Picco dell’auto o solo temporanea battuta d’arresto?

Michael Sivak, ricercatore presso la Michigan University, ha pubblicato i risultati del decimo rapporto (vedi abstract ) di una serie iniziata nel 2013 sul “picco della motorizzazione”; il lavoro analizza in modo particolare due aspetti del “picco dell’auto“: le modifiche del tasso di motorizzazione e delle distanze percorse espresse in VMT (Veicoli per miglia percorse) per quanto riguarda le autovetture e il trasporto merci leggero.

Entrambi i parametri non sono espressi in valori assoluti ma in termini di veicoli e distanze percorsa per persona e per nucleo famigliare. Il periodo copre gli anni dal 1984 al 2016. Per completezza i totali assoluti delle distanze percorse sono disponibili nei Traffic Volume Trends della Federal Highway Administration.

Dai dati risulta che le percorrenze e i tassi di motorizzazione relativi ai veicoli per trasporto passeggeri restano al di sotto dei loro massimi fatti registrare rispettivamente nel 2004 e nel 2006, ma risultano in crescita per gli ultimi 5 e 4 anni.

  • Il tasso di motorizzazione medio risulta essere di 0.766 auto per abitante e di 1.968 per nucleo famigliare, i valori più alti fatti registrare dal 2008 (auto/abitante) e dal 2009 (auto/nucleo famigliare). Il massimo storico per entrambi questi parametri è stato raggiunto nel 2006.
  • Le percorrenze annuali per persone risultano essere di 8.819 miglia. Le percorrenze del nucleo famigliare sono invece pari a 22.649 miglia. Si tratta in entrambi i casi del valore più alto dal 2007. Il picco assoluto è quello riferito al 2004 sia per le famiglie che per gli individui.

Per  quanto riguarda il nostro paese ISFORT in questo documento mette a disposizione delle serie storiche sia sui tassi di motorizzazione che sulle percorrenza assolute; anche se non si tratta esattamente degli stessi dati analizzati dalla ricerca USA, è possibile riscontrare parecchie analogie tra i due paesi che inducono a pensare che, almeno finora, l’unico fattore che abbia influito efficacemente in favore della riduzione del numero di auto circolanti e delle loro percorrenze sia stato – purtroppo – la crisi economica.

Infatti per quanto riguarda i tassi di motorizzazione, espressi in numero di autovetture totali circolanti nel nostro paese, la crescita si è arrestata negli anni successivi alla crisi del 2011 (che negli USA  arrivò qualche anno prima), ma per quanto riguarda il 2015, ultimo anno a disposizione, il grafico illustra un sensibile incremento dei veicoli in circolazione sulle nostre strade: quasi 300mila auto in più, molto vicino alla media dell’aumento annuale del 2011 sul 2008.  Dal 2001 le automobili italiane sono aumentate del 12.4% nonostante un incremento demografico di poco più della metà (6.7%). Come conseguenza il numero di autovetture per abitante è salito da 0.584 a 0.614.

Per quanto riguarda le percorrenze medie (da notare che si tratta di percorrenze alla guida della propria auto) il 2015 vede un calo sia rispetto all’anno precedente che al 2001. Anche se il dato può sembrare incoraggiante, in realtà i chilometri totali degli spostamenti fatti in automobile, in un giorno medio feriale, tra il 2001 e il 2015 sono passati da 664 a 898 milioni, pari ad un aumento percentuale del 35%.

 

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