Le auto a guida autonoma potrebbero creare disastri nel traffico.

Magari non questo genere di disastri, ma un aumento della congestione sì.

Una città piena di automobili a guida autonoma potrebbe non essere la città nella quale vi piacerebbe vivere.  È l’incubo dei trasportisti, che temono quello che uno sciame di auto robot private potrebbe fare a vie e strade già congestionate. Immaginatevi i “veicoli a zero occupanti” che si muovono per andare a prendere il loro proprietario o gironzolano alla ricerca di parcheggio. L’incremento complessivo dei kmvettura percorsi sarebbe vertiginoso.

Per cui, la logica lo vuole, le auto devono essere condivise: pensiamo alle versioni senza autista di Uber e Lyft che già siamo abituati ad amare/odiare. Si tratta dello scenario preso in considerazione dalla maggior parte di produttori di automobili e amministrazioni locali mentre aumentano le possibilità di testare i veicoli a guida automatica in tutto il paese e i primi bus navetta automatici fanno capolino nei campus e nelle vie pubbliche. (Elon Musk scommette su un futuro differente nel quale i veicoli a guida autonoma privati come quelli che vende lui saranno predominanti.) Continua a leggere Le auto a guida autonoma potrebbero creare disastri nel traffico.

Simulazioni di città a guida autonoma.

Con l’avvento dei veicoli a guida autonoma che ci dicono essere ormai prossimo viene da chiedersi come questa nuova tecnologia potrà combinarsi con quelle ormai mature che consentono un utilizzo condiviso delle vetture.

A questa domanda prova a rispondere uno studio dell’International Transport Forum che prende in esame la città di Lisbona analizzando gli effetti di una ipotetica introduzione dei veicoli a guida autonoma sulla rete stradale della capitale portoghese con modalità che ne prevedono un uso condiviso che va a sostituire in tutto o in parte le auto private. Continua a leggere Simulazioni di città a guida autonoma.

Olanda, nuove tecnologie per una città lenta

dal Guardian

La casa di Noud Rommen dista dal negozio più vicino solo 100 iarde, ma per arrivarci, il 71enne con qualche disabilità deve attraversare una superstrada a sei corsie con un semaforo che gli concede un tempo di attraversamento molto breve.

“Se osservassi le regole potrei arrivare solo all’isola salvagente posta a metà dell’attraversamento prima che il semaforo torni rosso, e quindi chiamare nuovamente il verde e aspettare ancora” dice “Ma nessuno si adatta a fare questo, così si prova ad attraversare evitando il traffico. Non va bene, ma è quello che succede”. Continua a leggere Olanda, nuove tecnologie per una città lenta

Veicoli a guida autonoma: prima gli autobus.

Spesso le novità tecnologiche vengono viste come la panacea per ogni tipo di male a cui vengono in qualche modo associate da un immaginario più o meno costruito. Non c’è dubbio che le vetture a guida autonoma elimineranno gran parte o la totalità dello stress relativo alla guida. Per quanto riguarda altri vantaggi che tali veicoli potranno portare, questi dipenderanno più dal contesto giurdico-normativo e sociale nel quale verranno inseriti che dalla tecnologia in sè. Continua a leggere Veicoli a guida autonoma: prima gli autobus.

Bike sharing a flusso libero: rivoluzione o paese della cuccagna 2.0?

Scrivevamo qualche anno fa della tentazione rappresentata dal bike sharing per amministratori locali in cerca di popolarità a basso costo: gli esempi di servizi lasciati morire dopo roboanti inaugurazioni non mancano di certo. Oggi, con l’abbattersi esponenziale dei costi delle nuove tecnologie si apre una nuova frontiera per il bike sharing: il flusso libero. I servizi di bike sharing a flusso libero consentono a chi li gestisce una profittabilità quasi completamente sganciata da qualsiasi forma di contributo pubblico, non essendo necessaria la spesa di installazione e manutenzione degli stalli. Una vera manna per quegli amministratori che in tempi di vacche magre come questo non sanno più dove andare a parare per mettersi in mostra. Continua a leggere Bike sharing a flusso libero: rivoluzione o paese della cuccagna 2.0?

