Jungo! Un po’ car pooling, un po’ autostop.

Un po car pooling, un po autostop: Gloria Gelmi ci presenta Jungo! mobilità sostenibile car pooling Oggi Gloria Gelmi, mobility manager d’area per la provincia di Bergamo, ci parla di un modo di spostarsi che offre la flessibilità dell’autostop combinata alla sicurezza offerta dal car pooling: si tratta di Jungo, un’esperienza attiva in Trentino ormai da più di un anno e che richiede, per essere avviata, pochissime risorse. E’ da poco disponibile, anche se non ancora operativa (richiede una massa critica minima di utenza), anche in provincia di Bergamo. Continua a leggere Jungo! Un po’ car pooling, un po’ autostop.

Ridesharing: un simpatico gadget o un reale strumento di mobilità?

Il ridesharing, meglio conosciuto in Italia come carpooling, è una “modalità di trasporto” che cerca di aumentare i coefficienti di occupazione delle vetture con diversi sistemi. Questo potrebbe avere ovviamente benefici effetti sulla mobilità e sulla qualità della vita di molti. Quelle che seguono sono alcune sintetiche considerazioni di Eric Britton indirizzate al neonato Ridesharing Institute, per ora una realtà quasi esclusivamente statunitense ma che meriterebbe il contributo anche di altri paesi. Continua a leggere Ridesharing: un simpatico gadget o un reale strumento di mobilità?

Honk! Car pooling a Modena

E’ partito alla fine del mese scorso, in Provincia di Modena, “Car Pooling Modena“, un servizio di car pooling il cui avvio, in via sperimentale, prevede l’utilizzo per il momento da parte dei soli dipendenti dell’Amministrazione comunale e della Provincia attraverso un sistema online che è in grado di effettuare l’intreccio dei dati prima, e poi di fornire degli equipaggi virtuali in base alle destinazioni che sono state inserite. Continua a leggere Honk! Car pooling a Modena

L’auto in gruppo: le piattaforme web per il car-pooling

Avete mai pensato a mettere a disposizione i posti liberi che avete sulla vostra auto? Con l’attuale livello di sofisticazione delle nuove tecnologie è diventata una cosa molto più facile di un tempo. Di seguito una rassegna della principali piattaforme web per il car-pooling. Iscrivetevi. Per spostare persone e non automobili. Continua a leggere L’auto in gruppo: le piattaforme web per il car-pooling

Dalla proprietà privata alla fruizione collettiva di beni e servizi: nuovi paradigmi per la mobilità urbana a Taiwan

Dal 16 al 19 settembre si terrà a Kaohsiung (Taiwan) un seminario (il primo al mondo) su quello che gli anglosassoni definiscono share / transport, cioè tutte quelle pratiche, non solo di trasporto, che si pongono nella inesplorata terra di mezzo tra il trasporto pubblico (con orari e percorsi fissi, spesso ampiamente sottofinanziato) e l’auto privata (che garantisce il massimo di flessibilità ma a dei costi – non solo puramente finanziari – e con un livello di inefficienza tali da non poterceli più permettere). Continua a leggere Dalla proprietà privata alla fruizione collettiva di beni e servizi: nuovi paradigmi per la mobilità urbana a Taiwan

Il carpooling casuale.

Una delle chiavi di successo della mobilità sostenibile è riuscire a garantire una mobilità di alta qualità riducendo al contempo i livelli totali di traffico. Un modo per farlo è quello di trovare i modi di mettere più persone dentro meno automobili in modo efficiente. Fortunatamente ci sono molti modi per farlo, non tutti dispendiosi in termini di risorse finanziarie e organizzative: un esempio è il carpooling casuale.Nonostante possa sembrare un fenomeno bizzarro e marginale, si può dire citando Galileo che “eppur si muove”. Il carpooling casuale funziona. Diamogli un’occhiata.

Non si tratta di un sistema presente ovunque, ma è un sistema che funziona. Gli equipaggi che si formano casualmente a San Francisco sono una meraviglia che continua a sorprenderci.

