La gestione della sosta a Berlino tra moderne virtù e antichi vizi.

Molte città europee mettono in atto politiche di parcheggio e trasportistiche degne di nota. Ma molte di esse presentano dei problemi fin troppo famigliari.

Un buon esempio è la gestione dei parcheggi di Berlino, come mi ha raccontato Jos Nino Notz, esperto di parcheggi della capitale tedesca.

Da un certo punto di vista Berlino rappresenta un modello di gestione dei parcheggi. Abolì definitivamente i requisiti minimi di posti auto più di vent’anni fa. Presenta una eccellente gestione dei parcheggi nel centro città (e in alcuni altri quartieri).

Ma in altre zone la gestione dei parcheggi, in particolar modo i controlli, è sorprendentemente approssimativa. Continua a leggere La gestione della sosta a Berlino tra moderne virtù e antichi vizi.

Shared Space a Bohmte: alcune riflessioni su questa esperienza.

Riceviamo e pubblichiamo una interessante riflessione di Federico Pascucci in merito alla condivisione degli spazi urbani.

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«Cari studenti, come sapete mercoledì prossimo c´è il compito in classe. Mi raccomando di arrivare preparati: sapete cosa studiare, l´ho ripetuto in classe e non ci sono scuse! Studiate!»

Un insegnante interessato al successo dei propri alunni (nel compito e, perché no, anche nella vita) ce lo immaginiamo davvero così, apprensivo fino a condurre alla noia. E ci pare buona cosa che le esortazioni allo studio portino, dall´altro lato della cattedra, ad una risposta adeguata e concreta. Purtroppo questo genere di raccomandazioni non sempre sono efficaci. C’è una componente di spirito di ribellione, certo, ma la ragione principale è psicologica: se le raccomandazioni sono troppo ripetute nel tempo dopo un po’ non ci si presta più attenzione.

Alla luce di questo un insegnante potrebbe benissimo scegliere di dire:

«Cari studenti, mercoledì prossimo c´è il compito» (e tanti saluti!).

Beh, benvenuti nella filosofia Shared Space!

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Shared Space: intervista a Ben Hamilton-Bailliee

exhibition_road_during_the_day__credit_olivia_woodhouse__ah_51257Immaginate cosa succederebbe se nella vostra città venissero eliminati da un giorno all’altro tutti i semafori e la segnaletica verticale ed orizzontale. I pedoni verrebbero spiaccicati sull’asfalto da sfreccianti automobili senza più vincoli? I TIR attraverserebbero a tutta velocità il centro storico? Continua a leggere Shared Space: intervista a Ben Hamilton-Bailliee

Mobilità, una questione di spazio.

2013-09-23-110921_336x244_scrotQuello che segue è il testo rivisto di un articolo che comparirà come editoriale sul mensile “Bergamo Sostenibile” di ottobre, un periodico freepress distribuito in 30mila copie.  Lo propongo come canovaccio per chiunque abbia la possibilità di scrivere sulla stampa locale della sua città. Presenta molti limiti, prima di tutti la superficialità a cui costringe l’avere a disposizione uno spazio limitato (3500 caratteri) e non infinito come quello della carta, per cui mancano degli aspetti e delle considerazioni che ritengo importanti ma che forse per un grande pubblico che deve avvicinarsi a queste tematiche non sono così fondamentali: in primis il ruolo dei finanziamenti pubblici ai trasporti collettivi e condivisi che le buone pratiche di congestion pricing e tariffazione della sosta non potranno mai sostituire e le problematiche di equità sociale che solleva l’applicazione di tariffe di mercato all’uso automobilistico dello spazio urbano; in seconda battuta i condizionamenti sulle scelte di mobilità conseguenti a una progettazione urbanistica dissennata.  Buona lettura.
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Il mix delle vie urbane

2013-08-27-220725_982x648_scrotLo scorso autunno Lou Huang partecipò a un’assemblea di quartiere per riprogettare Second Street a San Francisco. I progettisti avevano distribuito dei modellini cartacei dei vari elementi stradali che potevano essere mescolati e combinati in modo da poter creare la propria strada ideale. Huang, egli stesso un urbanista, pensò che questo esercizio potesse essere preso a esempio per un grande sito web. Oggi, dopo mesi di lavoro iniziato a gennaio con alcuni colleghi di Code for America, è nato StreetMix. Continua a leggere Il mix delle vie urbane

