Riformare le politiche di parcheggio per migliorare gli spazi pubblici.

di Paul Barter

Quanto segue è il resoconto della relazione che ho tenuto a Berlino all’inizio di settembre in una conferenza sugli spazi pubblici organizzata da Agora Verkehrswende.

L’intervento NON è centrato sulla progettazione dei parcheggi e sulle sue conseguenze sulle strade urbane. Invece parla di come la politica dei parcheggi possa essere di fondamentale importanza per migliorare gli spazi pubblici delle nostre città. È da non sottovalutare il fatto che il bisogno di parcheggio spesso ostacola i miglioramenti degli spazi pubblici. Lo ostacola sia fisicamente che creando barriere politiche al cambiamento.

Sostengo che una migliore gestione dei posti auto su strada e un forte impulso alla progettazione di parcheggi “a misura di pedone” può aiutare moltissimo. Non adagiatevi aspettando l’avvento dei Veicoli a Guida Autonoma. Chiunque abbia a cuore la qualità degli spazi pubblici dovrebbe prestare quanto meno una certa attenzione al tema delle politiche di parcheggio.

I parcheggi spesso nuocciono alla qualità degli spazi pubblici.

Uno dei nessi tra parcheggi e spazio pubblico nelle città è che i parcheggi possono danneggiare gli spazi pubblici in molti modi.

Tra gli impatti diretti possiamo elencare:

  • Il parcheggio semplicemente occupa enormi porzioni di spazio pubblico;
  • i parcheggi su strada progettati male possono degradare lo spazio pubblico;
  • una cattiva gestione dei parcheggi su strada porta spesso ad un utilizzo poco civile degli stessi che concorre a degradare lo spazio pubblico.

Ma il parcheggio danneggia gli spazi pubblici anche in modi più indiretti.

I problemi di gestione fanno apparire la disponibilità di stalli più scarsa di quanto sia in realtà e questo, tra le altre cose, è un forte incentivo per le amministrazioni a progettare e costruire un numero eccessivo di parcheggi fuori sede stradale, direttamente o attraverso i requisiti minimi di posti auto per i nuovi insediamenti.

Sfortunatamente, l’eccesso di parcheggi fuori strada danneggia anch’esso gli spazi pubblici:

  • un eccessiva superficie dedicata al parcheggio fuori sede stradale contribuisce a creare uno spazio pubblico ostile;
  • i parcheggi interrati o sopraelevati spesso presentano rampe di accesso molto larghe e trafficate oppure anonimi muri bianchi che danneggiano l’ambiente pedonale;
  • i parcheggi posti tra gli edifici e la strada sono particolarmente ostili per i pedoni;
  • l’eccesso di parcheggi è da stimolo ad alti tassi di motorizzazione e alti livelli di traffico.

I parcheggi sono spesso da ostacolo ai migliorameti degli spazi pubblici.

Il punto centrale è che una gestione “debole” dei parcheggi rende molto difficile una massiccia riconversione degli stalli su strada ad altri utilizzi.

Quindi, per migliorare la qualità degli spazi pubblici, di solito dobbiamo affrontare il tema dei parcheggi. E un passo cruciale in questo senso è una migliore gestione dei posti auto su strada.

I parcheggi su strada sono un bene comune che necessita di una gestione

Il razionale alla base della gestione dei posti auto su strada sovraccarichi è che  è che essi sono un bene comune e come tale devono venire gestiti.

Se non si farà verranno inevitabilmente sovrautilizzati. Quindi gestiamoli (attraverso la progettazione, il razionamento, il controllo)!

Aspetti essenziali nella gestione degli stalli su strada

Ho sostenuto già la necessità di porre l’attenzione a tre semplici obiettivi nella gestione degli stalli su strada:

  • Design (devono venire integrati nella progettazione dello spazio stradale)
  • Controlli efficienti ed efficaci
  • Razionamento (meglio ottenuto attraverso la  tariffazione)

Rendere la gestione dei parcheggi popolare meno impopolare

La gestione dei parcheggi su strada è spesso importantissima per il miglioramento degli spazi pubblici. Ma la sua impopolarità è un ostacolo alla sua applicazione. Come possiamo superarlo?

Questo aspetto merita più attenzione, per il momento offro alcuni spunti.

 

 

“I parcheggi pedonali” possono tornare utili

Il concetto di “parcheggio pedonale” significa rendere quanti più posti auto possibili (anche quelli privati) aperti al pubblico nel tentativo di creare distretti dove si possa parcheggiare una sola volta e poi raggiungere tutte le destinazioni a piedi (park-one-and-walk). In zone con politiche di parcheggi che pongono l’attenzione sul singolo insediamento, la maggior parte dei parcheggi sono privati all’interno di ogni destinazione. Questo rende qualunque eccesso di domanda rispetto alla disponibilità di posti auto un grosso problema, anche se si verifica raramente e solo su un solo insediamento dell’area.

Al contrario, creando dei parcheggi pedonali in aree “parcheggia e cammina”, la maggior parte dei posti auto costituisce un elemento integrato nella totalità dei parcheggi disponibili nella zona. La maggiore efficienza di questo sistema consente di ridurre la necessità di spazi di parcheggio, mentre aumenti localizzati della domanda di solito non son un problema. La gente semplicemente parcheggerà un poco più distante e quindi raggiungerà la propria destinazione a piedi.

Questo può anche ridurre i timori riguardo il cambio di destinazione d’uso di alcuni stalli su strada.

Un ottimo esempio è quello di King Street a Toronto; nel tweet di Gil Meslin la mappa evidenzia:

  1. l’altissimo numero di abitazioni e posti di lavoro (potenziali utenti)
  2. l’altissimo numero di parcheggi posti a una distanza percorribile facilmente a piedi.


via GIPHY

Conclusioni

Un’ottima gestione dei posti auto e i parcheggi pedonali non sono gli unici ingredienti di uno spazio urbano vivibile. Ma vengono spesso trascurati nella sua progettazione.
I miglioramenti nella gestione dei parcheggi possono contribuire a creare nuove possibilità di cambiamento nelle nostre strade urbane, tra le quali la destinazione ad altri usi di più posti auto di quanto sia concepibile al momento in molte città.
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L’autore:
Paul Barter è assistente presso la Lee Kuan Yew School of Public Policy, National University of Singapore dove insegna politica delle infrastrutture, politica urbana, politica dei trasporti e introduzione alle politiche pubbliche. Ha al suo attivo pubblicazioni sulle politiche dei trasporti a Kuala Lumpur e Singapore. I suoi attuali interessi di ricercatore sono nell’innovazione del traffic management e nella regolamentazione del trasporto pubblico.

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