A Bergamo tutti in auto in Città Alta (per almeno 30 anni)

Una storia che parte da lontano e che sa davvero da anni sessanta, quando si faceva di tutto per permettere alle auto, mezzo di trasporto di un futuro molto passato, di accedere ai centri urbani. Di solito qui a Nuova Mobilità tendiamo a “volare alto” tenendoci fuori dalle mischie che spesso si accendono su questo genere di problematiche ma questa volta, mosso anche da un legame personale con la città orobica, non riesco a resistere alla tentazione di segnalare questo pessimo esempio di gestione della mobilità urbana che ci arriva da Bergamo. Continua a leggere A Bergamo tutti in auto in Città Alta (per almeno 30 anni)

I parcheggi non sono toilettes

Una provocazione, ma non tanto. Come dice Robin Chase, le infrastrutture sono il nostro destino. E il modo nel quale le progettiamo anche. Considerare il bisogno di parcheggio alla stregua di un bisogno fisiologico primario può davvero creare grossi problemi. Di seguito una attualissima e divertente analisi di Paul Barter che induce a riflettere. Continua a leggere I parcheggi non sono toilettes

Gli schemi di road pricing riducono drasticamente l’asma infantile

Secondo Emilia Simeonova, economista della John Hopkins University di Baltimora, la maggior parte della gente di Stoccolma nel 2006 non era molto preoccupata delle emissioni inquinanti. La città presentava già livelli relativamente bassi di diossido di azoto e particolato, gli inquinanti emessi dalla combustione dei motori a scoppio che possono danneggiare i polmoni ed esacerbare l’asma. Ma quando a Stoccolma venne imposto un pedaggio per entrare nel centro cittadino durante le ore di punta, si ottennero risultati che andarono ben oltre quelli relativi ai tempi di viaggio e alla liberazione di spazio urbano. Molti bambini che avrebbero altrimenti sofferto di attacchi di asma iniziarono invece a respirare facilmente. Continua a leggere Gli schemi di road pricing riducono drasticamente l’asma infantile

Fine della strada? Una sfida al senso comune.

È ormai quasi un secolo che in tutto il mondo si avverte il bisogno di fare spazio alle automobili. Così quando il traffico raggiunge livelli intollerabili la risposta più immediata, non importa quanto costosa, è quella di aggiungere capacità stradale, allargando strade preesistenti o costruendone di nuove. A niente finora è servita la constatazione unanimemente condivisa che l’ampliamento di capacità genera traffico aggiuntivo e quindi nuova congestione. In Inghilterra il governo ha varato nel 2014 un ambizioso programma di ampliamento della rete stradale; Campaign to Protect Rural England (CPRE) ha risposto commissionando una ricerca all’agenzia di consulenza Transport for Quality of Life che ha preso in esame decine e decine di casi di ampliamento della capacità stradale completati negli ultimi due decenni, che dimostra ancora una volta quello che tutti sanno già. Quella che segue è l’introduzione alla sintesi dei risultati della ricerca divulgata da CPRE che pur riguardando specificamente il Regno Unito può tornare molto utile un po’ in tutto il mondo e quindi anche da noi, sempre che la si voglia tenere in considerazione. Continua a leggere Fine della strada? Una sfida al senso comune.

È tempo di liberarsi dallo strangolamento automobile.

Dal Guardian, sempre attento ai problemi che ci stanno a cuore, George Monbiot getta uno sguardo desolato sul suo paese che descrive in modo molto simile a come noi descriveremmo il nostro. Per ricordarci che i passi avanti che vengono fatti qua e là sono frutto di un lungo processo nel quale la conflittualità tra diversi interessi – in particolare tra l’interesse pubblico e una molteplicità di interessi privati – è all’ordine del giorno.

Ci diciamo continuamente di tenere molto all’efficienza. Eppure abbiamo creato un sistema di trasporti ispirato alla dissolutezza. Mezzi metallici (le cui dimensioni aumentano ogni anno) con una o due persone a bordo, viaggiano in parallelo verso gli stessi posti. Camion che spostano merci identiche in direzioni opposte si incrociano lungo viaggi di 2000 miglia. Corrieri in concorrenza tra loro infestano gli stessi percorsi con furgoni in gran parte vuoti. Potremmo, forse, ridurre il chilometraggio dei nostri mezzi di trasporto del 90% senza perdere niente e guadagnandoci in qualità della vita. Continua a leggere È tempo di liberarsi dallo strangolamento automobile.

