Auto elettriche e a guida autonoma: per parlarne al di fuori della propaganda.

Sull’onda delle preoccupazioni per il cambiamento climatico, le cui manifestazioni si fanno sempre più drammatiche con il passare del tempo, l’attenzione dell’opinione pubblica si rivolge spesso alle soluzioni offerte dalla possibilità di sostituire i combustibili fossili con l’elettricità per l’alimentazione dei mezzi di trasporto. Ultimamente la mobilità elettrica viene associata ai cosiddetti “veicoli a guida autonoma” presentati come un mezzo per migliorare moltissimo la qualità della vita nelle nostre città congestionate dal traffico.

Entrambi questi temi vedono naturalmente le case automobilistiche in prima linea nella promozione di quelli che sono i loro legittimi interessi. Purtroppo manca un dibattito pubblico sulle reali possibilità che possono offrirci queste tecnologie, essendo qualunque discussione viziata in partenza dalla preponderante presenza/invadenza della massiccia propaganda attuata dall’industria dell’auto che ne occulta i limiti e ne enfatizza oltre misura i pregi. Continua a leggere Auto elettriche e a guida autonoma: per parlarne al di fuori della propaganda.

Il pendolarismo estremo: cos’è e come prevenirlo.

Il blog Apartment List Rentonomics, che si  occupa di statistica ed economia nel settore immobiliare, ha recentemente pubblicato un’analisi  sulla ” Crescita dei Superpendolari “. Si tratta della crescita della percentuale di persone che effettuano spostamenti pendolari di 90 minuti o più.  L’analisi, equilibrata, merita una lettura. L’articolo sottolinea che:

  • A livello nazionale (Usa, ndt), un pendolare su 36 è un “superpendolare” che viaggia per più di 90 minuti per andare al lavoro ogni giorno, trascorrendo ore sui mezzi pubblici o a combattere il traffico.
  • Il super-pendolarismo sta diventando sempre più comune: la quota di superpendolari è aumentata del 15,9 percento dal 2,4 percento nel 2005 al 2,8 percento nel 2016.
  • La quota di superpendolari è più alta in aree metropolitane ad alto reddito e con economie forti: New York, San Francisco, Washington, DC, Atlanta e Los Angeles, e nelle aree circostanti.
  • I superpendolari hanno più probabilità di fare affidamento sui trasporti pubblici rispetto a chi effettua spostamenti più brevi. Si stima che il 91,4 percento dei pendolari “non super” guidi per recarsi al lavoro, contro il 69,7 percento dei super-pendolari.
  • Nella maggior parte delle aree metropolitane degli Stati Uniti, i pendolari a basso reddito sono più dipendenti dal trasporto pubblico dei pendolari ad alto reddito, creando un nesso tra super-pendolarismo e povertà. Se l’utilizzo del trasporto pubblico diminuisce drasticamente con il crescere del reddito, significa che il trasporto pubblico viene utilizzato per necessità finanziarie piuttosto che come scelta di vita.

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Potenzialità e difficoltà nella pianificazione della nuova mobilità

Un interessantissimo e vissuto condensato delle difficoltà che si incontrano nella progettazione di spazi urbani a misura d’uomo che favoriscano una mobilità rispettosa di tutti. È l’intervento di Matteo Dondè, architetto e urbanista, al seminario “Il ruolo della bicicletta nel progetto della città di domani” tenutosi al politecnico di Milano il 25 gennaio. Prendetevi il tempo che serve che ne vale la pena… Grazie ai Genitori Antismog per la segnalazione. Continua a leggere Potenzialità e difficoltà nella pianificazione della nuova mobilità

Se cercate di trovare nell’auto quello che vi promette la pubblicità, rimarrete delusi.

La pubblicità delle auto punta sempre a solleticare l’emotività. Ma quale emotività?

La diretta del Super Bowl del 4 febbraio ha dimostrato tutta la forza del potere di marketing dell’industria automobilistica.

Pagando quasi $ 5 milioni per 30 secondi di trasmissione, le case automobilistiche ci hanno detto che i loro prodotti non servono solo a farci spostare, ma soddisfano bisogni spirituali profondi. Hanno detto che le macchine ci permettono di entrare in comunione con la natura, dare agli uomini la giovinezza eterna e renderci più generosi e animati spiritualmente, come dimostra Ram Trucks, che ha oscenamente doppiato alcune parti del sermone “Drum Major Instinct” di Martin Luther King. Continua a leggere Se cercate di trovare nell’auto quello che vi promette la pubblicità, rimarrete delusi.

Picco dell’auto o solo temporanea battuta d’arresto?

