Simulazioni di città a guida autonoma.

Con l’avvento dei veicoli a guida autonoma che ci dicono essere ormai prossimo viene da chiedersi come questa nuova tecnologia potrà combinarsi con quelle ormai mature che consentono un utilizzo condiviso delle vetture.

A questa domanda prova a rispondere uno studio dell’International Transport Forum che prende in esame la città di Lisbona analizzando gli effetti di una ipotetica introduzione dei veicoli a guida autonoma sulla rete stradale della capitale portoghese con modalità che ne prevedono un uso condiviso che va a sostituire in tutto o in parte le auto private.Lo studio ipotizza diversi scenari caratterizzati dalla combinazione di alcune variabili: la presenza o l’assenza di un trasporto pubblico ad alta capacità (metropolitana nel caso di Lisbona, ma lo studio specifica che potrebbe trattarsi anche di tram di superficie, bus rapid transit, ferrovie regionali), la quota (50% o 100%) di spostamenti in auto assorbiti dalla flotta di veicoli condivisi a guida autonoma, le caratteristiche dei servizi di mobilità condivisa che possono essere di carsharing o di ridesharing, il periodo preso in esame (ora di punta o intera giornata). In tutti gli scenari si presume la totale assenza di un tradizionale trasporto pubblico di superficie (autobus), cosa che forse male interpreta quali sono le reali necessità di trasporto di una città (servizi di mobilità condivisa e trasporto pubblico devono competere o collaborare?).

I risultati analizzati contemplano, tra gli altri, gli effetti su:

  1. la flotta di veicoli circolanti a Lisbona,
  2. i livelli di traffico in termini di percentuale di occupazione della superficie stradale e di vetturekm,
  3. lo spazio occupato dalle auto in sosta.

Per quanto riguarda i punti 1) e 3) gli effetti sono senz’altro positivi con riduzioni che a seconda dello scenario analizzato possono arrivare al 94% per lo spazio occupato dai veicoli parcheggiati e del 90% per il numero di veicoli presenti nella capitale portoghese (anche se per quanto riguarda questa variabile alcuni scenari indicano un lieve ma sensibile incremento). Il punto dolente è – come prevedibile – il secondo che prevede in ogni caso aumenti anche drammatici dei kmvettura percorsi che nel peggiore dei casi possono arrivare, nelle ore di punta, a raddoppiare.

Lo studio conclude sottolineando l’importanza della messa in atto di politiche pubbliche per indirizzare queste nuove tecnologie in una direzione che migliori la sostenibilità dei trasporti urbani.

Lo studio è disponibile al seguente link: https://www.itf-oecd.org/sites/default/files/docs/15cpb_self-drivingcars.pdf

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