11 città che stanno iniziando a vietare la circolazione automobilistica.

Oslo

Nel 2015, Oslo annunciava il suo progetto di vietare l’ingresso alle auto nel centro città a partire dal 2019. Il progetto ricevette parecchie obiezioni dal mondo imprenditoriale così la città si pose un obiettivo più moderato. Invece di vietare completamente le automobili, il Consiglio Comunale nel giugno 2017 ha precisato che renderà solo più difficile arrivare in centro in auto eliminando i parcheggi. Alcuni mesi più tardi la Norvegia ha anche confermato che vieterà la vendita di auto alimentate a benzina e gasolio su tutto il territorio nazionale a partire dal 2025.

Me le città norvegesi non sono le sole che si stanno preparando a liberarsi dalle auto. In tutto il mondo urbanisti e politici hanno cominciato a individuare i modi con i quali le loro città possono fare più spazio ai pedoni e a ridurre le emissioni di CO2. Di seguito un elenco di 11 città che sono alla testa di questo movimento.

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Città del Messico pone un tetto massimo alla costruzione di parcheggi

L’11 luglio, Miguel Ángel Mancera, sindaco di Città del Messico annunciava l’introduzione di “limitazioni al numero di parcheggi nel regolamento edilizio cittadino”. Questa nuova regola ribalta il principio dei requisiti minimi di  posti auto nel suo opposto: i requisiti massimi varieranno in base all’utilizzo del territorio che verrà fatto in seguito allo sviluppo edilizio previsto. Questo pone la capitale messicana, la più grande metropoli del nord america, molto davanti alle sue concorrenti USA nella gara per il miglioramento dell’utilizzo del territorio, dando la precedenza alle persone sulle automobili. Continua a leggere Città del Messico pone un tetto massimo alla costruzione di parcheggi

Tariffe di parcheggio anche senza un buon trasporto pubblico?

Mi sono sentito rivolgere più volte questa domanda a Pune, in India, in occasione della mia visita all’inizio di giugno. La questione dei parcheggi è un tema caldo in questa metropoli di 5 milioni di abitanti del Maharashtra: molte vie di Pune presentano grossi problemi di parcheggio che l’Amministrazione della città intende affrontare con una riforma in attesa di approvazione fondata sul principio di far pagare all’automobilista il costo pieno del parcheggio che utilizza.

Tuttavia il trasporto pubblico di Pune non risulta attraente per i proprietari di automobili. Da qui la domanda. Continua a leggere Tariffe di parcheggio anche senza un buon trasporto pubblico?

Miti Urbani: congestione ed emissioni di CO2

Dalla rubrica del City Observatory intitolata “Mythbusters” dalla serie televisiva che utilizzava una cosa chiamata “scienza” per verificare la veridicità di alcune affermazioni comunemente riconosciute come inconfutabili, riportiamo la demolizione dell’argomento, utilizzato dai costruttori di tutto il mondo, secondo il quale la congestione e i problemi che ne derivano si risolvono con l’allargamento delle strade. Continua a leggere Miti Urbani: congestione ed emissioni di CO2

Il costo degli alloggi è un problema, ma lo sprawl urbano non è la soluzione

(questo post è disponibile anche in formato EPUB)

In tutti i paesi ad alto tasso di motorizzazione è comune imbattersi nel fenomeno dello ‘sprawl’, che in italiano può essere tradotto con il termine di dispersione urbana, che consiste nell’indefinito allargarsi delle aree urbane verso zone che consentono di edificare a costi più bassi che nel centro città, ma dove è inevitabilmente più difficile avere a disposizione valide alternative all’automobile. Gli USA sono l’emblema di questo fenomeno, che nel nostro paese presenta caratteristiche diverse, meno estreme ma non per questo meno preoccupanti, complice un tasso di motorizzazione tra i più alti al mondo e un’orografia che è spesso di ostacolo alla “fluidificazione del traffico”.

In questa lunga e articolata analisi riferita alla realtà nordamericana Todd Litman confuta le tesi di chi sostiene che per consentire a tutti di poter vivere in un appartamento decoroso la soluzione principale sia quella di costruire “sempre più in là”, dove i prezzi degli immobili sono ancora alla portata di tutte le tasche; un approccio non solo nordamericano…

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