Mobility: John Whitelegg appicca il fuoco.

Il Professor John Whitelegg è un uomo notevole. Ha trascorso la sua intera vita professionale come insegnante, critico, editore, attivista, politico e studioso cercando di dare un senso al nostro curioso mondo e alle contraddizioni della mobilità e del trasporto. In un fruttuoso tentativo di trovare il bandolo della matassa di ciò che ha appreso in trent’anni di lavoro internazionale in ogni parte del mondo, ha appena pubblicato un libro, che credo veramente necessario, a tutto vantaggio delle qualità delle nostre letture e possibilità di apprendimento. Il titolo – esaustivo dei contenuti trattati: Mobility: Transport Planning Philosophy for a Sustainable Future.

Mobility: Transport Planning Philosophy for a Sustainable Future.

Whitelegg book cover MobilityLo sguardo di John su mobilità e trasporti è condizionato dal fatto che il suo punto di partenza sono la geografia (la sua laurea) e la battaglia tutta in salita per lo sviluppo sostenibile e la giustizia sociale (sue materie di insegnamento).  Con questo suo ultimo lavoro esplora in profondità oltre tutto ciò che abbiamo a disposizione nell’affollatissimo settore dei saggi, delle ricerche e degli articoli sul trasporto sostenibile che vedremo pubblicati quest’anno, allo scopo di arrivare al nucleo veramente centrale della questione: la filosofia di vita che sta dietro tutto questo. E se non abbiamo una filosofia non possiamo avere uno scopo e degli obiettivi. E se non abbiamo uno scopo non abbiamo modo di influenzare e dare forma al nostro futuro.

Ci sono una manciata di cose che distinguono “Mobility” dal resto: è un saggio di cui c’era urgente bisogno. È un saggio arrivato al momento giusto. È un saggio leggibile. È un saggio che pone questioni importanti e vi fa riflettere. Per meno di 10$ potete averlo davanti ai vostri occhi in pochi minuti (qui sotto potete trovare i riferimenti per ordinarlo). C’è un’altra cosa che fa di questo lavoro qualcosa di unico come del resto tutto il lavoro di John  e la sua totale dedizione alla strenua difesa intellettuale delle sue idee e dei suoi valori: tutto quanto ha fatto John riporta sempre alla mente le meravigliose parole di un ardente poeta e politico irlandese, William Butler Yeats, che un secolo fa scriveva che “l’istruzione non è il riempimento di un secchio, ma l’accensione di un incendio”. John accende quell’incendio.

Presentazione dell’autore

Abbiamo ormai sperimentato più di due secoli di crescita della mobilità definita come le distanze che copriamo ogni giorno od ogni anno; questa crescita è alimentata da sovvenzioni enormi ed oculate, da una ormai persistente distorsione nelle politiche e nella progettazione a favore dell’aumento della crescita di distanze e velocità e da una sbalorditiva mancanza di consapevolezza degli impressionanti effetti negativi della crescita della mobilità. Per contrastare questo costosissimo e gigantesco errore il libro adotta nei confronti della mobilità un punto di vista dettagliato e scrupoloso e conclude che questo fenomeno costituisce un pessimo investimento, un danno per la salute e la vita delle comunità ed infine assorbe gran parte degli scarsi fondi pubblici in nome della costruzione di nuove e migliori infrastrutture.

Qualunque governo e partito politico con l’eccezione dei Verdi, declama i vantaggi di una maggiore capacità aeroportuale, di un aumento di strade e bretelle di collegamento, delle ferrovie ad alta velocità e accetta l’aumento della mobilità come qualcosa di buono per la felicità, il benessere e la qualità della vita. “Mobility” racconta una storia molto diversa. Più mobilità non consegna alla nostra vita cose migliori ed è causa di 3000 morti al giorno per incidenti stradali, di inquinamento acustico ed atmosferico che danneggiano la salute, contribuisce alla crescita delle emissioni di CO2 a loro volta responsabili del cambiamento climatico ed è la causa dell’estinzione di spostamenti attivi e salutari e della vita comunitaria in quartieri socialmente vitali.

È arrivato il momento di demolire il feticcio della mobilità, di sostituire il lontano con il vicino, per creare città vivibili e rispettose dell’infanzia e per porre fine al ruolo dell’auto come scelta di default. Il libro spiega perché questo va fatto, come può essere fatto e il processo politico che bisogno mettere in atto per ottenere questo risultato.

John Whitelegg, Stockholm Environment Institute

Il saggio di John è disponibile in formato Kindle su  http://www.amazon.com/dp/B013H0ZYU0

Contenuti:

Dedication
Introduction

  1. How mobile are we and how did we get here?
  2. Consequences
  3. Death and Injury
  4. Air Quality
  5. Fiscal Impacts
  6. Energy
  7. Climate Change
  8. Obesity
  9. Inequalities
  10. Community Disruption
  11. Freight
  12. Aviation
  13. China and India
  14. Conclusions

References

List of Figures and Tables

Acknowledgments

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L’autore:

john whiteleggJohn Whitelegg è docente di Trasporto Sostenibile alla John Moores University di LIverpool e ricercatore presso lo Stockholm Environment Institute. Ha scritto undici saggi sul trasporto sostenibile e le tematiche connesse. Ha collaborato a progetti di trasporto sostenibile in India, Cina, Australia, Germania, Svezia e Slovenia, oltre che con il Parlamento e la Commissione Europea. È l’ideatore del primo standard tecnico al mondo per ridurre la domanda di trasporto privato motorizzato, come pubblicato dall’Istituto Britannico per gli Standard. È membro del Consiglio Internazionale dell’Isituto di Wuppertal per il clima e l’energia. È fondatore e responsabile del trimestrale “World Transport Policy and Practice” arrivato al 24esimo anno di pubblicazioni.

 

 

 

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