Referendum ATAC: una soluzione tecnica a un problema politico

Domenica a Roma si è tenuto il referendum, fallito, sulla liberalizzazione dei trasporti pubblici locali. Riportiamo un’interessantissima riflessione pubblicata la settimana scorsa sul blog MetroxRoma che, anche se riferita alla realtà romana, offre ottimi spunti per demolire molti luoghi comuni sulla presunta inefficienza a prescindere dei servizi di trasporto pubblico in generale.

Domenica 11 Novembre, dalle 8 alle 20, si terrà il referendum sulla modalità di affidamento dei servizi relativi al trasporto pubblico locale. Mettiamo nero su bianco le nostre riflessioni sperando che possano aiutare, al di fuori delle ragioni strumentali ed equivoche delle parti politiche. Non daremo un’ indicazione di voto perchè non crediamo che esista una risposta univoca ai quesiti. Purtroppo una cosa sola è certa: si sta cercando una soluzione profondamente tecnica – il metodo di affidamento – al problema, tutto politico, della carenza infrastrutturale di questa città.

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Honk! Lo spazio per spostare 60 persone: auto, uber e auto a guida autonoma.

Sono passati ormai quasi trent’anni da quando è stata realizzata per la prima volta l’immagine che mette a confronto lo spazio necessario a spostare lo stesso numero di persone con tre diverse modalità di trasporto. In questo lasso di tempo ne sono state realizzate parecchie versioni in diverse città del mondo. Continua a leggere Honk! Lo spazio per spostare 60 persone: auto, uber e auto a guida autonoma.

La gestione della sosta a Berlino tra moderne virtù e antichi vizi.

Molte città europee mettono in atto politiche di parcheggio e trasportistiche degne di nota. Ma molte di esse presentano dei problemi fin troppo famigliari.

Un buon esempio è la gestione dei parcheggi di Berlino, come mi ha raccontato Jos Nino Notz, esperto di parcheggi della capitale tedesca.

Da un certo punto di vista Berlino rappresenta un modello di gestione dei parcheggi. Abolì definitivamente i requisiti minimi di posti auto più di vent’anni fa. Presenta una eccellente gestione dei parcheggi nel centro città (e in alcuni altri quartieri).

Ma in altre zone la gestione dei parcheggi, in particolar modo i controlli, è sorprendentemente approssimativa. Continua a leggere La gestione della sosta a Berlino tra moderne virtù e antichi vizi.

Il bike sharing nel paese della cuccagna: la fine della febbre cinese?

Scrivevamo qualche anno fa della tentazione rappresentata dal bike sharing per amministratori locali in cerca di popolarità a basso costo: gli esempi di servizi lasciati morire dopo roboanti inaugurazioni non mancano di certo. Oggi, con l’abbattersi esponenziale dei costi delle nuove tecnologie si apre una nuova frontiera per il bike sharing: il flusso libero. I servizi di bike sharing a flusso libero consentono a chi li gestisce una profittabilità quasi completamente sganciata da qualsiasi forma di contributo pubblico, non essendo necessaria la spesa di installazione e manutenzione degli stalli. Una vera manna per quegli amministratori che in tempi di vacche magre come questo non sanno più dove andare a parare per mettersi in mostra.

Intendiamoci, come tutte le innovazioni tecnologiche, il flusso libero può essere portatore di innegabili vantaggi anche per l’utenza; ma come tutte le innovazioni tecnologiche, non è saggio lasciare che siano solo i capricci del mercato e i legittimi obiettivi di profitto di un operatore privato a dare forma a questo importante tassello della nuova mobilità.

Riprendiamo oggi il tema del bike sharing a flusso libero che a pochi mesi dal suo affacciarsi nel nostro paese sembra essere entrato in crisi, almeno nella sua forma “dura e pura” proposta da grossi operatori asiatici. Di seguito un estratto da un post comparso su Bikeitalia che riassume i contenuti di un convegno tenutosi recentemente a Milano. Continua a leggere Il bike sharing nel paese della cuccagna: la fine della febbre cinese?

