Olanda, nuove tecnologie per una città lenta

dal Guardian

La casa di Noud Rommen dista dal negozio più vicino solo 100 iarde, ma per arrivarci, il 71enne con qualche disabilità deve attraversare una superstrada a sei corsie con un semaforo che gli concede un tempo di attraversamento molto breve.

“Se osservassi le regole potrei arrivare solo all’isola salvagente posta a metà dell’attraversamento prima che il semaforo torni rosso, e quindi chiamare nuovamente il verde e aspettare ancora” dice “Ma nessuno si adatta a fare questo, così si prova ad attraversare evitando il traffico. Non va bene, ma è quello che succede”.

Da Aprile, comuque, Rommen è in grado di attraversare la strada senza schivare le auto con l’aiuto del suo smartphone. È una delle dieci persone nella città olandese di Tilburg che stanno testando Crosswalk, un’applicazione che concede ai pedoni con mobilità ridotta un bonus extra di tempo per attraversare le strade.

Un sensore nel semaforo scansiona continuamente la superficie dei marciapiedi su entrambi i lati dell’incrocio, e se “vede” Rommen in attesa corregge il tempo del verde. L’applicazione è preinstallata con una delle quattro diverse impostazioni temporali possibili, associate a diversi livelli di disabilità, per minimizzare i ritardi causati al traffico che si incrocia.

Dynniq, la compagnia olandese che sviluppa sistemi di traffico intelligente e sta assistendo l’Amministrazione di Tilburg nel test, spiega che Crosswalk funziona grazie al GPS e al software che già gestisce i semafori, così non c’è bisogno di installare altri dispositivi.

La stessa compagnia sta sviluppando un’applicazione simile per ciclisti, CrossCycle, in grado di rilevare l’arrivo di biciclette a un incrocio e anticipare il verde. Un’altra versione è in grado di rilevare la presenza di pedoni ipovedenti e di attivare quindi il ticchettio che indica se il semaforo è verde o rosso.

“La differenza principale è che il semaforo si adatta ai singoli utenti” dice il manager di Dynniq Martin de Vries. “Nel passato qualcuno poteva premere il tasto per chiamare il verde, ma non si poteva sapere se ci fosse una persona in attesa oppure dieci. Diciamo che una classe di alunni deve attraversare la strada: possiamo oggi creare nella nostra applicazione una categoria a loro dedicata in modo che il semaforo resti verde fino a che l’insegnante non abbia confermato il passaggio in sicurezza di tutti i bambini”.

Il progetto pilota è parte di un piano venticinquennale per rendere più pedonabile e ciclabile la rete stradale di Tilburg. “Intendiamo sfruttare al massimo le nuove tecnologie piuttosto che aggiungere semplicemente nuovo asfalto”, dice Mark Clijsen, urbanista e consulente del consiglio comunale.

Su questa linea la tecnologia potrebbe venire utilizzata su una rete più ampia, per esempio regolando il semaforo per lasciar passare ambulanze e camion dei pompieri. Il governo olandese ha investito 600 milioni di euro in 4 anni per lo sviluppo di 350 progetti locali volti a favorire un utilizzo delle strade più diversificato; i semafori intelligenti ne rappresentano una fetta importante in considerazione dell’aumento della popolazione urbana e del suo invecchiamento.

I semafori intelligenti possono creare grandi benefici ambientali, per esempio dando la priorità ai veicoli merci che attraversano le aree urbane: “Possiamo dare la precedenza ai TIR in modo da non costringerli a fermarsi e ripartire così spesso, il che fa risparmiare tempo, emissioni inquinanti, rumore e usura della superficie stradale” dice De Vries.

I primi semafori intelligenti sono stati attivati nella città di Maastricht all’inizio di giugno, e per la fine dell’anno se ne prevede l’installazione in 1250 incroci in tutto il paese. Il ministero delle infrastrutture ha calcolato che la conversione di tutti i 5.500 semafori olandesi farà risparmiare alle casse pubbliche 90 milioni di euro all’anno grazie al miglioramento della sicurezza, della congestione e dell’inquinamento.

A Tilburg, una delle maggiori difficoltà nello sviluppare Crosswalk è stata quella di trovare volontari disponibili a testarla, dice Clijsen. La maggior parte dei potenziali utenti sono anziani spesso timorosi di utilizzare tecnologie poco famigliari. “Abbiamo dovuto avvicinarli uno ad uno, mostrando loro come funziona l’applicazione sul loro telefono. Una volta superato questo ostacolo erano ansiosi di venire coinvolti, ma è stata molto dura. Abbiamo organizzato una presentazione pubblica e inserito un annuncio pubblicitario su un giornale locale con 2000 copie di tiratura, trovando dieci persone disponibili”.

La strategia della città di Tilburg abbraccia un orizzonte temporale che arriva al 2040 e punta a spostare gli equilibri del traffico a favore di pedoni e ciclisti. “I pedoni nel traffico urbano sono stati per lungo tempo i bambini non visti ai quali non è concesso tempo sufficiente per attraversare” dice Clijsen. “Quello che vogliamo è dare ai pedoni più diritto di precedenza in modo che saranno le automobili a dover chiedere l’attraversamento per spostarsi da una parte del centro cittadino all’altra. Si tratta di applicare un punto di vista diverso.”

Il progetto pilota verrà valutato in autunno e se i risultati saranno positivi, Cljisen stimache si potranno convertire i semafori a un ritmo di uno ogni due settimane. Ci sono ancora alcuni problemi da sistemare: l’incrocio utilizzato da Rommen è collocato nei pressi di un condominio di 16 piani, che ostacola la ricezione del segnale GPS. “Quando funziona è eccellente”, dice Rommen. “Ci sono moltissime persone più anziane di me nel mio isolato; il mio vicino ha quasi 90 anni e cammina con un deambulatore. Con questo potrebbe attraversare in totale sicurezza”.

Articolo originale: The slow lane: Dutch app allows elderly to ‘hack’ traffic lights

 

 

Rispondi