Simulazioni di città a guida autonoma.

Con l’avvento dei veicoli a guida autonoma che ci dicono essere ormai prossimo viene da chiedersi come questa nuova tecnologia potrà combinarsi con quelle ormai mature che consentono un utilizzo condiviso delle vetture.

A questa domanda prova a rispondere uno studio dell’International Transport Forum che prende in esame la città di Lisbona analizzando gli effetti di una ipotetica introduzione dei veicoli a guida autonoma sulla rete stradale della capitale portoghese con modalità che ne prevedono un uso condiviso che va a sostituire in tutto o in parte le auto private. Continua a leggere Simulazioni di città a guida autonoma.

Smettiamola di chiederci se Uber sia nemica del trasporto pubblico – II

(Seconda parte. Clicca qui per la prima parte)

Chi sta ostacolando chi?

Tutti odiano rimanere bloccati nel traffico. La congestione rappresenta uno spreco di tempo e soldi, peggiora le prestazioni del trasporto pubblico e a New York è in continuo peggioramento. Dal 2013, mentre la popolazione e l’economia della città  hanno ripreso a crescere, le velocità di circolazione nel cuore di Manhattan si sono ridotte dell’11 per cento.

Sulla base delle sue analisi dei chilometraggi percorsi e dei tempi medi di fermata, Schaller stima che la crescita delle TNCs tra il 2013 e il 2016 ha contribuito ad aumentare del 7 per cento i chilometri percorsi da tutti i veicoli circolanti a Manhattan, Brooklyn ovest e Queens (i quartieri interni più congestionati). Questo ha un effetto notevole sul traffico:

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Smettiamola di chiederci se Uber sia nemica del trasporto pubblico.

Questo blog è nato anche sulla consapevolezza di quanto le nuove tecnologie dell’informazione possano dare una svolta all’impasse nella quale si trovano gran parte dei sistemi di mobilità urbana in giro per il mondo. Nell’ultimo decennio, grazie al web, sono nate numerosissime realtà che promuovono un uso condiviso e più intelligente delle autovetture che può effettivamente favorire la riduzione dello share modale dell’auto e dei tassi di motorizzazione. Ma i nuovi servizi di condivisione dell’auto – se non ben integrati in una visione complessiva della mobilità di una città – possono anche agire come cavalli di Troia per sostituirsi a servizi di trasporto pubblico non sempre efficienti contribuendo a far aumentare, piuttosto che diminuire, il numero di veicoli circolanti. Da New York un’interessantissima analisi di Laura Bliss.

Alle 11 del mattino di un freddo giovedì di Febbraio due amici di Brooklyn si stanno preparando per andare da Park Slope a Bed-Stuy. Sono entrambi nuovi in città e studiano attentamente su Google Maps le possibilità che hanno: prendere la metro significa camminare 15 minuti fino alla fermata della linea F, dove il treno in arrivo da Manhattan ha un ritardo di 20 minuti. Quindi dovrebbero salire sulla linea C con un tempo di attesa stimato tra i 10 e i 15 minuti. Per uno spostamento di tre miglia ci vorrebbe circa un’ora. Probabilmente lo stesso tempo che impiegherebbero andandoci a piedi. Potrebbero anche usare il bike sharing impiegandoci circa 20 minuti ma la temperatura è da frigorifero. Continua a leggere Smettiamola di chiederci se Uber sia nemica del trasporto pubblico.

Uber: fantasie per un fallimento.

Nonostante i recenti divieti imposti in Germania, Italia e Ungheria, Uber è stata ben accettata in numerosi paesi. È un’alternativa di trasporto flessibile e conveniente, una nuova affascinante possibilità dell’era digitale. Ma la sua popolarità nasconde un difetto fatale. Uber è continuamente in passivo.

Mentre la quotazione di Uber raggiungeva circa 60 miliardi di euro – più di VW, BMW, Ford, GM o Tesla, la compagnia perdeva 2.5 miliardi nel 2016 (più un altro miliardo e mezzo in Cina) e ha già perso più di un miliardo nella prima metà del 2017. Continua a leggere Uber: fantasie per un fallimento.

Le 3R del trasporto urbano.

Mentre prosegue la corsa tecnologica verso l’automazione e l’elettrificazione dei veicoli, una nuova ricerca dimostra che aggiungere a questi due elementi l’introduzione massiccia della pratica di condivisione dei viaggi (in inglese ride sharing o carpooling, ndt) può ridurre le emissioni di gas serra dai trasporti di più dell’80% a livello mondiale. La ricerca “Three Revolutions in Urban Transportation,” ha analizzato queste tre possibili rivoluzioni nel trasporto urbano evidenziando che la loro introduzione può tagliare i costi dei veicoli, delle infrastrutture e delle operazioni di trasporto di più del 40%. Ancora un’altra analisi che sottolinea l’importanza di un cambiamento culturale a tutti i livelli senza il quale gli sviluppi delle tecnologie potranno fare ben poco.