Michael Sivak, ricercatore presso la Michigan University, ha pubblicato i risultati del decimo rapporto (vedi abstract ) di una serie iniziata nel 2013 sul “picco della motorizzazione”; il lavoro analizza in modo particolare due aspetti del “picco dell’auto“: le modifiche del tasso di motorizzazione e delle distanze percorse espresse in VMT (Veicoli per miglia percorse) per quanto riguarda le autovetture e il trasporto merci leggero. Continua a leggere Picco dell’auto o solo temporanea battuta d’arresto?

Perchè le biciclette elettriche si mangeranno le automobili

Le città dovrebbero prepararsi e incoraggiare una rivoluzione della bici elettrica

Sembra che tutte le novità presenti al CES riguardino auto a guida autonoma o veicoli autonomi (AV), il lavoro che si sta facendo su questi mezzi di trasporto e la loro sicurezza. Ma abbiamo altre opzioni e altre scelte, e forse le persone dovrebbero fare un passo indietro e ripensare al tipo di futuro che vogliamo. In particolare non prestiamo abbastanza attenzione alle biciclette e, in particolare, alla rapida espansione delle e-bike, citando l’analista Horace Dediu, intervistato dalla CNN: Continua a leggere Perchè le biciclette elettriche si mangeranno le automobili

Automobilisti come vittime (o democrazia in ritardo).

Automobilisti come vittime

Dopo un secolo di dominazione incontestata e incontestabile, di pace e appagamento, gli automobilisti di tutto il pianeta si trovano improvvisamente ad affrontare un processo di transizione verso un mondo molto diverso fatto di privilegi e limiti, leggi e imposizioni, regole economiche e tariffarie. E, ovviamente, dal loro punto di vista si considerano vittime perché vedono l’accesso automobilistico al loro territorio ridotto passo dopo passo a parti sempre più piccole del paesaggio urbano dove sono stati a lungo sovrani incontrastati. Continua a leggere Automobilisti come vittime (o democrazia in ritardo).

Le auto a guida autonoma potrebbero creare disastri nel traffico.

Magari non questo genere di disastri, ma un aumento della congestione sì.

Una città piena di automobili a guida autonoma potrebbe non essere la città nella quale vi piacerebbe vivere.  È l’incubo dei trasportisti, che temono quello che uno sciame di auto robot private potrebbe fare a vie e strade già congestionate. Immaginatevi i “veicoli a zero occupanti” che si muovono per andare a prendere il loro proprietario o gironzolano alla ricerca di parcheggio. L’incremento complessivo dei kmvettura percorsi sarebbe vertiginoso.

Per cui, la logica lo vuole, le auto devono essere condivise: pensiamo alle versioni senza autista di Uber e Lyft che già siamo abituati ad amare/odiare. Si tratta dello scenario preso in considerazione dalla maggior parte di produttori di automobili e amministrazioni locali mentre aumentano le possibilità di testare i veicoli a guida automatica in tutto il paese e i primi bus navetta automatici fanno capolino nei campus e nelle vie pubbliche. (Elon Musk scommette su un futuro differente nel quale i veicoli a guida autonoma privati come quelli che vende lui saranno predominanti.) Continua a leggere Le auto a guida autonoma potrebbero creare disastri nel traffico.

Singapore dice basta ad altre automobili.

La città stato di Singapore si appresta a porre un tetto alle auto circolanti sulle proprie strade. Per poter possedere un’automobile a Singapore è necessario richiedere un permesso; a partire da Febbraio il governo smetterà di concedere nuovi permessi, la cui crescita è già oggi limitata allo 0.25 per cento all’anno. Continua a leggere Singapore dice basta ad altre automobili.

Le 3R del trasporto urbano.

Mentre prosegue la corsa tecnologica verso l’automazione e l’elettrificazione dei veicoli, una nuova ricerca dimostra che aggiungere a questi due elementi l’introduzione massiccia della pratica di condivisione dei viaggi (in inglese ride sharing o carpooling, ndt) può ridurre le emissioni di gas serra dai trasporti di più dell’80% a livello mondiale. La ricerca “Three Revolutions in Urban Transportation,” ha analizzato queste tre possibili rivoluzioni nel trasporto urbano evidenziando che la loro introduzione può tagliare i costi dei veicoli, delle infrastrutture e delle operazioni di trasporto di più del 40%. Ancora un’altra analisi che sottolinea l’importanza di un cambiamento culturale a tutti i livelli senza il quale gli sviluppi delle tecnologie potranno fare ben poco.

Le tre rivoluzioni – cliccando sull’immagine si aprirà il link all’infografica in dimensioni originali.

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