Reinventare la mobilità nell’era della rottura e della creatività

Arthur D. Little ha appena pubblicato la terza edizione del suo “Future of Mobility” nel quale potete trovare l’ultimo aggiornamento del suo Urban Mobility Index, una classifica di cento città a livello globale basata sulla maturità, capacità di innovazione e prestazioni dei loro sistemi di mobilità urbana. Lo studio è stato presentato alla assemblea di UITP Asia-Pacifico a Taipei.

Arthur D. Little evidenzia gli ostacoli che impediscono alle città di progredire e insieme ad UITP – l’Associazione Internazionale di Trasporto Pubblico – identifica tre direzioni strategiche per migliorare il futuro della mobilità urbana. Nello studio vengono anche riportati 25 imperativi da tenere in considerazione nella definizione delle politiche di mobilità urbana sostenibile, oltre ad alcuni casi studio di città da prendere a modello di buona pratica.

Contenuti:

Alcuni stralci dello studio:

Capitolo 1.2. Imperativi strategici per le città che vogliono estendere i propri sistemi di mobilità.

Tre direzioni strategiche

Per affrontare la sfida della mobilità urbana, le città hanno bisogno di adottare una delle seguenti tre strategie a seconda della quota di mobilità sostenibile rappresentata nel loro split modale.

Ripensare il sistema: le città dei paesi più sviluppati che presentano un’alta percentuale di spostamenti motorizzati privati devono mettere a punto delle politiche volta a riprogettare radicalmente i loro sistemi di mobilità per favorire la sostenibilità e il trasporto pubblico. La maggior parte delle città dell’indice (53 su 84) appartengono a questo gruppo.

Mettere in rete il sistema: le città più sviluppate con una quota alta di modalità di trasporto sostenibili devono compiere l’ulteriore passo di integrare pienamente le diverse modalità di spostamento per far crescere una mobilità multimodale senza soluzioni di continuità presentando all’utenza “una sola faccia” per aumentare l’attrattività complessiva del trasporto pubblico e delle sue estensioni. In questo gruppo si trovano la maggior parte delle città europee così come Hong Kong, Singapore, Seoul, Tokyo, Toronto e Buenos Aires.

Stabilire un nucleo di sostenibilità: per le città dei paesi emergenti con sistemi di mobilità parzialmente sottosviluppati, l’obbiettivo deve essere quello di stabilire un nucleo centrale di mobilità sostenibile in grado di soddisfare la domanda a breve termine a costi ragionevoli senza replicare gli errori fatti nei paesi più sviluppati. Avendo accesso alle emergenti tecnologie e infrastrutture di trasporto, queste città hanno l’opportunità di diventare il terreno di crescita per i sistemi di mobilità urbana di domani.

Quattro aspetti da considerare nella definizione delle politiche urbane di mobilità sostenibile

Strategia di lungo respiro ed ecosistema: la messa a punto di politiche di mobilità sostenibile richiede lo sviluppo, da parte delle città, di una visione politica e la messa a punto di obiettivi di mobilità basati sulla sincronizzazione strategica di tutti gli attori coinvolti nel sistema di mobilità urbana, sia privati che pubblici. Questa approccio dovrebbe ispirare una strategia di lungo respiro (che stabilisca priorità ed investimenti per raggiungere determinati obiettivi di mobilità), che assicuri il giusto equilibrio tra visioni ambiziose sul lungo periodo e immediata fattibilità nel breve.

Assicurare la mobilità (soluzioni e stili di vita):  per rispondere adeguatamente alla crescente domanda di mobilità e ai bisogni di consumatori e imprese di un sistema multimodale di mobilità è necessario che le città modifichino la loro offerta di trasporti pubblici trasformandola in una “offerta di soluzioni”. Questa trasformazione può essere ottenuta grazie a una combinazione di miglioramenti qualitativi alla offerta attuale di trasporto pubblico e al miglioramento dell’esperienza dell’utenza attraverso l’offerta di servizi aggiuntivi ottenuta grazie ad alleanze e partenariati con terze parti.

Gestione della domanda di mobilità: la limitata capacità degli attuali sistemi di mobilità e i livelli di investimenti necessari allo sviluppo di infrastrutture trasportistiche comportano le necessità di affiancare all’estensione dei servizi di mobilità con l’introduzione di misure volte a gestirne la domanda. La gestione della domanda di mobilità è una disciplina delicate che può facilmente incontrare una forte resistenza se non progettata e messa in atto con le appropriate modalità. Un certo mumero di misure è già comunque stato sperimentato con evidenti risultati, la rilevanza delle quali dovrebbe venire valutata nel contesto in cui sono state calate dalle singole città.

Finanziamento del trasporto pubblico: immaginare il giusto equilibrio di finanziamenti ai trasporti pubblici è assolutamente prioritario per le citttà che vogliano garantirne una fattibilità finanziaria, in modo particolare per il fatto che i bisogni di finanziamento crescono in modo significativo al crescere dell’offerta, delle aspettative di miglioramento qualitativi e dei costi dei fattori di produzione. Dato che i proventi dalle tariffe non sempre si evolvono in linea con l’aumento dei costi dei fattori di produzione e la crisi dei debiti pubblici mette sempre più sotto pressione i bilanci, le autorità e gli operatori dei trasporti devono valutare le opportunità di trovare introiti addizionali dall’aggregazione di servizi offerti da terzi per incamerare parte dei pagamenti effettuati dai beneficiari indiretti del trasporto pubblico.

Un approccio multidimensionale di questo tipo è cruciale: i miglioramenti in senso sostenibile delle prestazioni di un ecosistema di trasporto urbano richiedono la sincronizzazione degli interventi migliorativi in queste quattro dimensioni; in caso contrario l’anello più debole della catena influenzerà negativamente le performance complessive del sistema.

Grazie all’Urban Mobility Index l’autore sostiene che la maggior parte delle città analizzate presenta ancora enormi potenziali di miglioramento per affrontare le sfide che si presenteranno in futuro nell’ambito della mobilità, con un punteggio medio di 42.3 su un massimo di 100 punti. Singapore è in testa alla classifica con 59.3 punti, seguita da Stoccolma (57.1), Amsterdam (56.7), Copenhagen (54.6) e Hong Kong (54.2). Solo 10 città hanno totalizzato più di 50 punti. Otto di queste sono europee e due asiatiche.

 

* Una presentazione multimediale dello studio è visualizzabile qui: http://www.adl.com/futuremobilitylab.

Arthur D. Little contacts:

Sue Glanville, +447715817589 – sue@catalystcomms.co.uk  or Cate Bonthuys, +447746546773 – cate@catalystcomms.co.uk

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