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Quando Nuova Mobilità nacque , ormai 8 anni fa, era evidente che per trasformare in senso sostenibile il nostro sistema di trasporti non fosse sufficiente puntare unicamente sulle grandi opere infrastrutturali. Ci si era ormai accorti che una efficace strategia di riduzione del traffico dovesse poggiare le sue basi anche su premesse che muovono da considerazioni – sviluppate in ambito urbanistico, psicologico e sociale – di ordine diverso  da quelle puramente ingegneristiche. Le esperienze – per lo più maturate all’estero – di un diverso approccio all’uso degli spazi pubblici, di applicazione delle nuove tecnologie alla gestione della mobilità, di urbanistica “senz’auto” erano ormai numerose e meritevoli di attenzione da parte del pubblico italiano. Fu con questo intento che nacque questo media online, inizialmente ospitato da blogger e quindi da wordpress.com.

Poi venne la crisi e con essa la ritirata, prima cauta poi sempre più precipitosa, della mano pubblica dalle proprie responsabilità. Complice di questo processo anche un’opinione pubblica ammaestrata a vedere nel settore pubblico e nei suoi sprechi – talvolta verificati, talvolta millantati, il più delle volte solo presunti a priori – la causa di ogni male italico. Quindi via ai tagli al trasporto ferroviario regionale  e al trasporto pubblico locale e le istituzioni di ogni ordine e grado alla prese con una coperta sempre più corta, a subire lezioni di morale da parte di chi mai avrà la preoccupazione di trovarsi coinvolto nel processo elettorale e costrette spesso a fare quello che il loro ruolo gli imporrebbe di non fare.

In questo mutato contesto generale alcune misure che promuoviamo e che mai smetteremo di promuovere possono al massimo servire da pannicello caldo da stendere sopra un moribondo, se non solo da foglia di fico con il quale gli amministratori pubblici riescono a scaricare sui sensi di colpa dei loro rappresentati (usiamo troppo la macchina) responsabilità che sono solo loro: per esempio il recente aumento delle tariffe di sosta nel centro di Milano servirà solo (se va bene) a evitare un taglio dei servizi del TPL o a finanziare un loro potenziamento? Abbiamo il sospetto che la risposta esatta sia la prima.

È per questo che dopo due anni di quasi totale silenzio Nuova Mobilità torna a pubblicare, con un proprio dominio, un proprio spazio web e una grafica rinnovata. Vogliamo porre l’attenzione, oltre che sui temi che ci sono sempre stati cari, anche su quanto abbiamo sempre negligentemente dato per scontato: mentre con un paziente lavoro a uncinetto ci preoccupavamo di riempire le fessure che la maglia delle grandi infrastrutture non riusciva a raggiungere, questa si restringeva inesorabilmente lasciando scoperte ampie fasce di popolazione.

A seguire una riflessione fatta ormai 4 anni or sono (a dire il vero di qualche cosa ci stavamo anche accorgendo…) e già riproposta in uno degli ultimi post su wordpress.com – leggermente riveduta e corretta per metterla al passo con i tempi – che troverete inserita anche nel menu principale del blog e che ispirerà buona parte del lavoro che verrà fatto in futuro su questa rivista online.
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Atlanta: i giorni dell’Autocalisse mai realizzatasi

New_York_City_GridlockSono poche le città più automobili di Atlanta. Per questo quando un congestionatissimo settore della sopraelevata I-85 collassò per un incendio alla fine di marzo, si prevedevano funeste conseguenze sul traffico.

Pochi giorni dopo, tuttavia, gli abitanti di Atlanta stanno modificando i loro comportamenti di viaggio in modo da evitare il totale blocco stradale: per esempio MARTA ha visto un’impennata delle corse del 25 per cento.

Già pochi giorni dopo il disastro, il collasso dell’I-85 sembra essere un altro caso di “Autocalisse” mai verificatasi che dovrebbe ispirare le modalità di progettazione dei sistemi di trasporto, come scrive Joe Cortright sul City Observatory: Continua a leggere Atlanta: i giorni dell’Autocalisse mai realizzatasi

Critiquing the Penang Transport Master Plan (2013-2030)

Mayllasia Penang blog top page - local traffic

The following strategic commentary appeared in the form of a long letter responding to an invitation by the chief transport planner of Penang with the State Government Office to comment on a strategic presentation and commentary he was about to make at end year in Kuala Lumpur reflecting back on the Penang Transport Master Plan (2013-2030) carried out for the State by Halcrow and AKC Planning and published in a final version in October 2-12. Mr. Lim’s commentary. Cross Roads, Game Changers & Bulls’ Horns, is available here.

