Uber: fantasie per un fallimento.

Nonostante i recenti divieti imposti in Germania, Italia e Ungheria, Uber è stata ben accettata in numerosi paesi. È un’alternativa di trasporto flessibile e conveniente, una nuova affascinante possibilità dell’era digitale. Ma la sua popolarità nasconde un difetto fatale. Uber è continuamente in passivo.

Mentre la quotazione di Uber raggiungeva circa 60 miliardi di euro – più di VW, BMW, Ford, GM o Tesla, la compagnia perdeva 2.5 miliardi nel 2016 (più un altro miliardo e mezzo in Cina) e ha già perso più di un miliardo nella prima metà del 2017.

Nella Silicon Valley sette startup su dieci falliscono perchè non riescono a raggiungere la linea di profittabilità. E Uber potrebbe presto diventare una di queste. Presentandosi come una perturbatrice dei tradizionali equilibri dell’industria dei taxi, non ha mai dimostrato come riesce ad offrire un servizio identico ad un prezzo più basso ottenendone dei profitti. Di conseguenza Uber si trova in una trappola – utilizza miliardi di capitali di rischio per finanziare almeno il 50% del costo di ogni spostamento per tagliare le tariffe e liberarsi della concorrenza. Ironia della sorte, più si amplia la clientela di Uber, più il suo passivo cresce.

Gli utenti di Uber apprezzano le sue tariffe più economiche di quelle dei taxi – circa il 25 per cento in meno, secondo alcune stime. Adesso sapete perchè – il vostro spostamento con Uber è finanziato da qualcun altro, in questo caso dal capitale privato invece che dai contribuenti.

Questo funziona solo per un po’. A un certo punto gli investitori si aspettano un ritorno, altrimenti chiudono i rubinetti. Uber non è mai stata in grado di dimostrare come riuscirà a cambiare i fondamentali economici dell’industria del taxi. Amazon fu in grado di ‘perturbare’ l’industria del libro sostituendo i negozi in muratura con le vendite online, che hanno permesso di tagliare i costi e alla fine di raggiungere la profittabilità.

Di fronte al fallimento del tentativo di trovare simili economie di scala nel settore dei taxi, Uber si sta orientando sulla possibilità di eliminare gli autisti e i loro costi attraverso lo sviluppo dei veicoli a guida autonoma. Ma la maggior parte degli esperti concorda sul fatto che questa tecnologia non sarà fruibile prima di 20 anni. Continueremo per tutto questo tempo a vedere diversi esperimenti sulle strade urbane di servizi di trasporto con veicoli a guida autonoma in contesti molto limitati e facilitati. Un trasporto a guida autonoma dominato da Uber non è realistico.

A questo punto la possibilità di sopravvivenza di Uber risiede nel rendere il proprio business profittevole come un “servizio di taxi per l’era digitale”. Le strategie possono essere:

  • Utilizzare la proprio popolarità presso l’utenza per aumentare le tariffe;
  • trovare il modo di rivedere il basso livello di relazione con i propri autisti – solo il 4 per cento di loro collabora ancora con Uber dopo un anno;
  • rinunciare a folli idee futuriste come quelle dei veicoli a guida autonoma negli anni immediatamente a venire;
  • cooperare con le autorità locali permettendo a queste l’accesso alla propria tecnologia di tracciamento per affrontare il problema della congestione urbana. Questo vorrebbe dire condividere i dati degli automobilisti per registrare i flussi di traffico utili per mettere a punto schemi di congestion pricing come quelli di Londra e Stoccolma.
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Da Allinx.eu

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