Quando vado a San Francisco sono abituato ad andare in uno qualunque dei punti di raccolta per contare gli equipaggi che si formano. Per un paio d’ore resto seduto nell’aria fredda del mattino per guardare la gente che arriva a piedi o scende da un’auto e quindi o si accoda ad altre persone in attesa, oppure sale sulla prima delle auto parcheggiate che aspettano dei compagni di viaggio. Questi equipaggi “istantanei” possono così utilizzare le corsie HOV (high occupancy vehicles, veicoli ad alta occupazione) ed evitare di pagare il pedaggio sul BAy Bridge, dirigendosi velocemente verso il centro cittadino. Io lo chiamo il ‘carpooling flessibile’.


Ho contato gli equipaggi che si formano a College and Claremont per tre volte negli ultimi anni: Gennaio 2007, Maggio 2008 e oggi, 26 gennaio 2010. Ogni volta sono sorpreso di nuovo da questo sistema che stimo consenta di risparmiare almeno 900mila galloni di benzina e circa 30 mil. di dollari all’anno alla città di San Francisco. Per capire come ho effettuato queste stime potete dare un’occhiata qui.

Potete andare a questo link per vedere l’andamento del numero degli equipaggi casuali nel corso degli anni.

La parte più romantica dell’osservazione del formarsi di questi equipaggi è il ‘kiss and ride’ (più o meno ‘bacio e partenza’). Si tratta di un fenomeno che si verifica anche nei parcheggi di interscambio con il trasporto pubblico, ma qui è qualcosa di più personale. Quando una coppia arriva a piedi presso la coda di auto parcheggiate si scambia un bacio dopodichè uno dei due sale in macchina con due perfetti sconosciuti e l’altro se ne torna indietro, probabilmente per adnarsene in ufficio.

Questo sistema è inevitabilmente sotto continua minaccia di estinzione. Potrebbe venire presa la decisione di applicare il pedaggio del Bay Bridge anche a chi pratica il carpooling. Questo potrebbe spingere i conducenti a smettere di guidare e a prendere il trasporto pubblico. Un’altra possibilità è quella che i passeggeri si facciano carico di parte delle spese di viaggio.

L’ultima volta che i costi dei trasporti sono cambiati in modo consistente è stato nel Maggio 2008 quando i prezzi della benzina hanno raggiuno i 4 $ per gallone. Dalle statistiche potete vedere che in quel periodo c’è stata una grossa riduzione del carpooling casuale. Il numero di conducenti calò vistosamente. La coda di persona in attesa di un passaggio era più lunga, e molte vetture caricavano tre passeggeri invece di due. (Naturalmente, dato che quella è stata l’unica volta che ho effettuato un conteggio in maggio, forse si trattava di una normale routine per quel mese. In questo sistema informale non ci sono registrazioni sistematiche dei dati che possano essere comparate anno per anno.)

Non c’è niente che ci indichi con certezza cosa potrebbe succedere se il pedaggio venisse richiesto anche agli equipaggi casuali. Le entrate dai pedaggi aggiuntivi, se il fenomeno del carpooling casuale continuasse come ora sarebbero di circa 1.5 milioni di dollari all’anno. Ma sarebbe interessante, dal punto di vista professionale, capire cosa potrebbe davvero succedere. Si dovrebbe effettuare una seria rilevazione nei prossimi mesi, quindi nel periodo immediatamente seguente all’applicazione del pedaggio e di nuovo alcuni mesi dopo. Il costo di queste ricerche sarebbe minimo, ma il loro valore in termini di capacità di comprensione degli impatti dei cambiamenti introdotti sarebbe rilevante, probabilmente anche per altre Amministrazioni Locali.

L’aspetto più misterioso del carpooling casuale è l’equilibrio tra domanda e offerta. In qualche modo, senza nessun sito web o qualche altra divertente nuova tecnologia il numero delle auto in cerca di passeggeri è sempre più o meno uguale a quello dei passeggeri in cerca di un’auto, anche se quando parli a conducenti e passeggeri ti dicono che non si spostano tutti i giorni in questo modo. Questa mattina si sono formati 96 equipaggi, quindi quasi 200 passeggeri hanno trovato un passaggio per andare al lavoro da questo punto. E’ una cifra simile a quella registrata nel 2007, più bassa di quella del 1998 e più alta di quella del 2008. Per la maggior parte del tempo c’erano delle auto in attesa, quindi i passeggeri erano ben serviti. Nessuno aspettava troppo e tutte le auto prendevano a bordo due persone, eccetto per due auto biposto. Pensato allo sforzo necessario per formare 96 equipaggi di tre persone con altri sistemi. Nella ricerca del 1998 gli autori calcolavano che circa 9mila persone usassero questo sistema ogni giorno.


