Le 3R del trasporto urbano.

Mentre prosegue la corsa tecnologica verso l’automazione e l’elettrificazione dei veicoli, una nuova ricerca dimostra che aggiungere a questi due elementi l’introduzione massiccia della pratica di condivisione dei viaggi (in inglese ride sharing o carpooling, ndt) può ridurre le emissioni di gas serra dai trasporti di più dell’80% a livello mondiale. La ricerca “Three Revolutions in Urban Transportation,” ha analizzato queste tre possibili rivoluzioni nel trasporto urbano evidenziando che la loro introduzione può tagliare i costi dei veicoli, delle infrastrutture e delle operazioni di trasporto di più del 40%. Ancora un’altra analisi che sottolinea l’importanza di un cambiamento culturale a tutti i livelli senza il quale gli sviluppi delle tecnologie potranno fare ben poco.

Le tre rivoluzioni – cliccando sull’immagine si aprirà il link all’infografica in dimensioni originali.

“Quando si tratta di automobili, quello che abbiamo imparato da bambini si rivela ancora vero – la condivisione rende ogni cosa migliore”, ha detto Lewis Fulton, uno dei responsabili dell’ Institute of Transportation Studies alla UC Davis, e primo autore della ricerca. “Tutta la futuristica tecnologia che si sta sviluppando attualmente può rendere più vivibili le nostre città solo se prendiamo in seria considerazione il ride sharing”.

Demonstration of Ligier EZ-10 at Kistagången in Kista, Stockholm, Sweden (wikimedia commons)

“L’idea che ogni abitante delle città abbia bisogno della propria auto per qualunque spostamento è un disastro per tutti”, dice Jacob Mason di ITDP. “Se le vetture per trasporto passeggeri non diventano prevalentemente condivise con altre persone che effettuano spostamenti simili entro il 2050, le nostra città soffocheranno nella congestione e negli stratosferici livelli di emissioni inquinanti da questa generate mentre verranno modellate dalla dispersione causata dallo sviluppo abnorme delle periferie. Ma il futuro può essere più pulito e meno costoso se si mettono in atto politiche che favoriscono la condivisione degli spostamenti, il trasporto pubblico, gli spostamenti a piedi e in bicicletta.”

La ricerca è frutto della collaborazione tra University of California, Davis, e l’Institute for Trasnportation and Development Policy (ITDP). Essa analizza gli impatti ambientali e fiscali di tre scenari di sviluppo tecnologico diversi

  1. Scenario BAU (Business As Usual) – fino al 2050 continueremo ad aumentare i km percorsi in auto con motori a combustione interna, utilizzando il trasporto pubblico e le auto condivise come facciamo oggi, mentre la popolazione mondiale continuerà ad aumentare.
  2. Scenario 2R (due rivoluzioni) – svilupperemo le nuove tecnologie: i veicoli elettrici diventeranno comuni entro il 2030, mentre i veicoli elettrici a guida automatica prevarranno per il 2040. Ma continueremo a perpetuare la tradizione di veicoli con solo conducente a bordo, con addirittura un incremento degli spostamenti rispetto al BAU.
  3. Scenario 3R – assoceremo allo sviluppo delle tecnologia 2R un ricorso diffuso alla condivisione degli spostamenti. Nel 2050, ogni città disporrà di servizi diffusi di car sharing privato, di trasporti pubblici molto più efficienti – con la disponibilità di servizi di trasporto a chiamata – e di robuste infrastrutture dedicate a pedoni e biciclette che permetteranno di ottimizzare l’efficienza degli spostamenti condivisi.

Sharing Reduces Carbon Emissions

Dato che i veicoli elettrici verranno alimentati per lo più da fonti a basse emissioni di CO2 e non dal carbone o da altri combustibili fossili  – un presupposto per legittimare la rivoluzione elettrica – nello scenario 3R per il 2050 si avranno 0.7 gigatons di emissioni annue di CO2, contro le 4.6 gigatons dello scenario BAU e le 1.7 gigatons dello scenario 2R. Nello scenario 3R la spesa globale per i trasporti crollerebbe a 8mila miliardi di dollari contro i 13mila mld del BAU e ai 14mila mld del 2R.

Gli accordi di Parigi sul clima hanno posto come obiettivo il contenimento del riscaldamento globale sotto i 2° C. Per raggiungere questo obiettivo, tutte le nazioni devono dimezzare le proprie emissioni entro il 2050. Lo scenario 3R permetterà di raggiungere agevolmente questo obiettivo e forse anche di andare oltre; secondo i ricercatori può gettare le basi per un contenimento sotto l’1.5° C.

Per alcuni dei più importanti inquinatori del pianeta, la riduzione di emissioni sotto lo scenario 3R sarebbe enorme:

Vancouver BC has become a world leader in car sharing, thanks to the city’s density, walkability, and government support.

  • U.S.:
    • BAU: 664 megatonn (MT) CO2
    • 2R: 156 MT
    • 3R: 72 MT
  • Europa (OECD) :
    • BAU: 483 MT
    • 2R: 67 MT
    • 3R: 32 MT
  • Cina:
    • BAU: 778 MT
    • 2R: 254 MT
    • 3R: 115 MTT
  • India:
    • BAU: 479 MT
    • 2R: 259 MT
    • 3R: 108 MT

“Se le nostre città iniziano a incentivare il trasporto condiviso, elettrico ed automatico il futuro potrà essere più pulito, salubre e alla portata di tutte le tasche” aggiunge Jacob Mason. “È essenziale dare la priorità a politiche a favore di modalità di trasporto non inquinanti, o rischiamo di sperimentare direttamente in modo drammatico le conseguenze del riscaldamento globale entro il 2050”.

Lo scenario 3R ridurrebbe drasticamente anche il numero di vetture circolanti dagli attuali 764 milioni a circa 535 milioni nel 2050. Circa un quarto di quelle preventivate per lo stesso anno negli altri due scenari, per i quali sono previste 2.1 miliardi di automobili. Meno vetture, con meno spostamenti, riducono il bisogno di autostrade, parcheggi e relative infrastrutture aprendo nuove possibilità di sviluppo per infrastrutture pedonali e ciclabili.

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Liberamente tratto e tradotto da:

Three Revolutions in Urban Transportation

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