Intervista a Davis Wang, CEO di Mobike

Il WRI Ross Center ha incontrato il CEO di Mobike Davis Wang in occasione di Transforming Transportation 2018 per parlare dell’esplosiva crescita di Mobike, dei prossimi passi per realizzare una maggiore integrazione tra i sistemi di mobilità urbana  e della collocazione della compagnia in un mondo dei trasporti in crescita e sempre più affollato.

Quali sono le principali sfide che Mobike sta cercando di affrontare?

Davis Wang : Venti anni fa, la Cina era chiamata “il regno delle biciclette”. C’erano circa mezzo miliardo di biciclette sulle strade. Da allora, abbiamo insegnato con successo a 300 milioni di persone a guidare un’auto, ma il problema è che non c’è abbastanza spazio.

Tre anni fa, abbiamo dato vita a Mobike perché volevamo fare qualcosa di buono per i trasporti urbani. Nostro obiettivo era persuadere le persone a ricorrere nuovamente alle biciclette dopo 20 anni di declino della loro popolarità. Pensavamo che le biciclette condivise potessero essere la soluzione al problema. Una bicicletta può essere utilizzata da molte persone e, con l’aiuto della tecnologia, possiamo convincere molti a ricorrere alle biciclette condivise.

Abbiamo messo la nostra prima bici in strada nel settembre 2015. Da allora la nostra flotta è cresciuta fino a 8 milioni di biciclette, e da Shanghai ci siamo diffusi in oltre 200 città in 15 paesi diversi. Siamo fermamente convinti che potenziando il bikeharing a flusso libero possiamo rendere le città un posto migliore in cui vivere.

Vede somiglianze o differenze in termini di sfide e soluzioni in altri paesi in cui è arrivata Mobike?

Wang: gli ingorghi e l’inquinamento atmosferico rappresentano una sfida che la mobilità urbana condivisa deve affrontare in tutte le città moderne sia all’interno che all’esterno della Cina, motivo per cui abbiamo voluto espanderci in tutto il mondo. Le differenze che vediamo sono nei comportamenti degli utenti e nelle politiche locali. Lo sviluppo del nostro settore è avvenuto molto rapidamente in Cina, prima che potessero essere messe a punto delle politiche pubbliche, e questo ha portato ad un eccesso di offerta in alcune città cinesi – ecco perché vediamo quei mucchi di biciclette abbandonate . E da questi errori abbiamo imparato a lavorare con i politici. In ogni nuova città lavoriamo a stretto contatto con i governi locali per personalizzare i piani di introduzione dei nostri sistemi, fornendo un’esperienza eccezionale a vantaggio sia degli utenti che della stessa Amministrazione Locale.

Perché Mobike ha avuto così tanto successo nel cambiare il comportamento degli utenti ed è cresciuto così rapidamente?

Wang: il bike sharing non è una novità. La condivisione di biciclette basata sulla presenza di stalli esiste dagli anni ’60. Ciò che ha permesso a Mobike di espandersi così rapidamente è stata la comodità. Esistono delle similitudini con le cabine telefoniche di rete fissa: erano convenienti, ma non così convenienti. Mobike è come l’avvento dei telefoni cellulari: quando hai bisogno di effettuare una chiamata, basta farlo ovunque tu sia senza dover andare in una cabina telefonica.

Il prezzo che stiamo proponendo è anche super conveniente, sia in Cina che all’estero. Quando decidi se comprare una bici o meno – per spendere $ 300 + o meno, oltre al costo della manutenzione ordinaria – devi anche pensare a dove parcheggiarla, dove riporla a casa tua e devi preoccuparti della possibilità di un furto.

Mobike è più economico e più conveniente. Penso che sia così che siamo riusciti a convincere più di 200 milioni di persone a usare Mobike in poco più di due anni.

Quali considerazioni importanti devono essere prese dai policy maker nel progettare città per le persone, non per le auto?

Wang: l’industria dei trasporti è in genere piuttosto tradizionale. I taxi sono in circolazione da 100 anni, ma quello che è successo negli ultimi due anni ha causato uno stravolgimento del settore.