Secondo me il carpooling casuale è un sistema da valorizzare. Contro ogni previsione, dimostra che la gente non ha bisogno di fare accordi preventivi per condividere un viaggio. E’ un meccanismo che potrebbe portare ad avere molte più auto con più persone a bordo che non il “tradizionale” carpooling basato su piattaforme web. Suggerisce soluzioni per ridurre le congestione delle ore di punta valide in molte città.

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Links:
* http://www.ridenow.org/carpool/
* http://www.slug-lines.com
* www.flexiblecarpooling.org

L’autore:
Paul Minett è cofondatore di Trip Convergence Ltd ed inventore del carpooling flessibile, anche conosciuto come carpooling casuale, un concetto nato dall’osservazione delle pratiche utilizzate dai pendolari di Washington D.C. e di San Francisco. Sostenendo che per favorire il carpooling c’è bisogno più di punti di incontro e raccolta che di database, Paul Minett ha fatto dei grossi progressi nella sperimentazione di questo metodo di carpooling alternativo.

Paul Minett, paulminett@tripconvergence.co.nz
Managing Director, Trip Convergence Ltd
www.tripconvergence.com

La condivisione è più sicura.

Le modalità di spostamento innovative che prevedono l’utilizzo dell’auto, come il car sharing o il car pooling, sono più o meno pericolose della guida solitaria dell’autovettura in proprietà? Dalla Gran Bretagna una parziale, promettente risposta a questa domanda. Un’altra freccia nella faretra della Nuova Mobilità.

Condividere uno spostamento con colleghi di lavoro, con degli amici o con la famiglia potrebbe migliorare la sicurezza sulle nostre strade, secondo una ricerca condotta dalla compagnia assicurativa Privilege in Inghilterra, Galles e Scozia.

Secondo la ricerca gli automobilisti che trasportano passeggeri riducono il rischio di incidenti del 50 per cento rispetto a quelli che guidano da soli. Un automobilista su dieci dichiara di essere stato coinvolto in un incidente mentre era alla guida da solo, mentre solo a uno su venti è capitata la stessa cosa mentre trasportava altre persone.

E pare che non siano solo gli incidenti a ridursi quando si trasportano passeggeri. Il 39% degli automobilisti dichiare di aver subito dei cali di attenzione preoccupanti durante la guida in solitaria, ma solo il 22% ha dichiarato di avere avuto lo stesso problema quando era in compagnia. Uno su cinque è stato fermato dalla polizia per qualche infrazione mentre era al volante da solo, ma solo il 9% ha subito lo stesso trattamento quando aveva a bordo altri occupanti.

Nel 2005 circa il 6% degli automobilisti britannici si recava al lavoro condividendo l’auto. Nel 2010 tale percentuale dovrebbe arrivare al 17%.

Philip Igoe, direttore di Car Plus, una fondazione per la promozione dell’utilizzo responsabile dell’auto, ha commentato: “Il car pooling è conveniente e rispettoso dell’ambiente. Inoltre la ricerca di Privilege dimostra che condividere un viaggio può anche ridurre il rischio di incidenti: a questo punto gli automobilisti dovrebbero davvero chiedersi che bisogno c’è di guidare da soli.”

Ian Parker, Managing Director di Privilege ha detto: “La nostra ricerca dimostra i potenziali benefici sulla sicurezza stradale del car pooling. Ogni anno migliaia di persone vengono uccise sulle nostre strade e altre decine di migliaia vengono gravemente ferite. Se la condivisione del viaggio è uno stimolo a una guida più prudente questo dovrebbe essere una giustificazione sufficiente a stimolare gli automobilisti a ripensare alle loro abitudini”.

La principale associazione di car pooling della Gran Bretagna con 99mila membri, Liftshare, ha accolto ovviamente con piacere il risultato della ricerca. Ali Clapburn, direttore di Liftshare, ha dichiarato: “Molti dei nostri membri, specialmente donne, si sentono molto più sicure se sanno di non dover raggiungere la propria automobile da sole a piedi, soprattutto di notte. Quest ricerca suggerisce che ci possono essre ulteriori benefici che riguardano la sicurezza nella condivisione di un viaggio”.

