Trasporto pubblico gratuito: come, quando, perchè, dove pagare il trasporto pubblico.

“Coloro i quali evitano di imparare le lezioni della storia, sono condannati a ripetere gli stessi errori” – Attribuito a W. Churchill

Le discussioni sul trasporto pubblico gratuito sono spesso presentate dalla stampa e troppo spesso anche nelle discussioni tra esperti come se fossero un concetto rivoluzionario senza precedenti. Ma per prendere decisioni politiche all’altezza della situazione dobbiamo essere consapevoli della sua storia. Michel van Hulten si occupa da oltre mezzo secolo di questa tematica e ha presentato l’analisi che segue alla conferenza internazionale organizzata a Tallin con il titolo “Free public transport for all. Dream or reality”. Il documento affronta le problematiche del “perchè, come, quando e dove pagare il trasporto pubblico”, problematiche che devono essere al centro delle discussioni riguardanti ogni iniziativa e decisione.

TESTO IMPEGNATIVO MA DI CONSIGLIATISSIMA LETTURA; per facilitarla è scaricabile una versione epub di questo post a questo link.

Qual è il nostro problema?

Il nostro problema è che l’introduzione di trasporti pubblici “gratuiti” cambia sostanzialmente il nostro approccio al funzionamento della nostra società e della nostra economia, in particolare la progettazione delle città e delle campagne, contribuendo in modo decisivo a consentire più occasioni di pari opportunità per l’uso dello spazio (e del tempo!). Opportunità più simili per tutti i cittadini, uomini e donne, ricchi e poveri, vecchi e giovani, sani e meno sani, disabili in qualunque modo. Continua a leggere Trasporto pubblico gratuito: come, quando, perchè, dove pagare il trasporto pubblico.

Il pendolarismo estremo: cos’è e come prevenirlo.

Il blog Apartment List Rentonomics, che si  occupa di statistica ed economia nel settore immobiliare, ha recentemente pubblicato un’analisi  sulla ” Crescita dei Superpendolari “. Si tratta della crescita della percentuale di persone che effettuano spostamenti pendolari di 90 minuti o più.  L’analisi, equilibrata, merita una lettura. L’articolo sottolinea che:

  • A livello nazionale (Usa, ndt), un pendolare su 36 è un “superpendolare” che viaggia per più di 90 minuti per andare al lavoro ogni giorno, trascorrendo ore sui mezzi pubblici o a combattere il traffico.
  • Il super-pendolarismo sta diventando sempre più comune: la quota di superpendolari è aumentata del 15,9 percento dal 2,4 percento nel 2005 al 2,8 percento nel 2016.
  • La quota di superpendolari è più alta in aree metropolitane ad alto reddito e con economie forti: New York, San Francisco, Washington, DC, Atlanta e Los Angeles, e nelle aree circostanti.
  • I superpendolari hanno più probabilità di fare affidamento sui trasporti pubblici rispetto a chi effettua spostamenti più brevi. Si stima che il 91,4 percento dei pendolari “non super” guidi per recarsi al lavoro, contro il 69,7 percento dei super-pendolari.
  • Nella maggior parte delle aree metropolitane degli Stati Uniti, i pendolari a basso reddito sono più dipendenti dal trasporto pubblico dei pendolari ad alto reddito, creando un nesso tra super-pendolarismo e povertà. Se l’utilizzo del trasporto pubblico diminuisce drasticamente con il crescere del reddito, significa che il trasporto pubblico viene utilizzato per necessità finanziarie piuttosto che come scelta di vita.

Continua a leggere Il pendolarismo estremo: cos’è e come prevenirlo.

La suprema arte dell’evasione tariffaria

I “portoghesi” professionali di Stoccolma

Per quasi due decenni un gruppo di attivisti svedesi ha sfidato le autorità e spostato a proprio favore l’equilibrio di forze tra passeggeri e operatore del trasporto pubblico associandosi per evitare di pagare il biglietto.

Le pubbliche autorità di tutto il mondo, sostenute da gruppi di attivisti, fanno di tutto per aumentare il ricorso al trasporto pubblico. Da parte loro le persone si adeguano, anche se spesso più per necessità che per una reale preferenza per autobus e treni.