Pensa a come Uber sta provando a cambiare i taxi con l’uso della tecnologia e dei dati. Prima non avresti mai potuto conoscere le prestazioni di un autista. Ora tutto può essere quantificato. L’impatto che Mobike ha avuto sul bike sharing tradizionale è simile. Stiamo generando molti dati: quasi 30 terabyte al giorno. Possiamo condividere questi dati con i governi delle città e i responsabili delle politiche per contribuire all’ottimizzazione della pianificazione dei trasporti [in realtà sembra che molti gestori di bike-sharing a flusso libero non siano molto disponibili a condividere queste informazioni con gli enti pubblici].

Trenta anni fa, ogni città della Cina aveva delle piste ciclabili, ma dopo l’introduzione massiccia delle auto private sono state spesso eliminate. In questo momento, i sindaci stanno cercando di ricostruire le piste ciclabili, ma su quali strade? Mobike garantisce oltre 30 milioni di spostamenti al giorno e dai dati che se ne possono ricavare possiamo imparare quali strade vengono utilizzate di più, le velocità di spostamento, ecc. Possiamo condividere tutti questi dati con i responsabili locali delle politiche dei trasporti e aiutarli a prendere decisioni migliori sulle infrastrutture ciclistiche e sulla gestione del traffico .

Quando consigliamo alle città di condividere le biciclette, le maggiori preoccupazioni riguardano spesso la sostenibilità finanziaria. Ha qualche consiglio su come sviluppare modelli di business di successo che si integrino con gli obiettivi del governo cittadino?

Wang: un vantaggio chiave per le città è che il nostro modello non richiede finanziamenti pubblici. Quando portiamo Mobike in una nuova città, sviluppiamo un piano di lancio molto dettagliato che prende in considerazione i budget e il periodo di ammortamento. Condividiamo poi questo piano con i politici locali in modo che possano verificare la solidità delle nostre finanze.

Possiamo migliorare l’efficienza sistemica, grazie alla tecnologia e al design delle bici. Confrontiamo due città: a New York ci sono 7.000 biciclette condivise gestite da 120 impiegati, quindi ogni persona è responsabile di 50 biciclette. A Shanghai, un dipendente Mobike sovrintende 3.000 biciclette. Abbiamo anche progettato le ruote delle nostre bici con 5 raggi, non i tipici 32, che sono più fragili. Abbiamo schierato più di 2 milioni di bici a cinque razze e nell’ultimo anno abbiamo registrato meno di 10 rotture alle ruote. Con queste bici appositamente progettate, possiamo ridurre significativamente i costi di gestione. Non siamo come Gucci; siamo come Walmart. Cerchiamo di mantenere un margine di profitto molto basso in modo che più persone possano utilizzare il nostro prodotto.

Le biciclette per noi rappresentano solo un inizio. La nostra esperienza nelle reti mobili presenta un grosso potenziale di applicazione per mettere in rete autobus, veicoli elettrici, auto a noleggio e altro ancora al fine di ottenere un servizio di trasporto pubblico ad alta efficienza basato sulla tecnologia. Per raggiungere questo obiettivo stiamo sviluppando un programma pilota in una città cinese in cui tutto è connesso e collaborare con l’amministrazione locale per ottimizzare i trasporti pubblici; il governo può acquistare servizi da noi per avere accesso a dei dati utili per la pianificazione.

Mobike ha recentemente approvato i principi di mobilità condivisa . Può dirci perché Mobike ha firmato?

Wang: Ci sono opportunisti nel settore che stanno cercando di fare soldi facili e non si preoccupano della sostenibilità – non hanno alcuna responsabilità sociale. La differenza tra Mobike e altre aziende è che ci siamo resi conto che Mobike appartiene, in una certa misura, alla sfera dei trasporti pubblici. Una volta che fai parte di quella sfera devi sostenere le tue responsabilità. Ecco perché siamo stati felici di aderire a questa iniziativa, insieme ad altre aziende del settore, per contribuire e raggiungere la sostenibilità del trasporto pubblico.

 

Articolo originale: Q&A with Davis Wang

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