Auto a guida automatica: la mobilità non è marketing hi-tech


Elon Musk. (Photo by Steve Jurvetson)

Si fa un gran parlare ultimamente di veicoli a guida automatica la cui tecnologia sta compiendo passi da gigante. Gli sviluppi che porterà possono senz’altro essere entusiasmanti ma, come ci ricorda Jarret Walker in questo post, bisogna sempre tenere presente che il problema della mobilità urbana è prima di tutto spaziale, non ingegneristico. Di fronte al marketing hi-tech abbiamo sempre la tendenza ad abbandonare le nostre facoltà più razionali e critiche e il rischio è quello di cadere nelle stesse dinamiche sociali che hanno portato per parecchio tempo a vedere nelle auto elettriche LA soluzione a un problema che non si affronta con iniziative roboanti e da prima pagina ma con un paziente lavoro di mosaico e di coinvolgimento di tutti i soggetti coinvolti e interessati a migliorare la sostenibilità delle nostre città e delle nostre vite.

di Jarret Walker

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Il futuro della mobilità – La vita senza il possesso di un’automobile

2014-06-07-102706_441x327_scrotIn un arco temporale molto breve, tra il 2008 e il 2014, abbiamo assistito a uno spostamento di paradigma nel nostro rapporto con l’automobile, prima basato sul puro possesso, che ora prevede anche la possibilità di solo utilizzo senza proprietà. La tendenza globale all’urbanizzazione e al miglioramento della connettività in rete ha avuto conseguenze profonde sulla mobilità personale e sull’auto del futuro, e questo sta facendo emergere nuove opportunità economiche nel campo. Concetti come il bike sharing e il car sharing, soluzioni trasportistiche integrate porta a porta, l’intermodalità, le possibilità offerte dalle app per smarphone diventeranno qualcosa di molto diffuso e comune nel futuro delle nostre città. Continua a leggere Il futuro della mobilità – La vita senza il possesso di un’automobile

Gli smartphone cambieranno la geografia urbana?

nearest_subway_businessweekLa crescente importanza delle tecnologie della comunicazione mobile sta influenzando in modo determinante i trasporti urbani. La recente possibilità di portarsi appresso la propria vita sociale che ci rende in grado di comunicare con altre persone senza preoccuparci delle nostre rispettive posizioni porta con sè un potenziale ripensamento della concezione del tempo e dello spazio e di conseguenza anche una possibile ristrutturazione dell’ambiente costruito in funzione delle modificate abitudini di spostamento. Per esempio, data l’impossibilità di adoperare uno smartphone in sicurezza mentre si guida un’automobile, molti utilizzatori di questa tecnologia saranno motivati a cercare un modo diverso di spostarsi che permetta loro di meglio approfittare del tempo di viaggio. Continua a leggere Gli smartphone cambieranno la geografia urbana?

I rischi di un mondo ipermobile – II

(la prima parte di questo post è disponibile qui)

In Gran Bretagna
I trends descritti non stanno incontrando nessuna resistenza reale. Al contrario, stanno venendo incoraggiati da tutti i governi. La progettazione di aereoporti in Gran Bretagna si basa sul principio del “prevedi e provvedi” – e le previsioni sono di ulteriori enormi crescite della domanda di trasporto aereo. Continua a leggere I rischi di un mondo ipermobile – II

I rischi di un mondo ipermobile – I

Una lunga e articolata riflessione sul concetto di ipermobilità scritta nel 2001 da John Adams per l’OECD. Anche se forse oggi alcune cose appaiono datate, nel complesso ci sembra ancora molto attuale: qual è il vero ruolo delle nuove tecnologie nel contribuire a un sistema di mobilità più sostenibile? Come affrontare il problema di un equo accesso alle risorse di una comunità senza aggravare ulteriormente il pesante pedaggio che paghiamo in termini di conseguenze ambientali e, soprattutto, sociali? Quali sono le conseguenze di un mondo reso improvvisamente piccolo da internet sulla coesione sociale delle comunità territoriali? Adams poneva dei problemi che allora erano considerati alla stregua di mere speculazioni intellettuali. Oggi – forse è questa la vera novità – interessano un po’ di più anche gli ambienti esterni ai centri universitari di ricerca. Continua a leggere I rischi di un mondo ipermobile – I