Ma in alcune città, il costo degli spostamenti pendolari con i mezzi pubblici sta diventando proibitivo per i cittadini a basso reddito. È questo il motivo, insieme al fatto che un maggiore ricorso ai trasporti pubblici si traduce in vantaggi per l’ambiente, per il quale un sempre maggior numero di persone si impegna per promuovere il trasporto pubblico gratuito come intrinseco diritto di ogni cittadino. Alcuni sono andati ancora oltre, formando un gruppo di “portoghesi professionali”. Continua a leggere La suprema arte dell’evasione tariffaria

Trasporto pubblico gratuito: il punto di vista di Planka.nu

 

Planka.nu è una rete di organizzazioni Svedesi e Norvegesi per la promozione del trasporto pubblico gratuito finanziato da proventi fiscali; ha sedi a Stoccolma,  Göteborg, Skåne, Östergötland e Oslo. È stata fondata nel 2001 dalla Federazione giovanile anarcosindacalista svedese in risposta ai continui aumenti delle tariffe del trasporto pubblico. La campagna ha ricevuto molta attenzione a causa dei controversi metodi utilizzati per promuovere il trasporto pubblico gratuito: Planka.nu incoraggia le persone a non pagare le tariffe dovute, aiutando i propri membri a pagare le penali con il fondo assicurativo P-kassan.

Quanto segue è una sintesi del loro punto di vista su questo delicato argomento. Continua a leggere Trasporto pubblico gratuito: il punto di vista di Planka.nu

Perché l’utenza dei trasporti pubblici sale o si riduce? Lezioni dal Canada.

di Christopher Yuen

Con solo poche eccezioni, l’utenza del trasporto pubblico negli USA nel 2017 è diminuita o non è cresciuta. Le cause di questa crisi non sono chiare, ma alcune analisi suggeriscono che andrebbero cercate nei prezzi bassi del carburante, nella crescita economica che stimola le vendite di automobili e nella crescente importanza dei servizi di condivisione dei viaggi. Continua a leggere Perché l’utenza dei trasporti pubblici sale o si riduce? Lezioni dal Canada.

Honk! Bicifestazione.

Il 28 aprile si terrà a Roma una manifestazione a pedali per reclamare maggiori diritti per gli utenti deboli della strada, promossa da un vastissimo cartello di associazioni rappresentative del mondo della bicicletta e non solo. Continua a leggere Honk! Bicifestazione.

Reinventare la mobilità nell’era della rottura e della creatività

Arthur D. Little ha appena pubblicato la terza edizione del suo “Future of Mobility” nel quale potete trovare l’ultimo aggiornamento del suo Urban Mobility Index, una classifica di cento città a livello globale basata sulla maturità, capacità di innovazione e prestazioni dei loro sistemi di mobilità urbana. Lo studio è stato presentato alla assemblea di UITP Asia-Pacifico a Taipei.

Arthur D. Little evidenzia gli ostacoli che impediscono alle città di progredire e insieme ad UITP – l’Associazione Internazionale di Trasporto Pubblico – identifica tre direzioni strategiche per migliorare il futuro della mobilità urbana. Nello studio vengono anche riportati 25 imperativi da tenere in considerazione nella definizione delle politiche di mobilità urbana sostenibile, oltre ad alcuni casi studio di città da prendere a modello di buona pratica. Continua a leggere Reinventare la mobilità nell’era della rottura e della creatività

Trasporto pubblico gratuito: in Germania una prova su larga scala

Con una mossa a sorpresa “La nazione dell’auto” – la Germania – si propone di rendere gratuiti i trasporti pubblici al fine di raggiungere gli obiettivi di riduzione dell’inquinamento richiesti dall’Unione Europea ed evitare la salatissime multe che la colpirebbero qualora non riuscisse nell’obiettivo. Continua a leggere Trasporto pubblico gratuito: in Germania una prova su larga scala

Le app non aiutano la profittabilità del trasporto urbano.

Len Sherman in un breve pezzo su Forbes spiega perché Uber non può fare profitti. Citazione chiave:

L’industria dei taxi che Uber sta cercando di rivoluzionare non è mai stata redditizia quando ha cercato di espandersi su mercati non regolamentati, che riflettono le basse barriere all’ingresso nel settore, i suoi alti costi variabili, le sue basse economie di scala e l’intensa concorrenza sui prezzi – e l’attuale modello di business di Uber fondamentalmente non modifica queste caratteristiche strutturali del settore.

Continua a leggere Le app non aiutano la profittabilità del trasporto urbano.

Honk! Pendolaria 2017