BRT e spazio urbano: un tabù da rompere

In Italia non siamo abituati a pensare agli autobus urbani come a un servizio in grado di soddisfare una domanda di mobilità esigente. L’immagine che hanno è spesso quella della lentezza, della scomodità e della inaffidabilità degli orari. Ma se ben gestiti e valorizzati possono fornire un buon servizio a dei costi molto contenuti. E soprattutto, possono venire migliorati in modo graduale, senza richiedere grossi investimenti da effettuare “al buio” e in un colpo solo, come nel caso delle linee tranviarie. Ma per farlo bisogna avere grandi capacità comunicative e una forte volontà politica… Continua a leggere BRT e spazio urbano: un tabù da rompere

Shared Space, perplessità e speranze.

Mixing Cars, Cyclists & Pedestrians on Exhibition Road – London’s Take on Shared Space

Avevamo già parlato del progetto di ristrutturazione di Exhibition Road, la famosa via dei musei londinesi, che sarebbe stata trasformata in uno spazio pubblico condiviso. I lavori sono terminati qualche settimana fa e Joe Peach, di “This Big City”, è andato a verificare come e se può funzionare uno spazio così organizzato in una metropoli come Londra. Continua a leggere Shared Space, perplessità e speranze.

La forma urbana ideale per la bicicletta.

Prima che la bicicletta comparisse alla fine del XIX secolo la città di Amsterdam aveva ormai sei secoli di storia di sviluppo urbano che aveva involontariamente creato un ambiente ideale per il ciclismo. Come per molte altre città anche Amsterdam ha visto la crescita delleperiferie, ma il suo centro compatto è rimasto molto compatibile con il ciclismo e le infrastrutture cicalbili. Quando ho incontrato Mark Minkjan di City Breaths e CITIES all’inizio di quest’anno, mi ha detto ‘penso che la dimensione di una città sia molto importante per lo sviluppo del ciclismo. Amsterdam è molto compatta, così come Copenhagen”. Una analisi del genere è semplice quanto vera – una città piccola è più percorribile in bicicletta semplicemente perchè è più probabile effettuare spostamenti brevi. L’85% degli spostamenti in bici ad Amsterdam sono sotto i 5 km, quindi la compattezza di una città è inevitabilmente un fattore determinante. Continua a leggere La forma urbana ideale per la bicicletta.

Ancora Andrew Curry sugli spazi pubblici.

Una crisi è un’occasione da non sprecare. E oggi ci troviamo di fronte a una crisi nella quale, inaspettatamente il tema dello “spazio pubblico” occupato dagli “occupy movements” si trova sotto i riflettori, insieme ai soliti temi degli abusi e dei privilegi della comunità finanziaria. Per non perdere questa occasione vi proponiamo la seconda parte della riflessione di Andrew Curry sullo spazio pubblico. Continua a leggere Ancora Andrew Curry sugli spazi pubblici.

Spazio pubblico, spazio privato, spazio sociale. Andrew Curry da Londra occupata.

Riflettiamo moltissimo, qui a World Street, sullo spazio da almeno due differenti punti di vista. Il primo è, naturalmente, che lo scopo specifico di mobilità, accessibilità e trasporti è quello di unire, bene o male, diversi punti nello spazio. In secondo luogo perchè, quando si parla di città e della natura estremamente bulimica delle tradizionali soluzioni trasportistiche, lo spazio comincia ad essere veramente scarso (la cosiddetta sindrome dell’elefante in camera da letto). Ma non si tratta solo della quantità dello spazio. Non meno importante è la qualità degli spazi pubblici e sociali urbani che è (o almeno dovrebbe essere) al centro delle continue preoccupazioni di amministratori e cittadini. Così quando abbiamo adocchiato questo interessante articolo di Andrew Curry abbiamo pensato di condividerlo con i nostri lettori. Continua a leggere Spazio pubblico, spazio privato, spazio sociale. Andrew Curry da Londra occupata.