Città del Messico pone un tetto massimo alla costruzione di parcheggi

L’11 luglio, Miguel Ángel Mancera, sindaco di Città del Messico annunciava l’introduzione di “limitazioni al numero di parcheggi nel regolamento edilizio cittadino”. Questa nuova regola ribalta il principio dei requisiti minimi di  posti auto nel suo opposto: i requisiti massimi varieranno in base all’utilizzo del territorio che verrà fatto in seguito allo sviluppo edilizio previsto. Questo pone la capitale messicana, la più grande metropoli del nord america, molto davanti alle sue concorrenti USA nella gara per il miglioramento dell’utilizzo del territorio, dando la precedenza alle persone sulle automobili.

Con la crescita della popolazione urbana, lo spazio stradale e gli immobili diventano beni ancora più preziosi. Ma regolamenti antiquati richiedono ancora la costruzione di ingenti volumetrie destinate al parcheggio per automobili, senza tenere in considerazione fattori come il tasso di motorizzazione, la vicinanza ai servizi di trasporto pubblico, la domanda di mercato. Questo comporta una serie di conseguenze negative, tra le quali l’incentivo a un maggiore ricorso all’auto, la congestione, la sottrazione di spazio prezioso ad utilizzi più importanti, in primis quello abitativo ma anche altri. Sull’importanza di questo cambiamento è già stato scritto molto [1, 2, 3, 4], in particolare riferito alla possibilità di poter costruire alloggi a prezzi più bassi, un bisogno in continua crescita in ogni area urbana di una certa estensione.

Per le abitazioni il limite è di 3 posti auto per unità abitativa, non importa quanto grande, e per le attività superiori a 100 mq è di 1 posto auto ogni 30 mq. Viene anche introdotto l’obbligo di riservare adeguato spazio al parcheggio per biciclette e viene istituito un fondo per il miglioramento del trasporto pubblico, finanziato dalle imprese costruttrici nel centro di Città del Messico che si avvicinano ai limiti massimi consentiti. Una spiegazione più dettagliata di questo regolamento può essere reperita qui.

Questo grosso cambiamento politico è il risultato di un decennale lavoro di ITDP Messico che ha prodotto uno studio i cui dati dimostrano chiaramente la necessità di un cambio del paradigma che ispira il regolamento edilizio della capitale messicana. Lo studio arrivava alla conclusione che il regolamento contribuiva a riservare spazio alle automobili togliendolo alle persone. In altre parole la gente viene costretta ad andare a vivere in periferia, lontano dal luogo di lavoro, dalla famiglia di origine, dalla vita di tutti i giorni mentre la città riserva sempre più spazio per accogliere automobili. Questo va chiaramente contro l’obiettivo di realizzare una città più inclusiva ed equa.

Un altro risultato dello studio è la scoperta che più del 40% delle nuove volumetrie di Città del Messico sono destinate al parcheggio; più di qualunque altro utilizzo, incluso quello abitativo. In media un posto auto richiede 27 m2 e circa 8500 dollari di costi di costruzione diretti (stima prudenziale). Tra il 2009 e il 2013 sono stati costruiti 250mila posti auto per un costo totale di oltre 2 miliardi di dollari. Con questa cifra si sarebbe potuta finanziare la costruzione di 18 linee di Bus Rapid Transit in grado di muovere più di 3 milioni di persone al giorno.

In più la domanda di parcheggio è risultata statisticamente inferiore a quella prevista dai requisiti minimi di posti auto. Nella grande maggioranza dei casi i costruttori cercano di mantenersi il più vicino possibile al minimo richiesto. Più dei due terzi degli insediamenti analizzati hanno dedicato al parcheggio uno spazio appena sopra il minimo richiesto. In proposito è importante fare notare che a causa della forma e delle dimensioni dei singoli progetti è spesso molto difficile per l’impresa costruttrice riservare esattamente il numero di posti auto imposto dai requisiti minimi di parcheggio. Per esempio, in un edificio le cui caratteristiche richiedono la presenza di almeno 90 posti può rendersi necessariosu un parcheggio multipiano a 3 livelli di 40 posti ognuno; in questo modo per il costruttore è conveniente costruire 120 posti invece di 90.

Per arrivare alla modifica del regolamento edilizio si è resa necessaria una cooperazione tra soggetti molto diversi tra loro: le istituzioni pubbliche hanno collaborato, oltre che con ITDP, con una serie di associazioni di categoria del’industria, del commercio e dell’edilizia, così come con una serie di organizzazioni della società civile. È importante sottolineare che questa dinamica collaborativa può funzionare come un modello replicabile anche in altre città.  Tale processo è stato supportato da una gara per ripensare le aree di parcheggio; questa idea è arrivata dal Mexican Institute for Competitiveness (IMCO), sostenuto anche da ditte private, organizzazioni della società civile e da una giuria composta da membri di prestigio come architetti, urbanisti, economisti ed esperti di politiche pubbliche. Durante le cerimonia di premiazione, nel febbraio di quest’anno, il Sindaco ha annunciato la necessità di riformare il regolamento edilizio come elemento della strategia della sua Giunta per sviluppare una città più centrata sui bisogni delle persone.

I prossimi passi

  • campagne di informazione volte ai residenti con lo scopo di evidenziare i vantaggi che porterà tale modifica, e sostegno ai cambiamenti di abitudini di viaggio per massimizzare tale impatto;
  • follow up dei risultati per gestire variabili come i controlli, la riduzione del traffico, la quantità di spazio da dedicare a nuovi utilizzi, come il miglioramento e l’aumento di spazi pubblici;
  • continuo miglioramento delle opzioni di mobilità sostenibile, nello specifico il trasporto pubblico;
  • estendere l’adozione dei parchimetri, un complemento indispensabile di questa riforma;
  • individuare meccanismi che consentano la costruzione di abitazioni a prezzi accessibili nei quartieri centrali della città, assicurando ai costruttori un giusto ricavo dalle vendite.

Articolo originale: How Mexico City became a leader in parking reform

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