Smettiamola di chiederci se Uber sia nemica del trasporto pubblico – II

(Seconda parte. Clicca qui per la prima parte)

Chi sta ostacolando chi?

Tutti odiano rimanere bloccati nel traffico. La congestione rappresenta uno spreco di tempo e soldi, peggiora le prestazioni del trasporto pubblico e a New York è in continuo peggioramento. Dal 2013, mentre la popolazione e l’economia della città  hanno ripreso a crescere, le velocità di circolazione nel cuore di Manhattan si sono ridotte dell’11 per cento.

Sulla base delle sue analisi dei chilometraggi percorsi e dei tempi medi di fermata, Schaller stima che la crescita delle TNCs tra il 2013 e il 2016 ha contribuito ad aumentare del 7 per cento i chilometri percorsi da tutti i veicoli circolanti a Manhattan, Brooklyn ovest e Queens (i quartieri interni più congestionati). Questo ha un effetto notevole sul traffico:

“La relazione del 2008 della Commissione per la riduzione della congestione dello Stato di New York stimava che l’introduzione di forme di congestion pricing avrebbe potuto ridurre i veicolikm percorsi del 6 per cento a Manhattan, migliorando del 7 per cento le velocità medie. Il tempo totale perso in fermate e ripartenze si sarebbe ridotto in misura molto più larga, tra il 20 e il 30 per cento. La stessa dinamica si sarebbe presentata in direzione opposta – un incremento percentuale a una cifra nei volumi di traffico si sarebbe tradotto in aumenti molto maggiori delle situazioni di congestione sperimentate dagli automobilisti.”

Schaller sottolinea che se la condivisione dell’auto permessa da Uber e Lyft può togliere qualche veicolo dalla strada, non contribuisce assolutamente a ridurre l’aumento dei kmvettura percorsi, dato che questi servizi attirano – in determinati luoghi e momenti – più persone che altrimenti si sposterebbero a piedi, in bici o con i mezzi pubblici.

D’altra parte abbiamo appena visto che gran parte della crescita dei servizi TNC si registra durante la notte e nei weekend, quando i livelli di traffico sono ridotti. Aggiungere chilometraggi non è sicuramente positivo per l’ambiente, ma forse quelli legati all’aumento delle percorrenze TNC non sono avvertiti in modo pesante come si potrebbe pensare, dato che si verificano per lo più lontano dalle ore di punta. Per ora.

 Pensare fuori dagli schemi.

Utenza della metro e posti di lavoro a New York: i Newyorkesi stanno trovando nuovi modi di andare al lavoro.

Cosa significa tutto questo? New York dovrebbe mantenere questo status quo, permettendo alle TNCs di “riempire i buchi” del trasporto pubblico, nonostante i loro probabili, benché discutibili, effetti sul traffico? Questo ci porta al cuore di quella che potrebbe essere un’importante questione: forse è ora di smettere di chiedere se Uber, Lyft etc. siano “buone” o “cattive” per il trasporto pubblico, la ciclabilità, gli spostamenti a piedi. Piuttosto è il momento di domandare come possano servire agli obiettivi di mobilità della città.

Molti dei risultati esposti da Schaller mostrano come le TNC stiano riempiendo i buchi nelle reti di trasporto di New York: dove i taxi arrivano difficilmente e quando autobus e metro latitano, Uber e Lyft sono là ad aiutarvi. Un crescente numero di città con servizi pubblici mediocri sta utilizzando lo stesso ragionamento per sostituire gli autobus con i servizi di ride-sharing, talvolta anche finanziando le tariffe.

Ma come fa eloquentemente notare Henry Grabar su Slate, una logica del genere può indurre un circolo vizioso di autodistruzione del trasporto pubblico. Trasporti pubblici carenti (specialmente su gomma) possono causare perdita di utenza, il che può portare le amministrazioni locali a incentivare i servizi TNC, riducendo gli investimenti nel trasporto pubblico, che a sua volta comporta un’ulteriore perdita di utenza. Anche con la sua poderosa rete di metropolitane e autobus, New York non dovrebbe considerarsi immune da queste conseguenze; la qualità del trasporto pubblico si sta deteriorando, e i passeggeri lo stanno abbandonando. Il trasporto su gomma subisce da anni una continua emorragia di passeggeri, dovuta a velocità tremendamente lente e all’inaffidabilità degli orari – il che è in parte il risultato di una congestione crescente. La recente perdita di utenza della metro si è verificata nei weekend, quando i lavori di ristrutturazione delle linee causano ritardi particolarmente pesanti. (Ritardi leggermente meno pesanti sono comunque frequenti durante i giorni lavorativi).

Nel frattempo, sempre più persone stanno tornando a guidare la propria auto, in tutto il paese, grazie alla riduzione dei prezzi del greggio e alla crescita economica; realtà come MTA devono contrastare anche queste forze. Un funzionario pubblico potrebbe leggere la ricerca di Schaller e concludere che le TNC stiano aiutando più che danneggiando la città: probabilmente stanno tirando fuori alcune persone dalle loro automobili e non sembrano attrarre troppi pendolari che utilizzano i trasporti pubblici. Potrebbe avere ragione – per ora. Ma diventare eccessivamente compiacente, lasciando che la qualità dei trasporti pubblici ristagni o declini, potrebbe permettere alle TNC di conquistare quote di mercato oltre quanto sarebbe desiderabile. Questo nel lungo periodo potrebbe peggiorare in modo ancora più significativo la congestione, contribuendo ad aumentare le difficoltà del trasporto pubblico di superficie.

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