A Bergamo tutti in auto in Città Alta (per almeno 30 anni)

Una storia che parte da lontano e che sa davvero da anni sessanta, quando si faceva di tutto per permettere alle auto, mezzo di trasporto di un futuro molto passato, di accedere ai centri urbani. Di solito qui a Nuova Mobilità tendiamo a “volare alto” tenendoci fuori dalle mischie che spesso si accendono su questo genere di problematiche ma questa volta, mosso anche da un legame personale con la città orobica, non riesco a resistere alla tentazione di segnalare questo pessimo esempio di gestione della mobilità urbana che ci arriva da Bergamo. Continua a leggere A Bergamo tutti in auto in Città Alta (per almeno 30 anni)

Fine della strada? Una sfida al senso comune.

È ormai quasi un secolo che in tutto il mondo si avverte il bisogno di fare spazio alle automobili. Così quando il traffico raggiunge livelli intollerabili la risposta più immediata, non importa quanto costosa, è quella di aggiungere capacità stradale, allargando strade preesistenti o costruendone di nuove. A niente finora è servita la constatazione unanimemente condivisa che l’ampliamento di capacità genera traffico aggiuntivo e quindi nuova congestione. In Inghilterra il governo ha varato nel 2014 un ambizioso programma di ampliamento della rete stradale; Campaign to Protect Rural England (CPRE) ha risposto commissionando una ricerca all’agenzia di consulenza Transport for Quality of Life che ha preso in esame decine e decine di casi di ampliamento della capacità stradale completati negli ultimi due decenni, che dimostra ancora una volta quello che tutti sanno già. Quella che segue è l’introduzione alla sintesi dei risultati della ricerca divulgata da CPRE che pur riguardando specificamente il Regno Unito può tornare molto utile un po’ in tutto il mondo e quindi anche da noi, sempre che la si voglia tenere in considerazione. Continua a leggere Fine della strada? Una sfida al senso comune.

È tempo di liberarsi dallo strangolamento automobile.

Dal Guardian, sempre attento ai problemi che ci stanno a cuore, George Monbiot getta uno sguardo desolato sul suo paese che descrive in modo molto simile a come noi descriveremmo il nostro. Per ricordarci che i passi avanti che vengono fatti qua e là sono frutto di un lungo processo nel quale la conflittualità tra diversi interessi – in particolare tra l’interesse pubblico e una molteplicità di interessi privati – è all’ordine del giorno.

Ci diciamo continuamente di tenere molto all’efficienza. Eppure abbiamo creato un sistema di trasporti ispirato alla dissolutezza. Mezzi metallici (le cui dimensioni aumentano ogni anno) con una o due persone a bordo, viaggiano in parallelo verso gli stessi posti. Camion che spostano merci identiche in direzioni opposte si incrociano lungo viaggi di 2000 miglia. Corrieri in concorrenza tra loro infestano gli stessi percorsi con furgoni in gran parte vuoti. Potremmo, forse, ridurre il chilometraggio dei nostri mezzi di trasporto del 90% senza perdere niente e guadagnandoci in qualità della vita. Continua a leggere È tempo di liberarsi dallo strangolamento automobile.

11 città che stanno iniziando a vietare la circolazione automobilistica.

Oslo

Nel 2015, Oslo annunciava il suo progetto di vietare l’ingresso alle auto nel centro città a partire dal 2019. Il progetto ricevette parecchie obiezioni dal mondo imprenditoriale così la città si pose un obiettivo più moderato. Invece di vietare completamente le automobili, il Consiglio Comunale nel giugno 2017 ha precisato che renderà solo più difficile arrivare in centro in auto eliminando i parcheggi. Alcuni mesi più tardi la Norvegia ha anche confermato che vieterà la vendita di auto alimentate a benzina e gasolio su tutto il territorio nazionale a partire dal 2025.

Me le città norvegesi non sono le sole che si stanno preparando a liberarsi dalle auto. In tutto il mondo urbanisti e politici hanno cominciato a individuare i modi con i quali le loro città possono fare più spazio ai pedoni e a ridurre le emissioni di CO2. Di seguito un elenco di 11 città che sono alla testa di questo movimento.

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Città del Messico pone un tetto massimo alla costruzione di parcheggi

L’11 luglio, Miguel Ángel Mancera, sindaco di Città del Messico annunciava l’introduzione di “limitazioni al numero di parcheggi nel regolamento edilizio cittadino”. Questa nuova regola ribalta il principio dei requisiti minimi di  posti auto nel suo opposto: i requisiti massimi varieranno in base all’utilizzo del territorio che verrà fatto in seguito allo sviluppo edilizio previsto. Questo pone la capitale messicana, la più grande metropoli del nord america, molto davanti alle sue concorrenti USA nella gara per il miglioramento dell’utilizzo del territorio, dando la precedenza alle persone sulle automobili. Continua a leggere Città del Messico pone un tetto massimo alla costruzione di parcheggi

Honk! Verso gli Stati Generali della Mobilità Nuova

Il 15 e 16 settembre a Pesaro si svolgerà l’iniziativa Verso gli Stati Generali della Mobilità Nuova dal titolo “Muovere le idee per muovere le persone”, promossa da numerose associazioni che agiscono su questi temi.

