Come Ciudad de Mexico ha abolito i requisiti minimi di parcheggio.

Storicamente il bisogno di parcheggi è sempre stato affrontato dal lato dell’offerta, cioè richiedendo a chi progetta nuovi insediamenti di fornire un numero “adeguato” di posti auto a servizio degli edifici che vuole costruire. Questo si traduce nei regolamenti edilizi delle città nei requisiti minimi di parcheggio, che vengono presentati come uno strumento che risolve o quanto meno attenua il problema della congestione su strada. In realtà non è così in quanto nel lungo periodo la destinazione a parcheggio di vaste superfici di costruito favorisce gli spostamenti automobilistici a scapito di quelli con forme di mobilità più sostenibili.

A Ciudad de Mexico l’anno scorso è stata apportata una radicale riforma dei regolamenti edilizi che ribalta completamente questa visione; dal blog di Paul Barter “Reinventing Parking” riportiamo questo breve post introduttivo all’intervista di Paul ad Andres Sanudo, uno degli artefici di questa rivoluzione messicana della sosta. L’intervista è disponibile in podcast su RP (in inglese) oppure scaricabile in formato epub o pdf (adattata e tradotta in italiano).

di Paul Barter
Mexico City nel luglio del 2017 ha cancellato dai suoi regolamenti edilizi i requisiti minimi di parcheggio, sostituendoli con dei requisiti massimi. La cosa non è drastica come sembra, dato che i vecchi minimi prevedevano una fornitura esorbitante di posti auto.

Inoltre nell’area centrale della città i posti auto che eccedono il 50% di quelli che sono i massimi consentiti sono soggetti a una tassazione aggiuntiva. Questa misura punta a stimolare le imprese edili a costruire meno posti auto di quelli permessi e a garantire un flusso finanziario per migliorare le forme di mobilità alternative all’auto.

Ho intervistato Andres Sanudo, un protagonista di questa riforma.

Durante l’intervista sono emersi alcuni elementi importanti:

  • la riforma ha formulato un messaggio importante che è passato sui media: il parcheggio fuori sede stradale non è un modo per attenuare i problemi dei parcheggi su strada (come viene sostenuto dalle tradizionali politiche di parcheggio) ma è esso stesso causa di problemi che devono poi essere attenuati!
  • ITDP ha condotto una scrupolosa analisi della situazione dei parcheggi fuori sede stradale (pubblicata nel documento “Less Parking, More City“) che è stata di importanza cruciale per il successo della campagna;
  • il successo non è stato solo merito di ITDP, ma di una larga alleanza nella quale si possono trovare alcuni protagonisti sorprendenti insieme a quelli che ci sono più famigliari: impiegati dei ministeri statali, imprese costruttrici, un think tank della competitività. Il coinvolgimento dei media, corsi di formazione e campagne per un miglioramento della consapevolezza dei problemi sono stati anch’essi elementi molto importanti;
  • l’opposizione alla riforma è arrivata soprattutto dalla grande distribuzione organizzata. Sorprendentemente, i comitati di quartiere in salsa NIMBY non hanno avuto un grande ruolo in questa storia.

Scarica la traduzione/adattamento dell’intervista in formato EPUB oppure PDF

Ascolta l’intervista su YT:

Paul Barter è assistente presso la Lee Kuan Yew School of Public Policy, National University of Singapore dove insegna politica delle infrastrutture, politica urbana, politica dei trasporti e introduzione alle politiche pubbliche. Ha al suo attivo pubblicazioni sulle politiche dei trasporti a Kuala Lumpur e Singapore. I suoi attuali interessi di ricercatore sono nell’innovazione del traffic management e nella regolamentazione del trasporto pubblico.

Andrés Sañudo ha lavorato per ITDP Mexico dal 2011 al 2015 dove ha coordinato la vittoriosa campagna di promozione delle riforme della sosta.
Oggi si occupa di ricerca e sviluppo presso REURBANO un impresa immobiliare specializzata in insediamenti compatibili con il contesto, pedonali e con basso numero di posti auto nei centri storici.
È anche coinvolto in CoRe Foro Urbano, una realtà associativa che promuove una Mexico City vivibile, amabile e giusta.

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