Chi va piano va sano. E non arriva neanche tardi.

Uno dei pilastri alla base dell’approccio alla Nuova Mobilità urbana è il rallentamento del traffico. Funziona come un catalizzatore ambientale. Quando si comincia ad andare più piano e si inizia ad organizzare la propria vita intorno a questo principio si finisce necessariamente per andare meno lontano. La qual cosa a sua volta determina un cambiamento nell’utilizzo del territorio urbano. L’esatto opposto delle forze che spingono alla continua espansione degli agglomerati urbani nelle campagne con tutto quello che ne consegue. Continua a leggere Chi va piano va sano. E non arriva neanche tardi.

A che servono i parcheggi se abitate vicino al tram?

Cincinnati, dove è prevista la costruzione di un nuova linea tranviaria, vuole utilizzare il nuovo servizio di trasporto come chiave per la realizzazione di una città più vivibile. Una delle prime misure che verranno adottate sarà l’abbassamento degli standard di posti auto richiesti alle nuove costruzioni nei pressi della linea. Continua a leggere A che servono i parcheggi se abitate vicino al tram?

Non schiacciate quel tubetto.

La motorizzazione privata di massa ha rimodellato le nostre città in un modo che, diciamocelo chiaro, ci piace poco o per niente. E’ il risultato di decenni di “non politiche” dei trasporti che hanno creato una situazione non facile da correggere, un po’ come rimettere il dentifricio nel tubetto che abbiamo inavvertitamente schiacciato.
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L’Unione Europea per la bicicletta.

La ciclabilità, in ogni sua forma, rappresenta uno dei cardini sui quali deve basarsi un nuovo sistema di mobilità urbana. L’Unione Europea sta finanziando parecchi progetti volti a favorirla e a promuoverla. Quello che segue è una carrellata delle iniziative europee alle quali partecipano anche alcune Amministrazioni locali italiana (Ferrara, Bologna, Parma, Venezia, Ravenna). Continua a leggere L’Unione Europea per la bicicletta.

In USA si raddoppiano gli stanziamenti per pedoni e ciclisti.

Tempi di crisi. Tempi di tagli. Ma cosa tagliare? Indubbiamente la spesa pubblica va contenuta. Ma se si guarda il problema considerando i suoi possibili sviluppi sul lungo periodo è sicuramente più saggio evitare di calare la mannaia su quelle spese che tendono a contrastare la dipendenza da combustibili fossili sempre più cari e che favoriscono un accesso davvero universale a quei servizi di mobilità di cui le società postindustriali hanno sempre più bisogno. Negli USA l’amministrazione Obama ha dichiarato, per bocca del segretario ai trasporti La Hood, di considerare gli spostamenti a piedi e in bicicletta una modalità di trasporto di importanza pari a quelli effettuati in automobile. E ha raddoppiato gli stanziamenti federali per finanziare progetti volti a favorirli. Continua a leggere In USA si raddoppiano gli stanziamenti per pedoni e ciclisti.

Los Angeles: una città per il trasporto pubblico.

Los Angeles: una città costruita per le auto, intorno all’auto e dove l’auto rappresenta molto più che altrove lo status di chi la possiede. Il classico posto dove chi sostiene l’eterno e onnipresente luogo comune che “certe bellissime idee qui da noi non si realizzeranno mai” può chiudere la bocca a qualunque interlocutore animato dalle migliori intenzioni e solidamente appoggiato su una preparazione ferrea. Eppure… Continua a leggere Los Angeles: una città per il trasporto pubblico.

Restringere le strade fa bene al traffico.

Siamo assolutamente convinti che le nostre infrastrutture per i trasporti siano abbondantemente sovradimensionate, ancorchè inefficienti. Un modo per migliorare le loro performance è quello di riservare più spazio a bisogni diversi da quello, spesso fine a se stesso, della mobilità veicolare privata. Quanto segue è un post di Michael Bohn che illustra i vantaggi dei programmi di “diete stradali” in atto a Long Beach, California. Continua a leggere Restringere le strade fa bene al traffico.

Lo stato della mobilità sostenibile in Italia

La figura del mobility manager, introdotta in Italia con un decreto ministeriale del 1998 è ancora poco conosciuta in Italia. Il suo compito è quello di gestire la mobilità delle persone a livello di una determinata area od azienda, favorendo modalità di trasporto sostenibili. Dal 2000 questi professionisti sono rappresentati da un’associazione chiamata Euromobility che “si impegna nella promozione della figura del mobility manager presso le Pubbliche amministrazioni e le imprese private. La missione di Euromobility mira a creare e diffondere la cultura della mobilità sostenibile, stimolando negli individui e nelle organizzazioni comportamenti orientati all’adozione di soluzioni eco-compatibili per una migliore qualità della vita”. Continua a leggere Lo stato della mobilità sostenibile in Italia

Una strategia per la Nuova Mobilità

Diciamo addio alla Vecchia Mobilità: il “Piano Zero”, conosciuto anche come “Vecchia Mobilità”, con la sua ossessione per l’aumento delle infrastrutture, delle automobili e dell’offerta di beni viste come la risposta a tutti i nostri problemi di mobilità, è stato il sentiero maggiormente battuto dalla politica e dagli investimenti nel settore per gli ultimi 70 anni. E’ molto ben conosciuto e si capisce benissimo dove sta portando. Aggredisce l’ecosistema, ci costa un patrimonio, prosciuga le risorse petrolifere e non garantisce un sufficiente livello di servizio alla maggior parte delle persone… Il Piano Zero è un evidente fallimento. E’ tempo di un Piano A: quindici passi verso una mobilità, una città e una vita più sostenibili.
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Più sani in bicicletta

E’ un luogo comune ampiamente sfruttato. Ma in Olanda, patria del ciclismo urbano, qualcuno ha pensato di indagare scientificamente la correlazione tra stato di salute e utilizzo regolare della bicicletta. Cercando di quantificare i benefici di cui la collettività potrebbe godere derivanti da un aumento dell’uso delle due ruote.
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