L’evento – che segue gli Stati Generali della Mobilità Nuova a Bologna – si aprirà con un dibattito su ciclabilità urbana e ciclovie lungo i percorsi
della Bicipolitana di Pesaro. Nell’arco della due giornate verranno
affrontati i temi della qualità dello spazio pubblico e dei Piani Urbani
per la Mobilità Sostenibile. Continua a leggere Honk! Verso gli Stati Generali della Mobilità Nuova

Per una città lenta – III

Vendere la vostra buona ideaws-roadrage

[EPUB] Quanto è facile vendere pubblicamente e a tutti coloro realmente interessati questa idea di una politica della velocità più efficace e benefica per la città? Si tratta di una sfida molto impegnativa!

Non importa quali e quanto forti siano le motivazioni  – sicurezza, salute pubblica, equità, gradevolezza e molte altre – alla prova dei fatti tutti, noi inclusi, ci opponiamo al cambiamento soprattutto se questo influisce in modo importante sulle nostre vite quotidiane. Continua a leggere Per una città lenta – III

Per una città lenta – II

II – “Siamo gli inventori di un nuovo mondo, signore”

[EPUB] Per proseguire le nostre riflessioni sulla lentezza, vi segnaliamo questo breve video (80 sec) registrato nel 2006 da Robert Stussi, ingegnere e politico dilettante che ha lavorato in svariate città del mondo per diversi decenni su questi argomenti. Il video venne girato in omaggio ad Hans Mondermann, egli stesso un precursore della Città Lenta. Continua a leggere Per una città lenta – II

Per una città lenta – I

I – Spunti per una riflessione

[Questo post è disponibile anche in formato EPUB]

I cinque pilastri

  1. CLIMA: il problema più urgente che minaccia la nostra società, il pianeta e il suo futuro in questo XXI secolo – al punto che qualunque decisione, azione o iniziativa in qualunque settore, mobilità inclusa, deve essere in grado di dimostrare con dati specifici ed accertati come è in grado di ridurre in modo significativo i gas serra;
  2. VELOCITÀ: rallentare in misura consistente il traffico su una vasta area per ridurre incidentalità e mortalità sulle strade, e allo stesso tempo ridurre le emissioni e migliorare la qualità della vita di tutti.
  3. VKT: ridurre l’ammontare dei Chilometri Vettura percorsi (VKT, Vehicle Kilometers Traveled) dai veicoli a motore nella stessa area;
  4. SPAZIO: ridurre lo spazio dedicato ai veicoli privati a motore in sosta o in movimento;
  5. TEMPO: predisporre pacchetti di misure a BREVE TERMINE e politiche che possano dimostrare miglioramenti concreti e misurabili nel periodo 2017-2020.

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Ddl mobilità sostenibile trentino, intervista ad Antonella Valer.

Cittadini più avanti della politica

Antonella Valer, prima firmataria del ddl di iniziativa popolare

Nuova Mobilità aveva dato la notizia della bocciatura o, meglio, della non approvazione del coraggioso DDL provinciale di iniziativa popolare promosso da un Comitato di cittadini trentini caratterizzato da alcuni punti qualificanti qui sotto sommariamente elencati:

  1. obiettivo: aumento dello share modale delle forme di mobilità diversa dall’auto privata (30% subito – 50% nel 2020 – 70% nel 2025);
  2. enfasi sui processi partecipativi (proposta di istituzione di un osservatorio sulla mobilità sostenibile per metà composto da persone iscritte nel registro per l’elezione del consiglio provinciale, dibattito pubblico sul piano della mobilità sostenibile);
  3. scelte coraggiose in tema di parcheggi (i dipendenti provinciali pagherebbero il posto auto sul lavoro);
  4. stimolo a pesanti investimenti infrastrutturali, soprattutto su ferro (valli dolomitiche, alto garda);
  5. tariffa zero per i servizi di trasporto pubblico, i cui costi andrebbero ripartiti sulla collettività per un ammontare di 50 euro all’anno per abitante;
  6. agevolazioni per chi utilizza il car sharing e il car pooling (rimborso dei pedaggi autostradali e dei costi di iscrizione al servizio, utilizzo delle corsie preferenziali, parcheggi dedicati, contributi ai servizi di car sharing di vicinato).

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