Formula E? Eh???!!!!

La mobilità alternativa promossa dalla Formula E

Squilli di trombe e rulli di tamburi per l’evento oggi in programma all’EUR di Roma “all’insegna della sostenibilità” promosso da una giunta espressione di un partito dipinto da tutti come forza di rottura dello status quo e dell’estabilishment e preoccupata, secondo i commentatori, di non venire dipinta come “quelli che dicono no a tutto”; la mobilità alternativa consisterebbe nel “18enne che compra l’auto elettrica come prima auto”.

Tale entusiasmo pubblico per promuovere specifici interessi privati non è una novità e non è peculiare solo di alcune forze politiche; ma non si è mai visto al di fuori del mondo dell’automobile. Accettare di mettere a disposizione un intero quartiere – condizionando in modo pesante la vita dei residenti – per promuovere un prodotto manifatturiero sarebbe improponibile, che so, per gli elettrodomestici. Questo nonostante i frigoriferi non abbiano nessun bisogno di essere parcheggiati sui marciapiedi o sulle piste ciclabili, il particolato prodotto da una lavastoviglie sia abbondantemente sotto le soglie di pericolosità per la salute (per chi non lo sa: le auto elettriche emettono particolato) e, soprattutto, nessun 18enne sia mai stato ammazzato dalla propria prima lavatrice.

In realtà il “dire no a tutti” sulla Formula E a Roma sarebbe stata una grande occasione per “dire sì” a una visione della città diversa da quella che ci viene offerta dal GP e dal battage pubblicitario che lo promuove in un pacchetto all-inclusive: vie urbane viste come autostrade e non come spazi di socialità e di incontro come in realtà erano fino a pochi decenni fa; stragi stradali come “inevitabili costi collaterali sulla strada del progresso” e non come conseguenza consapevole e voluta di scelte politiche e industriali promosse da un sistema mediatico complice di sterminio; consumo bulimico e rapace di materie prime e risorse naturali e non promozione di stili di vita rispettosi delle generazioni future e dei bisogni di tutti, a prescindere della zona del pianeta nella quale hanno la fortuna o sfortuna di nascere.

L’ultimo numero di World Transport Policy and Practice riporta una lettera sul tema delle auto elettriche inviata da una gruppo di accademici di lingua tedesca a un grande quotidiano; scrive il direttore John Whitelegg nel suo editoriale di presentazione:

L’auto elettrica (electric vehicle, EV) ha colonizzato con successo il pensiero di molti pianificatori dei trasporti e organizzazioni che si occupano di sostenibilità a causa del suo (supposto) potenziale di attenuare il cambiamento climatico. Secondo noi gli EV non rappresentano una soluzione al problema del surriscaldamento globale e alle enormi riduzioni delle emissioni che sono necessarie per poter avere anche solo una piccola possibilità di evitare almeno le peggiori conseguenze dell’effetto serra. Questo è un tema difficile da affrontare per noi che ci occupiamo delle tematiche della sostenibilità. Gli EV presentano una comprovata capacità di modificare i pensieri, i progetti, i finanziamenti e le realizzazioni pratiche in favore del mondo dell’auto e di ostacolare gli spostamenti a piedi, in bici e con i trasporti pubblici.

La lettera è riportata, tradotta in inglese, a pagina 78 della rivista liberamente scaricabile da qui.

3 pensieri su “Formula E? Eh???!!!!”

  1. Io concordo con l’articolo. L’unica valenza di questa iniziativa è la contrapposizione di una tecnologia che può ridurre l’impatto sull’ambiente rispetto alla tecnologia tradizionale se venissero messe a punto batterie veramente efficienti e non impattanti a quella tradizionale. Oggi non è così. Diciamo che per chi non è completamente informato e crede nella retorica delle competizioni che favoriscono la tecnologia per esempio può averne una certa valenza. Io tollererei un numero limitato di mafestazioni.
    È sicuro che la mobilità privata pur elettrica è il problema.
    È sicuro che i 5 stelle ripongono troppa fiducia, superficialmente, nell’elettrico.

    1. Io direi che è sicuro che un’intera società ripone troppa fiducia, superficialmente, nell’elettrico. Nonostante sia in buona parte consapevole di ingannarsi. Il problema è che nessuno, tra i grandi media, mette adeguatamente in evidenza le alternative possibili all’inganno.

  2. Purtroppo no. Ho anche seguito l’evento ed era una (squallida) passerella di sponsor e di organizzatori. Il discorso si dovrebbe allargare subito a cosa sono le trasmissioni sportive e cos’è la televisione oggi…

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