Per una reindustrializzazione urbana

In Urban Re-Industrialization, il curatore Krzysztof Nawratek raccoglie i contributi di diversi studiosi per discutere gli elementi costitutivi dell’idea di ‘città creativa’ per superarla e andare verso quella che Nawratek chiama la ‘Città Industriale 2.0’. Mentre la natura e i contributi dei singoli saggi paiono talvolta mal distribuiti, si tratta di un lavoro caleidoscopico che raccoglie diverse linee di pensiero meritevoli di approfondimento.

di Frederik Weissenborn

Le città sono a volte viste come luoghi che promuovono l’innovazione sociale e l’emancipazione politica: macchine per la produzione del nuovo. Per questo in La divisione del lavoro sociale (1893), Emile Durkheim collocava l’urbanizzazione tra le cause efficienti della transizione da società basate sulla ‘solidarietà meccanica’ (dove il lavoro non è suddiviso e i codici sociali sono molto vincolanti) a quella basate sulla ‘solidarietà organica’ (dove la divisione del lavoro è più complessa e i codici sociali meno stringenti); idee simili sono state sviscerate poi anche da V. Gordon Childe e Jane Jacobs. Data la loro associazione con ciò che è nuovo, forse non deve sorprendere come la città sia stata la fonte di un potente immaginario sociale, un catalizzatore per sogni utopici su una vita migliore come sulla giustizia sociale e spaziale. Molte di queste visioni sono state sviluppate negli anni – pensiamo alle ‘città giardino’ di Ebenezer Howard e al modello di ‘Ville Contemporaine’ di Le Corbusier – e hanno ispirato la discussione su come possa essere una buona progettazione urbana e le strutture effettive che ne discendono.

In anni più recenti, si può dire che l’immagine che meglio definisce la città è quella di ‘città creativa’. Questa immagina si basa sull’idea che gli insediamenti urbani rappresentino motori di produttività e di valore aggiunto – una teoria già esplorata da Jane Jacobs in The Economy of Cities (1969) – ma le città post-industriali sono luoghi di un particolare tipo di produttività associata al settore terziario e ispirata da agenzie ‘creative’. L’idea di città creativa richiama una città contenitore di forme fluide di produzione e consumo culturale, ed evoca luoghi di lavoro intellettuale e innovazione definiti in più o meno diretta opposizione alla produzione industriale e alle sue strutture organizzative più gerarchizzate.

Urban Re-Industrialization è diviso in tre sezioni principali: ‘Why should we do it?’; ‘Political considerations and implications’; e ‘How should we do it?’. Questa struttura è logica, ma i contributi non sempre aderiscono perfettamente alla categoria nella quale sono inseriti. Non è chiaro, per esempio, come mai l’eccellente documento di Jonathan Vickery sull’evoluzione delle politiche dell’Unione Europea si trovi nella prima parte (Why should we do it?) e non nella seconda (Political considerations) e la selezione e l’ordine dei contributi talvolta pare disordinato.

Malgrado questo, il libro offre un panorama intrigante di teorie e pratiche mirate a mettere in discussione e rimuovere l’idea di città creativa. Con l’eccezione di due testi in gran parte apolitici sulla stampa in 3D, questo è quindi un libro con uno scopo rivoluzionario – una raccolta di saggi che mostrano le lacune della teoria neoliberale della città creativa – e vi si possono trovare riferimenti all’utopismo del geografo marxista Henri Lefebvre in differenti contributi. È sotto questa luce utopica che dovrebbe essere letta la chiamata per una ‘reindustrializzazione urbana’: non come un lamentoso richiamo nostalgico al ritorno dell’industria pesante, ma come un mezzo per cercare nuove forme di coesistenza urbana che prevedano modalità di produzione comunitarie e sostenibili. Come sostiene Nawratek, ‘la reindustrializzazione potrebbe essere una strada verso un modello economico alternativo ed efficiente’.

Liberamente tratto e tradotto da una recensione di Frederik Weissenborn pubblicata nella LSE Review of Books of  October 23, 2017. Il testo originale e completo è disponibile su  https://goo.gl/uAa41e

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Indice dei contenuti

Introduction: Krzysztof Nawratek

Industrial City 2.0

Part 1. Why we should do it?

1) Re-industrialisation as progressive urbanism: why and how? (Authors: Michael Edwards, Myfanwy Taylor)

2) Mechanisms of loss (Author: Karol Kurnicki)

3) The Cultural Politics of Re-industrialisation: some remarks on cultural and urban policy in the European Union. (Author: Jonathan Vickery).

Part. 2 Politic Considerations and Implications?

4) ‘Shrimps not whales’ – building a city of small parts as an alternative vision for post-industrial society (Author: Alison Hulme)

5) ‘Der Arbeiter’: (Re) Industrialisation as universalism? (Author: Krzysztof Nawratek)

6) Whose re-industrialisation? Greening the pit or taking over the means of production? (Author: Malcolm Miles)

7) Crowdsourced Urbanism? The Maker Revolution and the Creative City 2.0. (Author: Doreen Jakob)

8) Brave new world!? (Author: Tatjana Schneider)

9) The Political Agency of Geography and the Shrinking City (Author: Jeffrey T. Kruth).

Part 3. How we should do it?

10) Beyond the Post-Industrial City? The Third Industrial Revolution, Digital Manufacturing and the Transformation of Homes into Miniature Factories (Authors: John R. Bryson, Jennifer Clark and Rachel Mulhall)

11) Conspicuous production: valuing the visibility of industry in urban re-industrialisation strategies (Author: Karl Baker)

12) Industri[us] (Author: Christina Norton)

13) Working with the neighbours: co-operative practices delivering sustainable benefits (Author: Kate Royston)

14) Low-carbon (re-)industrialisation: lessons from China (Authors: Kevin Lo, Mark Wang)

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Il curatore:

Krzysztof Nawratek: Senior Lecturer in Humanities and Architectural Design at the University of Sheffield. Precedentemente professore associato in Architettura, Krzysztof Nawratekpresso la scuola di Architettura di Plymouth, UK. Ha esperienze lavorative in Polonia, Lettonia e Irlanda. È autore di diversi saggi nel campo dell’urbanistica: City as a Political Idea (Plymouth, University of Plymouth Press, 2011), Holes in the Whole. Introduction to the Urban Revolutions (Winchester Zero Books, 2012) Radical Inclusivity. Architecture and Urbanism (ed. DPR-Barcelona, 2015). I suoi principali interessi di ricerca riguardano le teorie urbane nel contesto della filosofia post-secolare, l’evoluzione delle città (post)socialiste, la cirsi del modello di città neoliberale contemporanea e la reindustrializzazione urbana.

 

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