A 30 la gente è contenta.

Si è conclusa domenica a Milano l’esperienza “Zona 30 gente contenta”, nell’area delle vie Don Bosco, via Scrivia, via Tagliamento e piazza San Luigi, che ha consentito a residenti e utenti della strada di toccare con mano i vantaggi della moderazione del traffico.
TréntaMI: ZONA 30 gente contenta è la prima sperimentazione a Milano di ZONA 30 organizzata dalle associazioni Genitori Antismog e FIAB Ciclobby, con la consulenza dell’architetto ed urbanista Matteo Dondé e con il contributo dei residenti e cittadini. Continua a leggere A 30 la gente è contenta.

La vita è sacra: il legame tra criminalità e mortalità da traffico.

In soli 10 anni, dal 1996 al 2006, gli incidenti stradali a Bogotá sono diminuiti della metà. Nonostante gli enormi problemi comuni a molte città – infrastrutture inadeguate, congestione, inquinamento, disuguaglianza e criminalità – la città colombiana è diventata un potente esempio di trasformazione urbana. Continua a leggere La vita è sacra: il legame tra criminalità e mortalità da traffico.

Vietiamo l’invecchiamento per la sicurezza dei pedoni?

Inon attraversarenvece di vietare le passeggiate distratte, dovrebbero vietare di invecchiare; è più utile e realistico.

Questa è Timara, una giovane studente in salute. Se avesse attraversato la strada a Montclair, in California o a Honolulu, Hawaii con le cuffie o guardando il suo telefono, sarebbe stata accusata di camminare distrattamente. Ma lei non indossa le cuffie; come parte della mia lezione in Design Sostenibile alla Ryerson University School of Interior design, sta imparando come ci si sente ad essere vecchi. Continua a leggere Vietiamo l’invecchiamento per la sicurezza dei pedoni?

Perchè la Germania, patria dell’auto, è così più sicura degli USA per pedoni e ciclisti.

Uno studio comparativo tra i due paesi mostra grandi differenze nel modo in cui vengono utilizzate le automobili. Il ruolo della Bomba nello sprawl americano.

CC BY 2.0 A place for transit, walking, biking and cars/ Lloyd Alter

La moderna autostrada è stata inventata in Germania e i tedeschi amano le loro auto. Le Daimler, le Volkswagen e le BMW sono piuttosto belle. Ma come osserva Eric Jaffe di Citylab,

Rispetto agli americani, i tedeschi possiedono meno automobili, le conducono su distanze più brevi e meno spesso e si spostano più frequentemente a piedi, in bici o con i mezzi pubblici. Hanno dei girovita più snelli a riprova delle loro abitudini di trasporto attive e subiscono meno incidenti stradali, sia che siano in automobile sia che ne siano fuori. Le spese di trasporto incidono meno sui budget famigliari anche se i costi relativi all’auto sono più alti. Usano meno energia per persona per i trasporti via terra con conseguente riduzione delle emissioni di carbonio.

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La sicurezza dei ciclisti non passa per l’obbligo del casco

Alla fine degli anni 80, volendo fare qualcosa per prevenire incidenti come quello capitato a suo figlio – investito da un’automobile mentre andava a scuola in bicicletta – Rebecca Oaten diede inizio a una campagna per promuovere l’uso del casco obbligatorio per i ciclisti neozelandesi. Nel 1994 il suo desiderio divenne realtà e l’uso della bici senza casco divenne illegale in tutto il paese.

Vista isolatamente questa sembra una conclusione logica e perfino lodevole che ha portato a un cambiamento legislativo che salva molte vite. Ma se reagiamo a questi incidenti a prescindere dal contesto rischiamo di causare più morti di quanti ne evitiamo. Continua a leggere La sicurezza dei ciclisti non passa per l’obbligo del casco

Honk! 19 novembre, giornata mondiale ONU in ricordo delle vittime della strada

Dal sito dell’Associazione Famigliari Vittime della Strada:

“Come da tradizione, l’AIFVS nella Giornata del Ricordo onora le Vittime della Strada con iniziative religiose e di sensibilizzazione sociale, con il costante messaggio di “Ricordare per cambiare”.
E mentre l’anno scorso di concerto con la FEVR, di cui facciamo parte, il messaggio proposto era riferito al dopo-incidente per assicurare alle vittime “cure, investigazioni, giustizia”, quest’anno l’attenzione è rivolta all’obiettivo europeo del decennio 2011-2020 di ridurre del 50% la strage stradale, Continua a leggere Honk! 19 novembre, giornata mondiale ONU in ricordo delle vittime della strada

Honk! Strisce pedonali in 3D

È quello che hanno realizzato a Ísafjörður, un piccolo villaggio di pescatori islandese. L’illusione della tridimensionalità dovrebbe indurre un comportamento più prudente da parte dei veicoli in arrivo. L’effetto visivo muta al variare della prospettiva: visto dall’alto l’attraversamento pedonale sembra consistere di colonne appoggiate sulla sede stradale. A livello del suolo si ha l’impressione che si tratti di blocchi galleggianti a mezz’aria. Continua a leggere Honk! Strisce pedonali in 3D

Vision Zero per Denver

Secondo il Denver Post ci sono stati 100 morti per incidenti stradali a Denver dal 2016 ad oggi, ma la città ha deciso che entro il 2030 nessuno morirà più sulle strade.

Honk! I morti per incidenti stradali non diminuiscono più da quattro anni.

Numero di morti incidentalità stradale(Liberamente adattato dal blog di Marco De Mitri dove potete trovare ulteriori dati sull’andamento dell’incidentalità nel nostro Paese.)

ACI ed Istat hanno diffuso i dati sugli incidenti stradali del 2016.

Nel 2016, in Italia si sono verificati circa 175mila incidenti stradali con lesioni a persone, che hanno provocato 3.283 morti.

A partire dal 2001, il numero dei morti dovuti all’incidentalità stradale è andato sempre diminuendo, fino al 2012. Dal 2013 in poi tale numero si è invece sostanzialmente assestato intorno ai 3.300 morti/anno, interrompendo la buona tendenza in corso fino ad allora. Continua a leggere Honk! I morti per incidenti stradali non diminuiscono più da quattro anni.

Olanda, nuove tecnologie per una città lenta

dal Guardian

La casa di Noud Rommen dista dal negozio più vicino solo 100 iarde, ma per arrivarci, il 71enne con qualche disabilità deve attraversare una superstrada a sei corsie con un semaforo che gli concede un tempo di attraversamento molto breve.

“Se osservassi le regole potrei arrivare solo all’isola salvagente posta a metà dell’attraversamento prima che il semaforo torni rosso, e quindi chiamare nuovamente il verde e aspettare ancora” dice “Ma nessuno si adatta a fare questo, così si prova ad attraversare evitando il traffico. Non va bene, ma è quello che succede”. Continua a leggere Olanda, nuove tecnologie per una città lenta