Il bike sharing nel paese della cuccagna: la fine della febbre cinese?

Scrivevamo qualche anno fa della tentazione rappresentata dal bike sharing per amministratori locali in cerca di popolarità a basso costo: gli esempi di servizi lasciati morire dopo roboanti inaugurazioni non mancano di certo. Oggi, con l’abbattersi esponenziale dei costi delle nuove tecnologie si apre una nuova frontiera per il bike sharing: il flusso libero. I servizi di bike sharing a flusso libero consentono a chi li gestisce una profittabilità quasi completamente sganciata da qualsiasi forma di contributo pubblico, non essendo necessaria la spesa di installazione e manutenzione degli stalli. Una vera manna per quegli amministratori che in tempi di vacche magre come questo non sanno più dove andare a parare per mettersi in mostra.

Intendiamoci, come tutte le innovazioni tecnologiche, il flusso libero può essere portatore di innegabili vantaggi anche per l’utenza; ma come tutte le innovazioni tecnologiche, non è saggio lasciare che siano solo i capricci del mercato e i legittimi obiettivi di profitto di un operatore privato a dare forma a questo importante tassello della nuova mobilità.

Riprendiamo oggi il tema del bike sharing a flusso libero che a pochi mesi dal suo affacciarsi nel nostro paese sembra essere entrato in crisi, almeno nella sua forma “dura e pura” proposta da grossi operatori asiatici. Di seguito un estratto da un post comparso su Bikeitalia che riassume i contenuti di un convegno tenutosi recentemente a Milano. Continua a leggere Il bike sharing nel paese della cuccagna: la fine della febbre cinese?

La crisi di Velib: “Il peggio deve ancora venire”

A gennaio, dopo dieci anni di gestione da parte di JCDecaux, il servizio di bike sharing più esteso del mondo è passato nelle mani di un altro gestore. Ma le cose stanno andando tutt’altro che bene, con ritardi nell’installazione delle stazioni, problemi di funzionamento delle infrastrutture di ricarica dei nuovi Velib elettrici, crollo dell’utenza. Il post che segue, comparso su L’usinenouvelle a marzo, approfondisce l’argomento.

JCDecaux, che ha gestito il   bike sharing Vélib a Parigi per 10 anni prima di perdere il mercato a favore di Smovengo, ha dichiarato l’8 marzo che il suo successore non è stato all’altezza delle sfide poste dai ritardi accumulatisi durante il cambio di gestione. Continua a leggere La crisi di Velib: “Il peggio deve ancora venire”

Caos di bici sui marciapiedi? Una rastrelliera ad ogni incrocio.

Le compagnie di bike sharing a flusso libero hanno aggiunto 44.000 biciclette nelle strade delle città americane nel 2017, raddoppiando quasi le dimensioni della flotta nazionale di biciclette condivise. Un effetto collaterale, riportato fino alla nausea dalla stampa , è il caos di biciclette parcheggiate a casaccio sui marciapiedi.

Non dovrebbe essere un problema difficile da risolvere: basterebbe aggiungere  parcheggi per biciclette a bordo strada. Washington, DC, sta prendendo in considerazione qualcosa in questo senso. Continua a leggere Caos di bici sui marciapiedi? Una rastrelliera ad ogni incrocio.

Intervista a Davis Wang, CEO di Mobike

Il WRI Ross Center ha incontrato il CEO di Mobike Davis Wang in occasione di Transforming Transportation 2018 per parlare dell’esplosiva crescita di Mobike, dei prossimi passi per realizzare una maggiore integrazione tra i sistemi di mobilità urbana  e della collocazione della compagnia in un mondo dei trasporti in crescita e sempre più affollato. Continua a leggere Intervista a Davis Wang, CEO di Mobike

Bike sharing a flusso libero: rivoluzione o miraggio?

