Picco dell’auto o solo temporanea battuta d’arresto?

Michael Sivak, ricercatore presso la Michigan University, ha pubblicato i risultati del decimo rapporto (vedi abstract ) di una serie iniziata nel 2013 sul “picco della motorizzazione”; il lavoro analizza in modo particolare due aspetti del “picco dell’auto“: le modifiche del tasso di motorizzazione e delle distanze percorse espresse in VMT (Veicoli per miglia percorse) per quanto riguarda le autovetture e il trasporto merci leggero. Continua a leggere Picco dell’auto o solo temporanea battuta d’arresto?

Perchè le biciclette elettriche si mangeranno le automobili

Le città dovrebbero prepararsi e incoraggiare una rivoluzione della bici elettrica

Sembra che tutte le novità presenti al CES riguardino auto a guida autonoma o veicoli autonomi (AV), il lavoro che si sta facendo su questi mezzi di trasporto e la loro sicurezza. Ma abbiamo altre opzioni e altre scelte, e forse le persone dovrebbero fare un passo indietro e ripensare al tipo di futuro che vogliamo. In particolare non prestiamo abbastanza attenzione alle biciclette e, in particolare, alla rapida espansione delle e-bike, citando l’analista Horace Dediu, intervistato dalla CNN: Continua a leggere Perchè le biciclette elettriche si mangeranno le automobili

Automobilisti come vittime (o democrazia in ritardo).

Automobilisti come vittime

Dopo un secolo di dominazione incontestata e incontestabile, di pace e appagamento, gli automobilisti di tutto il pianeta si trovano improvvisamente ad affrontare un processo di transizione verso un mondo molto diverso fatto di privilegi e limiti, leggi e imposizioni, regole economiche e tariffarie. E, ovviamente, dal loro punto di vista si considerano vittime perché vedono l’accesso automobilistico al loro territorio ridotto passo dopo passo a parti sempre più piccole del paesaggio urbano dove sono stati a lungo sovrani incontrastati. Continua a leggere Automobilisti come vittime (o democrazia in ritardo).

Le auto a guida autonoma potrebbero creare disastri nel traffico.

Magari non questo genere di disastri, ma un aumento della congestione sì.

Una città piena di automobili a guida autonoma potrebbe non essere la città nella quale vi piacerebbe vivere.  È l’incubo dei trasportisti, che temono quello che uno sciame di auto robot private potrebbe fare a vie e strade già congestionate. Immaginatevi i “veicoli a zero occupanti” che si muovono per andare a prendere il loro proprietario o gironzolano alla ricerca di parcheggio. L’incremento complessivo dei kmvettura percorsi sarebbe vertiginoso.

Per cui, la logica lo vuole, le auto devono essere condivise: pensiamo alle versioni senza autista di Uber e Lyft che già siamo abituati ad amare/odiare. Si tratta dello scenario preso in considerazione dalla maggior parte di produttori di automobili e amministrazioni locali mentre aumentano le possibilità di testare i veicoli a guida automatica in tutto il paese e i primi bus navetta automatici fanno capolino nei campus e nelle vie pubbliche. (Elon Musk scommette su un futuro differente nel quale i veicoli a guida autonoma privati come quelli che vende lui saranno predominanti.) Continua a leggere Le auto a guida autonoma potrebbero creare disastri nel traffico.

Singapore dice basta ad altre automobili.

La città stato di Singapore si appresta a porre un tetto alle auto circolanti sulle proprie strade. Per poter possedere un’automobile a Singapore è necessario richiedere un permesso; a partire da Febbraio il governo smetterà di concedere nuovi permessi, la cui crescita è già oggi limitata allo 0.25 per cento all’anno. Continua a leggere Singapore dice basta ad altre automobili.

Le 3R del trasporto urbano.