Update. My quick six-point “Summer 2015 Executive Summary” follows:

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From Nantes: Three Little Words to Shape the Future of Cycling

Philippe Crist - with bike but no nameWe are pleased to be able to share with you the speaking notes prepared by a friend of many years and emerging pillar on the international transport policy scene, Philippe Crist of the International Transportation Forum for his opening keynote address to this year’s Velo-City conference in Nantes.

Philippe, who for years has spent more than an hour each day peddling through Paris traffic to work at the OECD, takes a few steps back from the immediate concerns of the many workshops and events, and invites us to contemplate the big picture and hopefully in the process remember three words that he has chosen for the core of his presentation, three words that he proposes can help us understand, shape and support the future of cycling in our cites, smaller towns and rural communities around the world. The words are: Serendipity (stumbling on something important by keen eye and happy chance); the concept of Resilience; and the initially puzzling neologism “Supernormal”. To put this presentation to work, we invite you to review it in parallel enjoying the illustrated 12 minute video of his address which you will find at the Opening Plenary Part 3 at http://livestream.com/lacitenantes/Velocity2015/videos/89111933 (start viewing at 36:30).

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Encyclical Laudato Si’: On Care for our Common Home

pope francis in crowd
Photo: Massimo Pinca/AP

Pope Francis’s just-promulgated encyclical “Laudato Si’: On Care for our Common Home”, is without a doubt the most important single document to be published, initiative to be taken, since the phrase sustainable development was invented three long and patently unsuccessful decades ago. This extraordinary document of less than one hundred pages aims to inform and to rally the forces of responsible behavior and responsible governance to the cause and the plight of our planet and to the role of active democracy. Beautifully written (the English language version at least), clearly presented and cogently argued in clear day to day language. It is an excellent and inspiring read. However it is not a recipe, it has its shortcomings — it is a challenge, and thus requires that we read it carefully and do our own sorting out of the issues and the counsel it offers. Hardly an effortless process.

One of the more disheartening passages includes his listing of all the promising international agreements that have failed for lack of support from the leaders who signed them.

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ACID TEST: How to know if your city cycling system is working?

 

UK cambridge women cycling in streeet

It’s extremely simple: Do the numbers.

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Interview: World Streets editor interviews busy mayor on his sustainable transport strategy

Asking the mayor of Freedonia to walk the talk

groucho at deskFreedonia City Hall, 20 June 2015.09:00. The mayor is comfortably seated at his imposing desk, looking fondly at an unlit cigar. After a lengthy wait and a nod from the imposing receptionist, the editor of World Streets knocks lightly and waits timidly at the door, entirely drenched and more than a bit disheveled. Not a pretty sight.

The Mayor: Well sir, you are a fine mess. Careful there, you are dripping on my favorite chair. Continua a leggere Interview: World Streets editor interviews busy mayor on his sustainable transport strategy

Parcheggia nel TUO posto auto, non negli spazi pubblici.

no-overnight-parking-signQuando acquistiamo un’automobile generalmente non ci preoccupiamo troppo di trovarle un posto dove parcheggiarla. Se abbiamo a disposizione un box o un posto auto personale bene, altrimenti c’è sempre la strada. Ma questo atteggiamento produce fenomeni di parcheggio selvaggio e illegale che a loro volta sono alla base di “soluzioni” messe a punto per evitarli come i requisiti minimi di parcheggio.
In Giappone invece…
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Invitation to “Brussels”: European Citizens Mobility Forum on a New Mobility Paradigm, 23 March 2015

IRU Brussles report - cover photo of young womanOn the assumption that your plans may not have you in Brussels on Monday in time to join the meeting, but that you are nonetheless interested to follow the event and what might come out of it, this is an invitation for you to join the event as an “auditor”. In this capacity, all you need to do is sign in here and let us know of your interest. You will then receive the latest version of the brainstorming piece as will be discussed during the peer review session, working notes and observations of the participants, and a copy of the final wrap up report about a week later with, hopefully, a certain number of followup steps or proposals. This will also give you an opportunity for comments and critical views which will be shared with the participants and other auditors (if we have your permssiion to do so).

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Oltre il concetto di via automobile.

Complete streets in Juice de Fora, Brazil

di Madeline Brozen

Fino ad oggi sono state e sono tutt’ora troppe le città che considerano le loro strade in un modo che non permette una sostenibilità di lungo periodo. L’approccio convenzionale considera unicamente il loro utilizzo automobilistico e la velocità dei flussi di traffico. Partendo da questo presupposto una via urbana riceve un “voto” basato sulla sua capacità di spostare veicoli e si arriva alla conclusione che la soluzione per le strade “insufficienti” sia quella di allargarle allo scopo di alleviare la congestione.

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