Congestione come politica. (Avete visto di peggio.)

Se la congestione sia “buona” o meno è una cosa. Ma quello che è sicuro è che in un modo o nell’altro la congestione è una politica, o per lo meno un’opzione politica. E in alcuni casi – molto probabilmente – un’opzione saggia.

Ora questo è stato detto molte volte da molte persone in molti luoghi, eppure, nonostante la sua saggezza incontrovertibile, il messaggio – a livello di decisori politici – continua a perdersi.

Quindi, in casi come questo, dobbiamo imparare da quelle brave persone che vendono iPhone e automobili e continuare a ripetere il nostro messaggio.

Oggi consegniamo il podio a Kent Strumpell da Los Angeles e vediamo cosa aveva da dire sull’argomento sull’edizione di LA di Streetsblog agli inizi del 2008. Agli occhi di questo lettore la sua analisi non ha perso nulla di rilevante nel corso di quasi un decennio. Continuate a leggere.

Perché la congestione è buona

– di Kent Strumpell.Los Angeles. Venerdì 1 febbraio 2008

Fonte: http://la.streetsblog.org/2008/02/01/why-congestion-is-good/

La denuncia dei guasti causati dalla congestione è oggi forse la lamentela più comune a proposito della vita urbana. Tutti se ne lamentano, ma pochi fanno qualcosa di significativo per ridurre il loro contributo a questo problema. In qualche modo la politica dovrebbe risolverlo, ma tutti sappiamo come funzionano gli interventi governativi in questo senso. Bloccati insieme alle autorità e bloccati nella nostra capacità di iniziativa, ecco allora una parziale lista dei vantaggi di essere bloccati nel traffico.

1. Il traffico congestionato è uno dei pochi disincentivi all’uso eccessivo dell’automobile. Quando una merce limitata come la capacità stradale è disponibile e la domanda è alta, il risultato sarà sempre un eccesso di domanda. La congestione fa sì che la maggior parte dei conducenti ci pensi due volte prima di utilizzare la propria auto nelle ore di punta e incoraggia molti a condividere l’auto, a utilizzare modalità di viaggio alternative o andare a vivere più vicini alle proprie destinazioni abituali.

2. L’esperienza quotidiana della congestione può aumentare il consenso dell’opinione pubblica a investimenti in modalità di trasporto più efficienti dal punto di vista dei consumi e sostenibili dal punto di vista ambientale, come il trasporto pubblico, la bicicletta e gli spostamenti a piedi, che hanno molteplici benefici sociali e hanno bisogno di maggiore sostegno.

3. La congestione può migliorare i bilanci delle attività che si affacciano sulla strada. Le strade con traffico lento si percorrono a piedi più volentieri, si prestano meglio allo shopping,  a mangiare all’aperto,  a conversare, ad essere attraversate, a giocare con i bambini sui marciapiedi, ecc. Su strade con traffico veloce e rumoroso, tutte queste attività sono meno praticabili e meno piacevoli.

4. Il traffico lento è più sicuro. È un dato di fatto che la gravità delle collisioni dei veicoli a motore aumenta notevolmente con l’aumento della velocità. Il rallentamento del traffico aumenta anche la sicurezza per pedoni e ciclisti.

5. La congestione può aumentare il valore delle proprietà. Quando le auto sono in grado di accelerare al limite o al di sopra del limite di velocità, gli automobilisti sono meno in grado di notare le attività lungo la strada. Quando il traffico rallenta o si ferma, i conducenti hanno più opportunità di accorgersi della loro esistenza e di fermarsi a visitarle.

6. Il traffico più lento può ridurre il consumo di energia. La velocità con cui i veicoli a motore raggiungono la massima efficienza in termini di consumo di carburante e livelli di emissione più bassi è di circa 30 miglia all’ora (anche se è ovvio che fermate e ripartenze fanno peggiorare le cose). Sopra 30 miglia all’ora, la resistenza aerodinamica aumenta il consumo di carburante nella maggior parte delle automobili.

7. Il traffico più lento può migliorare l’efficienza della strada. 25-35 mph è la velocità con cui le strade raggiungono la loro maggiore capacità di carico. Oltre questo limite la capacità diminuisce man mano che aumenta lo spazio tra le auto.

Scopo di questa lista non è di accettare o incoraggiare la congestione, ma di evidenziare gli effetti collaterali negativi spesso trascurati nel cercare di eliminarla. La congestione potrebbe essere una condizione preferibile a ciò che sarebbe necessario per alleggerirla continuamente. Se è una consolazione, ogni città prospera del mondo soffre di congestione (anche se molte forniscono anche delle valide alternative alla guida dell’automobile).

La soluzione alle strade intasate non si troverà mai in una combinazione ottimizzata di miglioramenti delle autostrade, tecnologia avanzata e modifiche comportamentali. Invece, la chiave per alleggerirsi dal traffico è costruire e riadattare le nostre comunità in modo da poter soddisfare un numero crescente dei nostri bisogni quotidiani senza guidare. Certo, non tutti sono in grado di vivere vicino al proprio lavoro, ma molti di più potrebbero farlo se la pianificazione dell’uso del territorio incoraggiasse e facilitasse la creazione di comunità compatte, accessibili e con uso promiscuo del territorio, piuttosto che quella di luoghi orientati all’automobile con usi separati. E il pendolarismo lavorativo è solo una tipologia di spostamento; molti altri sono verso destinazioni che sono più facili da avvicinare ai luoghi di abitazione.

Le strade nelle aree urbanizzate probabilmente avranno sempre problemi di congestione. Le nostre opzioni per alleggerirla sono sempre più limitate e costose. Ma se progettiamo le nostre comunità per garantire il soddisfacimento di molti dei nostri bisogni senza guidare, molti di noi potrebbero scegliere di non contribuire alla congestione.

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 L’autore:

Kent Strumpell è un attivista che si occupa di politiche pubbliche e di urbanistica (pianificazione dei trasporti e delle comunità). Membro del consiglio di amministrazione della Coalizione di biciclette della contea di Los Angeles.

 

 

 

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