Mentre prosegue la corsa tecnologica verso l’automazione e l’elettrificazione dei veicoli, una nuova ricerca dimostra che aggiungere a questi due elementi l’introduzione massiccia della pratica di condivisione dei viaggi (in inglese ride sharing o carpooling, ndt) può ridurre le emissioni di gas serra dai trasporti di più dell’80% a livello mondiale. La ricerca “Three Revolutions in Urban Transportation,” ha analizzato queste tre possibili rivoluzioni nel trasporto urbano evidenziando che la loro introduzione può tagliare i costi dei veicoli, delle infrastrutture e delle operazioni di trasporto di più del 40%. Ancora un’altra analisi che sottolinea l’importanza di un cambiamento culturale a tutti i livelli senza il quale gli sviluppi delle tecnologie potranno fare ben poco.

Le tre rivoluzioni – cliccando sull’immagine si aprirà il link all’infografica in dimensioni originali.

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È tempo di liberarsi dallo strangolamento automobile.

Dal Guardian, sempre attento ai problemi che ci stanno a cuore, George Monbiot getta uno sguardo desolato sul suo paese che descrive in modo molto simile a come noi descriveremmo il nostro. Per ricordarci che i passi avanti che vengono fatti qua e là sono frutto di un lungo processo nel quale la conflittualità tra diversi interessi – in particolare tra l’interesse pubblico e una molteplicità di interessi privati – è all’ordine del giorno.

Ci diciamo continuamente di tenere molto all’efficienza. Eppure abbiamo creato un sistema di trasporti ispirato alla dissolutezza. Mezzi metallici (le cui dimensioni aumentano ogni anno) con una o due persone a bordo, viaggiano in parallelo verso gli stessi posti. Camion che spostano merci identiche in direzioni opposte si incrociano lungo viaggi di 2000 miglia. Corrieri in concorrenza tra loro infestano gli stessi percorsi con furgoni in gran parte vuoti. Potremmo, forse, ridurre il chilometraggio dei nostri mezzi di trasporto del 90% senza perdere niente e guadagnandoci in qualità della vita. Continua a leggere È tempo di liberarsi dallo strangolamento automobile.

11 città che stanno iniziando a vietare la circolazione automobilistica.

Oslo

Nel 2015, Oslo annunciava il suo progetto di vietare l’ingresso alle auto nel centro città a partire dal 2019. Il progetto ricevette parecchie obiezioni dal mondo imprenditoriale così la città si pose un obiettivo più moderato. Invece di vietare completamente le automobili, il Consiglio Comunale nel giugno 2017 ha precisato che renderà solo più difficile arrivare in centro in auto eliminando i parcheggi. Alcuni mesi più tardi la Norvegia ha anche confermato che vieterà la vendita di auto alimentate a benzina e gasolio su tutto il territorio nazionale a partire dal 2025.

Me le città norvegesi non sono le sole che si stanno preparando a liberarsi dalle auto. In tutto il mondo urbanisti e politici hanno cominciato a individuare i modi con i quali le loro città possono fare più spazio ai pedoni e a ridurre le emissioni di CO2. Di seguito un elenco di 11 città che sono alla testa di questo movimento.

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Miti Urbani: congestione ed emissioni di CO2

Dalla rubrica del City Observatory intitolata “Mythbusters” dalla serie televisiva che utilizzava una cosa chiamata “scienza” per verificare la veridicità di alcune affermazioni comunemente riconosciute come inconfutabili, riportiamo la demolizione dell’argomento, utilizzato dai costruttori di tutto il mondo, secondo il quale la congestione e i problemi che ne derivano si risolvono con l’allargamento delle strade. Continua a leggere Miti Urbani: congestione ed emissioni di CO2

Veicoli a guida autonoma: prima gli autobus.

Spesso le novità tecnologiche vengono viste come la panacea per ogni tipo di male a cui vengono in qualche modo associate da un immaginario più o meno costruito. Non c’è dubbio che le vetture a guida autonoma elimineranno gran parte o la totalità dello stress relativo alla guida. Per quanto riguarda altri vantaggi che tali veicoli potranno portare, questi dipenderanno più dal contesto giurdico-normativo e sociale nel quale verranno inseriti che dalla tecnologia in sè. Continua a leggere Veicoli a guida autonoma: prima gli autobus.

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