Dopo che le aziende di bike-sharing a flusso libero hanno ricoperto le città cinesi di milioni di biciclette , aziende come Ofo e LimeBike hanno messo gli occhi sui mercati americani, sostenute da colossali investimenti di capitali. Hanno schierato migliaia di biciclette nelle strade di Seattle, Dallas e Washington, e non si fermeranno qui. Se non hanno ancora provato ad espandersi nella vostra città, probabilmente lo faranno presto (in Italia il flusso libero è già presente almeno a Firenze, Milano, Torino, Bergamo e Cremona).
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Bike sharing a flusso libero: rivoluzione o paese della cuccagna 2.0?

Scrivevamo qualche anno fa della tentazione rappresentata dal bike sharing per amministratori locali in cerca di popolarità a basso costo: gli esempi di servizi lasciati morire dopo roboanti inaugurazioni non mancano di certo. Oggi, con l’abbattersi esponenziale dei costi delle nuove tecnologie si apre una nuova frontiera per il bike sharing: il flusso libero. I servizi di bike sharing a flusso libero consentono a chi li gestisce una profittabilità quasi completamente sganciata da qualsiasi forma di contributo pubblico, non essendo necessaria la spesa di installazione e manutenzione degli stalli. Una vera manna per quegli amministratori che in tempi di vacche magre come questo non sanno più dove andare a parare per mettersi in mostra. Continua a leggere Bike sharing a flusso libero: rivoluzione o paese della cuccagna 2.0?

Nuova gestione per Velib

PARIGI: il nuovo bike sharing parigino vedrà l’adozione di bici elettriche per un terzo della flotta e presenterà meno difficoltà di parcheggio; biciclette più robuste, un lucchetto integrato nel manubrio e un  sistema di localizzazione GPS contriburanno a ridurre i fenomeni di vandalismo e furto, che colpiscono ogni anno il 15% delle biciclette; gli abbonamenti potrebbero per questo subire un lieve incremento, stando alle dichiarazioni del nuovo gestore.

 Il mese scorso la città di Parigi ha firmato la concessione per la gestione di Velib al consorzio Smoovengo con un contratto di circa 600 milioni di euro valido dal 2018 al 2032.

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Un progetto di Nuova Mobilità per il XXI secolo

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La città di New York dopo qualcosa come quattro anni passati ad osservare, invidiare, riflettere, visitare, copiare, adattare, sperare, progettare, protestare, esitare, rinviare, innovare, negoziare e infine a fare sta per  arrivare al giorno della grande inaugurazione del suo servizio di bike sharing, Citi Bike.

Progettare un sistema di bike sharing: incontro con Luca Barbadoro

In questi ultimi anni, pur tra le mille difficoltà economiche con cui devono combattere ogni giorno le amministrazioni comunali, è notevolmente aumentata la diffusione dei sistemi di bike sharing, cioè delle biciclette comunali messe a disposizione di cittadini o turisti per gli spostamenti di ogni giorno.

I sistemi di bike sharing, pur se offerti ai cittadini a a prezzi estremamente irrisori, hanno per i Comuni costi non trascurabili, che possono portare al fallimento o alla scarsa utilizzazione dei servizi se sono mal progettati. Per questo è importante che i tecnici comunali progettino questi sistemi in modo molto accurato, inserendoli nell’ottica complessiva della mobilità cittadina. Luca Barbadoro ha curato questo processo per il Comune di Jesi, e racconta in questa sintesi la sua esperienza.

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Ottimizzare il bike sharing in Europa – Un manuale

Negli ultimi anni abbiamo assistito all’avvio di numerosi ed eterogenei servizi di bike sharing in molte città europee. Partiti grazie all’entusiasmo di pochi e con un’offerta a bassissimo contenuto tecnologico questi progetti si sono sivluppati seguendo due strade: da una parte sistemi con tecnologie d’avanguardia che impiegando migliaia di biciclette e sostenuti da corposi finanziamenti; dall’altra sistemi piccoli e più economici con tassi di utilizzo più bassi.  Continua a leggere Ottimizzare il bike sharing in Europa – Un manuale