Honk! Per un approccio scientifico alla ciclabilità

“È sconsolante, nonostante tutto quello che si è fatto per le bici i nostri concittadini continuano a spostarsi in macchina, proprio non ci vogliono sentire”. Quante volte capita sentire amministratori animati dalle migliori intenzioni pronunciare frasi di questo tipo – scoraggiati dai fallimenti tendono ad addossare le responsabilità del mancato cambiamento alla cittadinanza poco collaborante. È un atteggiamento tipicamente pseudoscientifico quello di dare la colpa del mancato funzionamento della cura – la cui reale efficacia mai è stata sottoposta a indagini serie ed approfondite – al paziente riluttante. Continua a leggere Honk! Per un approccio scientifico alla ciclabilità

Riformare le politiche di parcheggio per migliorare gli spazi pubblici.

di Paul Barter

Quanto segue è il resoconto della relazione che ho tenuto a Berlino all’inizio di settembre in una conferenza sugli spazi pubblici organizzata da Agora Verkehrswende.

L’intervento NON è centrato sulla progettazione dei parcheggi e sulle sue conseguenze sulle strade urbane. Invece parla di come la politica dei parcheggi possa essere di fondamentale importanza per migliorare gli spazi pubblici delle nostre città. È da non sottovalutare il fatto che il bisogno di parcheggio spesso ostacola i miglioramenti degli spazi pubblici. Lo ostacola sia fisicamente che creando barriere politiche al cambiamento. Continua a leggere Riformare le politiche di parcheggio per migliorare gli spazi pubblici.

Nel Regno Unito finanziamenti per le cargo bikes elettriche.

Il governo Britannico ha annunciato che stanzierà 2.25 milioni di euro per finanziare l’acquisto di cargobikes elettriche. La notizia giunge sette anni dopo l’introduzione dei finanziamenti all’acquisto di automobili elettriche che prevedono un contributo di 5.000 euro sull’acquisto di una vettura alimentata da batterie. Continua a leggere Nel Regno Unito finanziamenti per le cargo bikes elettriche.

Auto elettriche e a guida autonoma: per parlarne al di fuori della propaganda.

Sull’onda delle preoccupazioni per il cambiamento climatico, le cui manifestazioni si fanno sempre più drammatiche con il passare del tempo, l’attenzione dell’opinione pubblica si rivolge spesso alle soluzioni offerte dalla possibilità di sostituire i combustibili fossili con l’elettricità per l’alimentazione dei mezzi di trasporto. Ultimamente la mobilità elettrica viene associata ai cosiddetti “veicoli a guida autonoma” presentati come un mezzo per migliorare moltissimo la qualità della vita nelle nostre città congestionate dal traffico.

Entrambi questi temi vedono naturalmente le case automobilistiche in prima linea nella promozione di quelli che sono i loro legittimi interessi. Purtroppo manca un dibattito pubblico sulle reali possibilità che possono offrirci queste tecnologie, essendo qualunque discussione viziata in partenza dalla preponderante presenza/invadenza della massiccia propaganda attuata dall’industria dell’auto che ne occulta i limiti e ne enfatizza oltre misura i pregi. Continua a leggere Auto elettriche e a guida autonoma: per parlarne al di fuori della propaganda.

I servizi di carpooling sottraggono utenza a bus e metro?

Negli ultimi anni la crescita esponenziale dei servizi di ride sharing come Uber e Lyft ha modificato il panorama dei trasporti urbani. I loro sostenitori dichiarano che questi servizi possono essere di beneficio alle città riducendo il bisogno di possedere un’automobile e stimolando il ricorso a diverse modalità di trasporto, riducendo così i chilometraggi percorsi nelle aree urbane.

Una ricerca pubblicata a luglio suggerisce invece che i servizi di condivisione dei viaggi contribuiscono ad aumentare i volumi complessivi di traffico sulla rete viaria, rischiando di far diventare i centri urbani posti meno vivibili. Continua a leggere I servizi di carpooling sottraggono utenza a bus e metro?

Trasporto pubblico e città a misura d’uomo: lezioni da Seoul

di Andy Furillo

Quando Seoul – una città che per soddisfare i sogni di una popolazione sempre più benestante aveva inizialmente adottato un approccio “automobilistico” per la mobilità urbana – si trovò di fronte al crollo dell’utenza dei trasporti pubblici agli inizi del millennio, l’Amministrazione Comunale decise di agire.

Grazie a un completo redesign delle linee di autobus e all’adozione di un’estesa rete di corsie preferenziali l’utenza tornò ad aumentare, contribuendo a fare di Seoul uno spazio per le persone, marginalizzando il seduttivo appeal di status delle auto private e recuperando un sorprendente torrente nel centro cittadino (che era stato precedentemente coperto da una superstrada). Ecco come ci riuscirono.

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