Le tre rivoluzioni – cliccando sull’immagine si aprirà il link all’infografica in dimensioni originali.

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Bike sharing a flusso libero: rivoluzione o paese della cuccagna 2.0?

Scrivevamo qualche anno fa della tentazione rappresentata dal bike sharing per amministratori locali in cerca di popolarità a basso costo: gli esempi di servizi lasciati morire dopo roboanti inaugurazioni non mancano di certo. Oggi, con l’abbattersi esponenziale dei costi delle nuove tecnologie si apre una nuova frontiera per il bike sharing: il flusso libero. I servizi di bike sharing a flusso libero consentono a chi li gestisce una profittabilità quasi completamente sganciata da qualsiasi forma di contributo pubblico, non essendo necessaria la spesa di installazione e manutenzione degli stalli. Una vera manna per quegli amministratori che in tempi di vacche magre come questo non sanno più dove andare a parare per mettersi in mostra. Continua a leggere Bike sharing a flusso libero: rivoluzione o paese della cuccagna 2.0?

Nuova gestione per Velib

PARIGI: il nuovo bike sharing parigino vedrà l’adozione di bici elettriche per un terzo della flotta e presenterà meno difficoltà di parcheggio; biciclette più robuste, un lucchetto integrato nel manubrio e un  sistema di localizzazione GPS contriburanno a ridurre i fenomeni di vandalismo e furto, che colpiscono ogni anno il 15% delle biciclette; gli abbonamenti potrebbero per questo subire un lieve incremento, stando alle dichiarazioni del nuovo gestore.

 Il mese scorso la città di Parigi ha firmato la concessione per la gestione di Velib al consorzio Smoovengo con un contratto di circa 600 milioni di euro valido dal 2018 al 2032.

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Shared Space a Bohmte: alcune riflessioni su questa esperienza.

Riceviamo e pubblichiamo una interessante riflessione di Federico Pascucci in merito alla condivisione degli spazi urbani.

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«Cari studenti, come sapete mercoledì prossimo c´è il compito in classe. Mi raccomando di arrivare preparati: sapete cosa studiare, l´ho ripetuto in classe e non ci sono scuse! Studiate!»

Un insegnante interessato al successo dei propri alunni (nel compito e, perché no, anche nella vita) ce lo immaginiamo davvero così, apprensivo fino a condurre alla noia. E ci pare buona cosa che le esortazioni allo studio portino, dall´altro lato della cattedra, ad una risposta adeguata e concreta. Purtroppo questo genere di raccomandazioni non sempre sono efficaci. C’è una componente di spirito di ribellione, certo, ma la ragione principale è psicologica: se le raccomandazioni sono troppo ripetute nel tempo dopo un po’ non ci si presta più attenzione.

Alla luce di questo un insegnante potrebbe benissimo scegliere di dire:

«Cari studenti, mercoledì prossimo c´è il compito» (e tanti saluti!).

Beh, benvenuti nella filosofia Shared Space!

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Uber: domande spinose sulla cultura dell’innovazione in Europa

Sull’onda del post di qualche giorno fa mutuato da World Streets che invitava ad inviare riflessioni e considerazioni sul “fenomeno Uber” che sta dilagando ormai in un po’ tutto il mondo, pubblichiamo oggi questo articolo di origine francese. La mia personalissima sensazione è che questo genere di considerazioni siano viziate da una visione parziale, mutilata, del contesto economico e sociale nel quale vengono calate innovazioni potenzialmente benefiche per cui spesso si riducono – come trasuda anche da molti punti evidenziati dall’autore delle righe che seguono – a contrapporre un settore privato “buono e innovatore” a un settore pubblico “conservatore e cattivo”. In realtà le cose sono un pochino più complesse, ma si tratta di un discorso che richiederebbe molto più spazio di quello di poche righe introduttive a un articolo…france paris uber taxi strike
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The Uber Generation: Rogue Capitalism or Critical Paradigm Shift

World Streets is today kicking off a series of invited articles by authors from different countries and backgrounds, presenting their views on the topic of “The Uber Generation: Rogue Capitalism or Critical Paradigm Shift”. It is expected that this series will continue over the months ahead. The present posting is being circulated to friends and others who have expressed interest in this particular angle of the New Mobility Agenda as an advance announcement and call for criticism, ideas and contributions.

china taxi drivers bashing taxis

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