Per una città lenta – III

Vendere la vostra buona ideaws-roadrage

[EPUB] Quanto è facile vendere pubblicamente e a tutti coloro realmente interessati questa idea di una politica della velocità più efficace e benefica per la città? Si tratta di una sfida molto impegnativa!

Non importa quali e quanto forti siano le motivazioni  – sicurezza, salute pubblica, equità, gradevolezza e molte altre – alla prova dei fatti tutti, noi inclusi, ci opponiamo al cambiamento soprattutto se questo influisce in modo importante sulle nostre vite quotidiane. Continua a leggere Per una città lenta – III

Per una città lenta – II

II – “Siamo gli inventori di un nuovo mondo, signore”

[EPUB] Per proseguire le nostre riflessioni sulla lentezza, vi segnaliamo questo breve video (80 sec) registrato nel 2006 da Robert Stussi, ingegnere e politico dilettante che ha lavorato in svariate città del mondo per diversi decenni su questi argomenti. Il video venne girato in omaggio ad Hans Mondermann, egli stesso un precursore della Città Lenta. Continua a leggere Per una città lenta – II

Per una città lenta – I

I – Spunti per una riflessione

[Questo post è disponibile anche in formato EPUB]

I cinque pilastri

  1. CLIMA: il problema più urgente che minaccia la nostra società, il pianeta e il suo futuro in questo XXI secolo – al punto che qualunque decisione, azione o iniziativa in qualunque settore, mobilità inclusa, deve essere in grado di dimostrare con dati specifici ed accertati come è in grado di ridurre in modo significativo i gas serra;
  2. VELOCITÀ: rallentare in misura consistente il traffico su una vasta area per ridurre incidentalità e mortalità sulle strade, e allo stesso tempo ridurre le emissioni e migliorare la qualità della vita di tutti.
  3. VKT: ridurre l’ammontare dei Chilometri Vettura percorsi (VKT, Vehicle Kilometers Traveled) dai veicoli a motore nella stessa area;
  4. SPAZIO: ridurre lo spazio dedicato ai veicoli privati a motore in sosta o in movimento;
  5. TEMPO: predisporre pacchetti di misure a BREVE TERMINE e politiche che possano dimostrare miglioramenti concreti e misurabili nel periodo 2017-2020.

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Ddl mobilità sostenibile trentino, intervista ad Antonella Valer.

Cittadini più avanti della politica

Antonella Valer, prima firmataria del ddl di iniziativa popolare

Nuova Mobilità aveva dato la notizia della bocciatura o, meglio, della non approvazione del coraggioso DDL provinciale di iniziativa popolare promosso da un Comitato di cittadini trentini caratterizzato da alcuni punti qualificanti qui sotto sommariamente elencati:

  1. obiettivo: aumento dello share modale delle forme di mobilità diversa dall’auto privata (30% subito – 50% nel 2020 – 70% nel 2025);
  2. enfasi sui processi partecipativi (proposta di istituzione di un osservatorio sulla mobilità sostenibile per metà composto da persone iscritte nel registro per l’elezione del consiglio provinciale, dibattito pubblico sul piano della mobilità sostenibile);
  3. scelte coraggiose in tema di parcheggi (i dipendenti provinciali pagherebbero il posto auto sul lavoro);
  4. stimolo a pesanti investimenti infrastrutturali, soprattutto su ferro (valli dolomitiche, alto garda);
  5. tariffa zero per i servizi di trasporto pubblico, i cui costi andrebbero ripartiti sulla collettività per un ammontare di 50 euro all’anno per abitante;
  6. agevolazioni per chi utilizza il car sharing e il car pooling (rimborso dei pedaggi autostradali e dei costi di iscrizione al servizio, utilizzo delle corsie preferenziali, parcheggi dedicati, contributi ai servizi di car sharing di vicinato).

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Veicoli a guida autonoma: prima gli autobus.

Spesso le novità tecnologiche vengono viste come la panacea per ogni tipo di male a cui vengono in qualche modo associate da un immaginario più o meno costruito. Non c’è dubbio che le vetture a guida autonoma elimineranno gran parte o la totalità dello stress relativo alla guida. Per quanto riguarda altri vantaggi che tali veicoli potranno portare, questi dipenderanno più dal contesto giurdico-normativo e sociale nel quale verranno inseriti che dalla tecnologia in sè. Continua a leggere Veicoli a guida autonoma: prima gli autobus.

Ddl mobilità sostenibile in Trentino, vince il gattopardismo.

Avevamo più di due anni orsono segnalato questa interessante iniziativa che andava svolgendosi in trentino in materia  di mobilità sostenibile: un DDL di iniziativa popolare che si proponeva di definire un quadro organico nel quale integrare le diverse forme di mobilità in funzione del superamento del modello di mobilità autocentrico ereditato dal secolo scorso. Continua a leggere Ddl mobilità sostenibile in Trentino, vince il gattopardismo.