Articolo originale su liftshare.com: https://www.liftshare.com/news.asp?ns=41&tb=g

Road Sharing: una piattaforma italiana per il Car Pooling

Uno degli strumenti utilizzati dalla nuova mobilità per cercare di rendere più sostenibile il nostro sistema di trasporto è quello dell’aumento del tasso di occupazione di autovetture. Con l’aiuto della nuove tecnologie dell’informazione questa possibilità è ormai una realtà concreta.



RoadSharing.com ovvero l’autostop nell’era del Web 2.0

RoadSharing è una piattafoma di Car Pooling che si rivolge ad un target di persone interessate a risparmiare, inquinare meno e alla ricerca di una mobilità più sostenibile. In Italia è la prima ad essere nata (in totale sono quattro, tra le altre www.azimooth.it e www.tandemobility.com), in Europa esistono già piattaforme simili che si chiamano mitfahrgelegenheit.de in Germania e covoiturage.fr in Francia.

Credo sia opportuno, prima di passare a dare uno sguardo al sito, analizzare qualche dato sul fenomeno del pendolarismo in Italia.

Secondo una ricerca condotta dal Censis, pubblicata nel 2008, la mobilità pendolare (ovvero gli spostamenti sistematici per motivi di studio o di lavoro al di fuori del proprio comune) ha conosciuto un forte ciclo espansivo negli ultimi anni. Si è passati dagli 8,7 milioni di pendolari del 1991 (con una incidenza sulla popolazione residente del 15,4%) agli oltre 9,6 milioni del 2001 (17%): un incremento del 10,9% in dieci anni, corrispondente a +950.000 unità, a fronte di una crescita della popolazione italiana complessiva nell’intervallo 1991-2001 di soli 220.000 abitanti.

La dinamica incrementale della mobilità pendolare è proseguita, con maggiore intensità, anche negli anni seguenti. Nel 2005 i pendolari hanno sfiorato la soglia degli 11 milioni (il 18,9% della popolazione residente) e si sono poi attestati ad oltre 13 milioni nel 2007, con una incidenza pari al 22,2% della popolazione.

Nell’intervallo 2001-2007, si è registrato, quindi, un incremento di pendolari studenti e lavoratori (soprattutto impiegati, operai e insegnanti: del 35,8%, corrispondente a quasi 3,5 milioni di persone in più, a fronte di una crescita complessiva della popolazione, nello stesso periodo di tempo, di poco più di 2,5 milioni di abitanti (+4,5%).

Ma il dato interessante è che il riparto modale degli spostamenti conferma il ruolo predominante dell’automobile privata, utilizzata complessivamente dal 70,2% dei pendolari (comprendendo anche le automobili aziendali). Ad usare le “quattro ruote” sono soprattutto i lavoratori (l’80,7% contro il 35,7% degli studenti).

Questo genere di piattaforma interessa senza dubbio anche il mobility manager che inizia ad essere una figura propria dell’organico nelle Amministrazioni locali. Secondo quanto scritto nell’indagine, “MOBILITY MANAGEMENT – Le buone pratiche d’Italia” svolta da Euromobility qualche anno fa, con differenti modalità organizzative, oltre 50 Amministrazioni hanno provveduto ad introdurre tale figura e a creare strutture dedicate al mobility management, mentre a livello aziendale si contano circa 700 mobility manager, numero che ad oggi sicuramente sarà cresciuto.

In sintesi il funzionamento del sito:
Chi offre un passaggio registra i propri dati sul sito, inserendo luogo di partenza e di arrivo, che verranno georeferenziati grazie alle mappe di Google, e resta in attesa di chi il passaggio verso quella destinazione, o comunque di un luogo lungo il tragitto, lo cerca. A sua volta, quest’ultimo può inserire il percorso desiderato e attendere una proposta di passaggio on line. Quando un utente trova un percorso interessante può contattare l’inserzionista, sarà RoadSharing ad inoltrare la comunicazione stabilendo così il contatto fra i futuri compagni di viaggio, il tutto senza pagare un euro per il servizio ottenuto.

Grazie all’abbinamento con GoogleMaps le ricerche vengono fatte in base alle coordinate geografiche permettendo di trovare passaggi con partenza ed arrivo vicini a quelli ricercati aumentando così le possibilità di incontro.

Insomma, non resta che collegarsi al sito, che ha superato quota 33.000 iscritti, inoltrare la comunicazione, e stabilire il contatto con i futuri compagni di viaggio, il tutto a titolo gratuito