La suprema arte dell’evasione tariffaria

I “portoghesi” professionali di Stoccolma

Per quasi due decenni un gruppo di attivisti svedesi ha sfidato le autorità e spostato a proprio favore l’equilibrio di forze tra passeggeri e operatore del trasporto pubblico associandosi per evitare di pagare il biglietto.

Le pubbliche autorità di tutto il mondo, sostenute da gruppi di attivisti, fanno di tutto per aumentare il ricorso al trasporto pubblico. Da parte loro le persone si adeguano, anche se spesso più per necessità che per una reale preferenza per autobus e treni.

Ma in alcune città, il costo degli spostamenti pendolari con i mezzi pubblici sta diventando proibitivo per i cittadini a basso reddito. È questo il motivo, insieme al fatto che un maggiore ricorso ai trasporti pubblici si traduce in vantaggi per l’ambiente, per il quale un sempre maggior numero di persone si impegna per promuovere il trasporto pubblico gratuito come intrinseco diritto di ogni cittadino. Alcuni sono andati ancora oltre, formando un gruppo di “portoghesi professionali”.

* Da un articolo di Eva Gary apparso in Future Rail l’1 maggio 2018 su https://bit.ly/2IFdrV9.

Prima di approfondire la cosa, fermiamoci un momento: come vi sentite di fronte a persone che scavalcano i tornelli della metro o evitano altre forme di tentato evitamento del fenomeno della corsa a scrocco? Siate onesti! La vostra reazione è di ostilità, no? Cosa pensano di fare questi giovanotti (9 volte su 10 lo sono)? È irritante, non è vero? Trovatevi un lavoro!

Planka.nu (rozzamente tradotto in “trasporto gratis subito”) venne fondato a Stoccolma nel 2001 da alcuni attivisti della Federazione Giovanile Svedese Anarcosindacalista, in risposta ad un ulteriore aumento delle tariffe di trasporto decise dal Consiglio della Provincia di Stoccolma, una decisione che il gruppo sentiva come ingiustificata alla luce di quello che avvertiva come un deterioramento della rete di trasporto. Due anni dopo venne aperta una sezione a Gothenburg, seguita preso dalle città di Helsinki, Östergötland, Skåne e Oslo. Oggi rimangono attive solo le campagne di Stoccolma e Gothenburg.

Nucleo del messaggio di Planka.nu è la convinzione che il trasporto gratuito sia un diritto intrinseco e la volontà di trasformare il “desiderio individuale di risparmiare dei soldi in una battaglia collettiva per un trasporto pubblico gratuito”.

“Per molto tempo gli utenti dei trasporti pubblici non hanno rappresentato una forza politica”, dice Christian Tengblad, membro di Planka.nu. “Noi semplicemente organizziamo le persone che non vogliono pagare il biglietto”.

In 15 anni l’organizzazione ha fornito supporto e solidarietà a coloro che si rifiutano o non possono permettersi di pagare il biglietto nelle due città svedesi. L’associazione al gruppo avviene per sottoscrizione, i cui proventi vanno in un “fondo di solidarietà” chiamato P-box, utilizzato per pagare le multe che vengno inflitte ai membri quando vengono multati per avere utilizzato i mezzi pubblici senza pagare.

Il modello ha provato di funzionare: la quota di adesione è rimasta invariata dal 2001, 100 Corone (circa 10 euro), a differenza dell’abbonamento mensile al trasporto pubblico di Stoccolma che nello stesso periodo è stato oggetto di ripetuti aumenti arrivando a costare 860 Corone (quando Planka.nu venne fondata ne costava 560). La multa per l’evasione dell’obbligo di pagamento del biglietto è di 1500 Corone.

“I nostri associati sono molto abili a non farsi beccare” dice Tengblad. Un’altra cosa che aiuta è che tutti i membri sono volontari.

L’ideologia, le pratiche e le ragioni dell’organizzazione sono completamente trasparenti e i suoi membri possono essere spesso individuati mentre inscenano piccole proteste o distribuiscono volantini all’esterno di stazioni affollate di pendolari. Per esempio lo scorso 1 maggio il gruppo si è unito a Taklosa, un gruppo di solidarietà per i senzatetto, per portare l’attenzione sulle difficoltà che i senzatetto incontrano nell’ambito dei trasporti e non solo.

Anche i loro metodi sono di dominio pubblico, in parte grazie alle video guide sulle tecniche per saltare i tornelli, per intrufolarsi immediatamente dietro un passeggero pagante, per fare aprire i sistemi di porte a vetri e per evitare il personale di controllo una volta a bordo del treno. Ci sono anche gruppi Facebook e hashtags su Twitter (#biljettkontroll) che i membri diffondo sui social media per tenere d’occhio i controllori e allertare altri membri.

Il sito web di Planka.nu fornisce anche consigli su come individuare i controllori delle diverse compagnie in base all’uniforme che indossano, e allo stesso modo incoraggia gli evasori a conoscere pienamente e difendere i propri diritti quando scoperti. In molte situazioni i controllori non hanno il permesso di trattenere qualcuno sorpreso sui mezzi pubblici senza un biglietto. Invece al trasgressore viene chiesto di scendere alla fermata successiva dopo essere stato multato.

Le leggi che si occupano di regolare le sanzioni per i mancati pagamenti delle tariffe di trasporto variano moltissimo da stato a stato. In Svezia, la pratica dello scrocco non considerata un reato punibile con il carcere e dare vista a un’organizzazione come Planka.nu è perfettamente legale, anche se non ben visto.