La pillola amara della sostenibilità

E perchè i politici farebbero bene a ingoiarla

Una serie di semplici fatti che politici, amministratori e tecnici della maggior parte delle città di tutto il mondo trovano molto difficile digerire, ma senza i quali non saranno mai in grado di governare una transizione verso città e mobilità sostenibili. Continua a leggere La pillola amara della sostenibilità

Il costo degli alloggi è un problema, ma lo sprawl urbano non è la soluzione

(questo post è disponibile anche in formato EPUB)

In tutti i paesi ad alto tasso di motorizzazione è comune imbattersi nel fenomeno dello ‘sprawl’, che in italiano può essere tradotto con il termine di dispersione urbana, che consiste nell’indefinito allargarsi delle aree urbane verso zone che consentono di edificare a costi più bassi che nel centro città, ma dove è inevitabilmente più difficile avere a disposizione valide alternative all’automobile. Gli USA sono l’emblema di questo fenomeno, che nel nostro paese presenta caratteristiche diverse, meno estreme ma non per questo meno preoccupanti, complice un tasso di motorizzazione tra i più alti al mondo e un’orografia che è spesso di ostacolo alla “fluidificazione del traffico”.

In questa lunga e articolata analisi riferita alla realtà nordamericana Todd Litman confuta le tesi di chi sostiene che per consentire a tutti di poter vivere in un appartamento decoroso la soluzione principale sia quella di costruire “sempre più in là”, dove i prezzi degli immobili sono ancora alla portata di tutte le tasche; un approccio non solo nordamericano…

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Oslo diventa car free

Oslo Map WBÈ dello scorso autunno la notizia che la città di Oslo ha deciso di rendere il centro urbano (un’area di 1.7 km2, immagine a lato) una zona completamente car free entro il 2019. Significa che per quella data in tali quartieri non sarà permesso nè guidare vetture private nè alloggiarle. Dal video di Streetsfilm che vi riproponiamo sottotitolato in italiano è possibile estrapolare quali sono gli elementi caratterizzanti la strategia adottata dalle autorità locali per far digerire alla popolazione una scelta che potrebbe trovare molte resistenze se non applicata con determinazione, coerenza e impegno. Continua a leggere Oslo diventa car free

Benvenuti su nuovamobilita.com

Quando Nuova Mobilità nacque , ormai 8 anni fa, era evidente che per trasformare in senso sostenibile il nostro sistema di trasporti non fosse sufficiente puntare unicamente sulle grandi opere infrastrutturali. Ci si era ormai accorti che una efficace strategia di riduzione del traffico dovesse poggiare le sue basi anche su premesse che muovono da considerazioni – sviluppate in ambito urbanistico, psicologico e sociale – di ordine diverso  da quelle puramente ingegneristiche. Le esperienze – per lo più maturate all’estero – di un diverso approccio all’uso degli spazi pubblici, di applicazione delle nuove tecnologie alla gestione della mobilità, di urbanistica “senz’auto” erano ormai numerose e meritevoli di attenzione da parte del pubblico italiano. Fu con questo intento che nacque questo media online, inizialmente ospitato da blogger e quindi da wordpress.com.

Poi venne la crisi e con essa la ritirata, prima cauta poi sempre più precipitosa, della mano pubblica dalle proprie responsabilità. Complice di questo processo anche un’opinione pubblica ammaestrata a vedere nel settore pubblico e nei suoi sprechi – talvolta verificati, talvolta millantati, il più delle volte solo presunti a priori – la causa di ogni male italico. Quindi via ai tagli al trasporto ferroviario regionale  e al trasporto pubblico locale e le istituzioni di ogni ordine e grado alla prese con una coperta sempre più corta, a subire lezioni di morale da parte di chi mai avrà la preoccupazione di trovarsi coinvolto nel processo elettorale e costrette spesso a fare quello che il loro ruolo gli imporrebbe di non fare.

In questo mutato contesto generale alcune misure che promuoviamo e che mai smetteremo di promuovere possono al massimo servire da pannicello caldo da stendere sopra un moribondo, se non solo da foglia di fico con il quale gli amministratori pubblici riescono a scaricare sui sensi di colpa dei loro rappresentati (usiamo troppo la macchina) responsabilità che sono solo loro: per esempio il recente aumento delle tariffe di sosta nel centro di Milano servirà solo (se va bene) a evitare un taglio dei servizi del TPL o a finanziare un loro potenziamento? Abbiamo il sospetto che la risposta esatta sia la prima.

È per questo che dopo due anni di quasi totale silenzio Nuova Mobilità torna a pubblicare, con un proprio dominio, un proprio spazio web e una grafica rinnovata. Vogliamo porre l’attenzione, oltre che sui temi che ci sono sempre stati cari, anche su quanto abbiamo sempre negligentemente dato per scontato: mentre con un paziente lavoro a uncinetto ci preoccupavamo di riempire le fessure che la maglia delle grandi infrastrutture non riusciva a raggiungere, questa si restringeva inesorabilmente lasciando scoperte ampie fasce di popolazione.

A seguire una riflessione fatta ormai 4 anni or sono (a dire il vero di qualche cosa ci stavamo anche accorgendo…) e già riproposta in uno degli ultimi post su wordpress.com – leggermente riveduta e corretta per metterla al passo con i tempi – che troverete inserita anche nel menu principale del blog e che ispirerà buona parte del lavoro che verrà fatto in futuro su questa rivista online.
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