slow city”OR “slow streets’“] nella casella di ricerca (con le virgolette ma senza parentesi quadre) quindi (3) click in alto a destra per ordinare per data.

Con questo strumento potete verificare immediatamente quanto hanno da offrire in risposta alle vostre domande le 802 fonti internazionali selezionate su Google da World Streets.

I – continua

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