Smettiamola di chiederci se Uber sia nemica del trasporto pubblico – II

(Seconda parte. Clicca qui per la prima parte)

Chi sta ostacolando chi?

Tutti odiano rimanere bloccati nel traffico. La congestione rappresenta uno spreco di tempo e soldi, peggiora le prestazioni del trasporto pubblico e a New York è in continuo peggioramento. Dal 2013, mentre la popolazione e l’economia della città  hanno ripreso a crescere, le velocità di circolazione nel cuore di Manhattan si sono ridotte dell’11 per cento.

Sulla base delle sue analisi dei chilometraggi percorsi e dei tempi medi di fermata, Schaller stima che la crescita delle TNCs tra il 2013 e il 2016 ha contribuito ad aumentare del 7 per cento i chilometri percorsi da tutti i veicoli circolanti a Manhattan, Brooklyn ovest e Queens (i quartieri interni più congestionati). Questo ha un effetto notevole sul traffico:

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Smettiamola di chiederci se Uber sia nemica del trasporto pubblico.

Questo blog è nato anche sulla consapevolezza di quanto le nuove tecnologie dell’informazione possano dare una svolta all’impasse nella quale si trovano gran parte dei sistemi di mobilità urbana in giro per il mondo. Nell’ultimo decennio, grazie al web, sono nate numerosissime realtà che promuovono un uso condiviso e più intelligente delle autovetture che può effettivamente favorire la riduzione dello share modale dell’auto e dei tassi di motorizzazione. Ma i nuovi servizi di condivisione dell’auto – se non ben integrati in una visione complessiva della mobilità di una città – possono anche agire come cavalli di Troia per sostituirsi a servizi di trasporto pubblico non sempre efficienti contribuendo a far aumentare, piuttosto che diminuire, il numero di veicoli circolanti. Da New York un’interessantissima analisi di Laura Bliss.

Alle 11 del mattino di un freddo giovedì di Febbraio due amici di Brooklyn si stanno preparando per andare da Park Slope a Bed-Stuy. Sono entrambi nuovi in città e studiano attentamente su Google Maps le possibilità che hanno: prendere la metro significa camminare 15 minuti fino alla fermata della linea F, dove il treno in arrivo da Manhattan ha un ritardo di 20 minuti. Quindi dovrebbero salire sulla linea C con un tempo di attesa stimato tra i 10 e i 15 minuti. Per uno spostamento di tre miglia ci vorrebbe circa un’ora. Probabilmente lo stesso tempo che impiegherebbero andandoci a piedi. Potrebbero anche usare il bike sharing impiegandoci circa 20 minuti ma la temperatura è da frigorifero. Continua a leggere Smettiamola di chiederci se Uber sia nemica del trasporto pubblico.

Uber: fantasie per un fallimento.

Nonostante i recenti divieti imposti in Germania, Italia e Ungheria, Uber è stata ben accettata in numerosi paesi. È un’alternativa di trasporto flessibile e conveniente, una nuova affascinante possibilità dell’era digitale. Ma la sua popolarità nasconde un difetto fatale. Uber è continuamente in passivo.

Mentre la quotazione di Uber raggiungeva circa 60 miliardi di euro – più di VW, BMW, Ford, GM o Tesla, la compagnia perdeva 2.5 miliardi nel 2016 (più un altro miliardo e mezzo in Cina) e ha già perso più di un miliardo nella prima metà del 2017. Continua a leggere Uber: fantasie per un fallimento.

