Camminare a Bogotà

Sebbene il numero di spostamenti pedonali effettuati ogni giorno a Bogotà sia elevato (3.090.809), si può notare che sono stati pochi gli studi sulla condizione dei pedoni in città; uno condizione determinata a volte da una carenza di sicurezza sulle strade, dall’invasione dello spazio pubblico e da infrastrutture pedonali povere e deteriorate.

Questo documento è il prodotto di un processo di ricerca e consultazione di diverse fonti e di un’analisi critica e costruttiva da parte dei suoi autori. Obiettivo è quello di 1) sviluppare un’analisi approfondita che offra a un pubblico di professionisti e profani solide intuizioni sulle difficoltà, le sfide e le opportunità della mobilità pedonale in città e di 2) mettere a punto una serie di proposte volte a sostenere le politiche pubbliche a favore del benessere pedonale.

Il documento in breve:

Dopo aver passato in rassegna la teoria di come gli spazi pedonali dovrebbero essere sviluppati e come questo possa essere collegato alle politiche di mobilità sostenibile, il documento descrive le politiche e le regolamentazioni esistenti a livello nazionale e distrettuale e l’evoluzione della politica pedonale nelle successive amministrazioni municipali.

È chiaro che negli ultimi vent’anni, il livello di interesse per i pedoni si è dimostrato non sufficientemente incisivo e costante per generare cambiamenti durevoli. Lo studio riporta esempi di diversi tipi di sviluppo di infrastrutture pedonali, nonché una descrizione della costruzione di infrastrutture a livello cittadino e degli investimenti di manutenzione. Sorprendentemente, mentre una persona su quattro si sposta a piedi, solo l’1% del budget della città è destinato alle infrastrutture pedonali. Inoltre, si rileva come i bogotanos godano solo di 4,41 metri quadrati di spazio pubblico a persona (mentre le Nazioni Unite raccomandano 15 metri quadrati).

Lo studio continua descrivendo le statistiche demografiche e la distribuzione modale di coloro che si spostano a piedi (ad esempio, scopriamo che solo due dei 100 spostamenti pedonali effettuati dai bambini sono fatti da coloro che vivono nei quartieri 5 e 6 , mentre il 95% di questi spostamenti è effettuato dagli abitanti degli ‘estratos’ 1, 2 e 3), così come la sicurezza degli spostamenti (gli scippi nel 2016 si avvicinano a 30.000). Questi dati sono completati da un’analisi della percezione dell’attività quotidiana del camminare, che ci dice che le principali motivazioni per spostarsi a piedi sono la congestione veicolare e il desiderio di esercizio.

Il documento si conclude con una valutazione preliminare dei diversi vantaggi sociali della mobilità pedonale, compresa la riduzione delle emissioni e vari benefici socioeconomici, e presenta proposte per migliorare ulteriormente le condizioni dei pedoni – come l’attuazione di una politica pedonale, il suo finanziamento, gli standard da osservare per realizzare le “complete streets” – e promuovere una più forte partecipazione dei cittadini a difesa della possibilità di camminare.

 Documento completo in spagnolo su http://www.despacio.org/portfolio_page/caminar-en-bogota-las-cuentas-2017/

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L’autrice:

Lina Marcela Quiñones: Ingegnere ed economista ambientale, laureato all’Universidad de los Andes, specializzata in problematiche ambientali, gestione e analisi dei dati, raccolta ed elaborazione delle informazioni. Si occupa dei progetti di ricerca di Despacio negli ambiti di città e clima, scrivendo report e producendo tabelle, grafici e mappe. In preparazione a questo lavoro, ha coordinato anche la raccolta, l’elaborazione e l’analisi di dati e altri indicatori, incluso il lavoro sul campo.

 

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Despacio è un centro di ricerca nato nel 2008 in Colombia. Il suo obiettivo è quello di promuovere la qualità della vita nelle città e durante tutte le fasi del ciclo di vita attraverso la ricerca applicata. La sua filosofia è simile a quella del Movimento Slow e cerca di migliorare il benessere delle comunità e degli individui dagli aspetti più individuali e familiari (alimentazione, trasporti, educazione dei figli, organizzazione della casa e del lavoro) a quelli più collettivi (pianificazione e gestione delle città umane e sostenibili). Abbiamo un team multidisciplinare che cerca di migliorare il benessere delle comunità e delle persone in tutte le fasi del ciclo di vita, promuovendo città lente, umane  e sostenibili.

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