“Non ci aspettiamo che in altri posti le persone si organizzino allo stesso modo, perchè qui abbiamo una situazione particolare, con un’area grigia e le pratiche di controllo non permettono il fermo degli evasori; ma talvolta questo avviene comunque in qualche modo” dice Tengblad.  “Esattamente come lo scrocco non è di per sè un comportamento penalmente perseguibile, nemmeno la nostra organizzazione lo è. Se questa situazione dovesse cambiare, forse avremmo bisogno di cambiare le nostre strategie, ma per il momento questo non è un problema”.

“È difficile che la maggioranza simpatizzi con i nostri metodi, se non in un modo che non figura tra i nostri obiettivi” dice. “quello che abbiamo ottenuto è stato di mantenere la viva, tra un aumento e l’altro, la discussione sui prezzi e i sistemi di tariffazione. Inoltre abbiamo modificato il modo nel quale la società considera la scelta del trasporto pubblico gratuito, dato che è stato adottato in molte piccole città svedesi”.

L’evasione tariffaria è una forma efficace di protesta?

Molti pendolari messi di fronte alla prospettiva di pagare sempre di più per una metropolitana sempre congestionata o in ritardo aderirebbero sicuramento allo spirito dell’organizzazione.

Ma la Svezia potrebbe essere vista come uno dei posti più inaspettati per far crescere una protesta dei passeggeri: l’approccio scandinavo al trasporto pubblico è famoso in tutto il mondo per i suoi alti livelli di utenza, l’alta frequenza e l’alta qualità del servizio e le sue strategie e tecnologie in linea con l’agenda globale di riduzione delle emissioni di CO2.

Le metropolitane e i treni pendolari di Stoccolma sono gestite dalla multinazionale di Hong Kong MTR (definita da The Atlantic “il gold standard della gestione del trasporto pubblico nel mondo”), che gestisce anche i trasporti di Pechino, Hangzhou, Shenzen in Cina, due linee delle London Underground e tutta la rete di Melbourne. SL, di proprietà del Consiglio Provinciale di Stoccolma, è l’organizzazione che gestisce i trasporto pubblici di superficie su gomma ed è finanziata al 50% da proventi fiscali e per il restante 50% dalla vendita dei biglietti.

Secondo una relazione del 2017 commissionata dall’Urban Transport Group (UTG), la Svezia ha la più alta quota di viaggi con i mezzi pubblici di qualsiasi paese nordoccidentale che raccolga regolarmente i dati sugli spostamenti.

Si legge nel rapporto che

  • “Gli scandinavi danno un grande valore al rendere le loro aree urbane dei luoghi sostenibili, vivibili e attraenti”.
  •  “A Stoccolma in particolare, il trasporto pubblico è stato un aspetto chiave dello sviluppo urbano, con alte densità abitative intorno alle stazioni sotterranee”.

Il rapporto prosegue dicendo che “le tariffe in relazione ai redditi sono ragionevoli, in particolare per l’utenza abituale” e che “ci sono molti esempi di infrastrutture e servizi innovativi di trasporto pubblico in Svezia disponibili a costi ragionevoli per le casse pubbliche”.

Sebbene Tengblad riconosca che ci siano risvolti positivi nella gestione dei trasporti pubblici di  Stoccolma – i passeggeri dispongono di treni accessibili e spaziosi, oltre che di  plus come un pass estivo gratuito per studenti sotto i 17 anni – lui e gli altri membri credono che le tariffe siano semplicemente troppo costose per molti cittadini.

Nel loro libro ‘The Traffic Power Structure’, il gruppo scrive: “La mobilità e la classe sociale sono strettamente collegate. Non solo perché la mobilità dipende dalle risorse economiche, ma anche perché una società basata sull’attuale paradigma di mobilità – ciò che chiamiamo mobilità automobilistica – contribuisce direttamente all’aumento dell’ingiustizia economica e sociale “.

Uno spazio per mettere sotto pressione le autorità

Tengblad riconosce che i metodi e l’ideologia dell’organizzazione possono essere alquanto estremi, e che il viaggiare a scrocco  non si adatta certamente al pendolarismo quotidiano. Ma l’esistenza del gruppo mette costantemente sotto pressione le autorità e il governo, creando allo stesso tempo uno spazio necessario affinché si crei un gruppo più moderato che si unisca al confronto, come un’unione per i pendolari che Tengblad ritiene necessaria a Stoccolma .

“Quando le elezioni si avvicinano, le parti avversarie si interessano alla posizione e agli argomenti dell’organizzazione e iniziano a esplorare opzioni come la rimozione delle tariffe e l’abbattimento delle barriere dei biglietti. Ma quando sono al potere non mantengono queste promesse “, dice.

“Quando si tratta dello stigma sociale verso l’evasione tariffaria, in periferia le persone si aiutano sempre a vicenda, aprendosi reciprocamente le porte, questo modo di fare fa parte ormai della cultura.”

“Ma in altre parti della città, l’atmosfera è molto più ostile e ciò  ha a che fare più che altro con ‘hai avuto l’esperienza di saltare la tariffa per un mese perché tu o i tuoi genitori non avevate abbastanza soldi o avete avuto bisogno di dare la priorità a qualcos’altro ? O i tuoi genitori o amici dovevano farlo?’ Se queste ipotesi non vengono verificate, si è portati a pensare che si tratti di un comportamento criminale o antisociale.”

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