Uber: domande spinose sulla cultura dell’innovazione in Europa

Sull’onda del post di qualche giorno fa mutuato da World Streets che invitava ad inviare riflessioni e considerazioni sul “fenomeno Uber” che sta dilagando ormai in un po’ tutto il mondo, pubblichiamo oggi questo articolo di origine francese. La mia personalissima sensazione è che questo genere di considerazioni siano viziate da una visione parziale, mutilata, del contesto economico e sociale nel quale vengono calate innovazioni potenzialmente benefiche per cui spesso si riducono – come trasuda anche da molti punti evidenziati dall’autore delle righe che seguono – a contrapporre un settore privato “buono e innovatore” a un settore pubblico “conservatore e cattivo”. In realtà le cose sono un pochino più complesse, ma si tratta di un discorso che richiederebbe molto più spazio di quello di poche righe introduttive a un articolo…france paris uber taxi strike
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The Uber Generation: Rogue Capitalism or Critical Paradigm Shift

World Streets is today kicking off a series of invited articles by authors from different countries and backgrounds, presenting their views on the topic of “The Uber Generation: Rogue Capitalism or Critical Paradigm Shift”. It is expected that this series will continue over the months ahead. The present posting is being circulated to friends and others who have expressed interest in this particular angle of the New Mobility Agenda as an advance announcement and call for criticism, ideas and contributions.

china taxi drivers bashing taxis

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Taxi e Nuova Mobilità.

I taxi sono senza dubbio un elemento fondamentale della Nuova Mobilità, ma per diverse ragioni – storiche, istituzionali, giurisdizionali, di organizzazione del lavoro e della proprietà – risulta difficile renderli partecipi di un quadro progettuale più vasto. Per questo motivo Nuova Mobilità è lieta di condividere con voi questo comunicato del Forum Internazionale dei Taxi IRU in preparazione del summit COP15 di Copenaghen.

International Road Transport Union, Ginevra, 17 luglio 2009

Il terzo forum internazionale dei taxi IRU pone al centro della sua attenzione le innovazioni tecnologiche dell’industria dell’auto volte a rendere i servizi di taxi ancora più ecologici.
In vista del summit ONU di Copenaghen (COP 15) sul cambiamento climatico, il terzo forum IRU “I taxi per l’aria pulita” si terrà nella stessa capitale danese il giorno 9 ottobre 2009. Il forum passerà in rassegna i potenziali e le opportunità per una mobilità sostenibile oggi disponibili grazie alle innovazioni tecnologiche nell’ambito dei servizi di taxi e dell’industria automobilistica in generale.

Il presidente dell’IRU Taxi Group, Hubert Andela, ha detto: “l’industria automobilistica desidera contribuire a un miglioramento della qualità dell’aria nelle nostre città adottando le tecnologie e i carburanti ecologicamente migliori dato che clienti, istituzioni e mondo del lavoro mostrano una crescente preoccupazione riguardo all’impronta ecologica dei loro spostamenti. Comunque rimane molto da fare da parte dei nostri partner dell’industria automobilistica e dei distributori di carburante. E soprattutto i governi dovrebbero garantire degli incentivi a quegli operatori che utilizzano carburanti e/o veicoli ecologici per garantire a queste tecnologie una veloce penetrazione nel mercato dei taxi, specialmente in questi tempi di crisi economica”.

Secondo una recente indagine IRU l’industria del taxi sta investendo sostanzialmente in vetture e soluzioni operative più ecologiche. In paesi come la Svezia, la Svizzera e la Norvegia la auto ibride rappresentano almeno il 3% del mercato e moltissimi taxi utilizzano combustibili alternativi in molti paesi (Brasile 86%, Bulagria 70%, Germania 22%, Svezia 18%).

Organizzato in collaborazione con il membro danese dell’IRU, Dansk Taxi Rad (DTR), il forum vedrà la partecipazione di rappresentanti di punta dell’industria dell’auto, dei taxi, dei veicoli elettrici e di organizzazioni intergovernative che si rivolgeranno a un pubblico di più di 100 partecipanti tra cui autorità locali e nazionali di tutta Europa e non solo.

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* Per il programma del Forum, click qui
* IRU Taxi/Hire car program – click qui

Dati IRU su
* Penetrazione sul mercato di carburanti “verdi” – qui
* Penetrazione nel mercato dei taxi dei veicoli ibridi – qui

* Press contact: Juliette Ebélé, +41 22 918 27 07, Press@iru.org