I pericoli delle proiezioni delle elite

La proiezione delle elite è la credenza, diffusa tra le persone più fortunate ed influenti, che quello che esse trovano conveniente ed attrattivo sia buono anche per la società nel suo insieme. Una volta imparato a riconoscere questo semplice errore, lo si nota ovunque. Si tratta forse del singolo ostacolo più potente alla realizzazione di città prospere, giuste ed emancipatrici.

Quanto segue non è un appello alla rivolta contro le elite. Non sto reclamando un’adeguata redistribuzione di ricchezze. Sto semplicemente sottolineando un errore che le elite sono costantemente a rischio di commettere. L’errore consiste nel dimenticarsi che le elite sono sempre una minoranza e che progettare una città od una rete di trasporto sulle preferenze di una minoranza darà dei risultati che inevitabilmente non funzioneranno per la maggioranza. Perfino le elite alla fine non apprezzeranno questi risultati. Continua a leggere I pericoli delle proiezioni delle elite

Appello di Henrik Valeur per una riflessione collaborativa.

L’urbanesimo dello sviluppo è un approccio alle possibilità offerte dallo sviluppo urbano come mezzo per contrastare la povertà e proteggere l’ambiente.

La teoria può avere rilevanza nelle cosiddette economie “in via di sviluppo” che sono oggi in mezzo al guado di un’urbanizzazione in corso, ma può anche ispirare la transizione verso la sostenibilità delle economie “sviluppate”. Continua a leggere Appello di Henrik Valeur per una riflessione collaborativa.

Per una reindustrializzazione urbana

In Urban Re-Industrialization, il curatore Krzysztof Nawratek raccoglie i contributi di diversi studiosi per discutere gli elementi costitutivi dell’idea di ‘città creativa’ per superarla e andare verso quella che Nawratek chiama la ‘Città Industriale 2.0’. Mentre la natura e i contributi dei singoli saggi paiono talvolta mal distribuiti, si tratta di un lavoro caleidoscopico che raccoglie diverse linee di pensiero meritevoli di approfondimento.

di Frederik Weissenborn

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Singapore dice basta ad altre automobili.

La città stato di Singapore si appresta a porre un tetto alle auto circolanti sulle proprie strade. Per poter possedere un’automobile a Singapore è necessario richiedere un permesso; a partire da Febbraio il governo smetterà di concedere nuovi permessi, la cui crescita è già oggi limitata allo 0.25 per cento all’anno. Continua a leggere Singapore dice basta ad altre automobili.

Le 3R del trasporto urbano.

Mentre prosegue la corsa tecnologica verso l’automazione e l’elettrificazione dei veicoli, una nuova ricerca dimostra che aggiungere a questi due elementi l’introduzione massiccia della pratica di condivisione dei viaggi (in inglese ride sharing o carpooling, ndt) può ridurre le emissioni di gas serra dai trasporti di più dell’80% a livello mondiale. La ricerca “Three Revolutions in Urban Transportation,” ha analizzato queste tre possibili rivoluzioni nel trasporto urbano evidenziando che la loro introduzione può tagliare i costi dei veicoli, delle infrastrutture e delle operazioni di trasporto di più del 40%. Ancora un’altra analisi che sottolinea l’importanza di un cambiamento culturale a tutti i livelli senza il quale gli sviluppi delle tecnologie potranno fare ben poco.

Le tre rivoluzioni – cliccando sull’immagine si aprirà il link all’infografica in dimensioni originali.

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A Bergamo tutti in auto in Città Alta (per almeno 30 anni)

Una storia che parte da lontano e che sa davvero da anni sessanta, quando si faceva di tutto per permettere alle auto, mezzo di trasporto di un futuro molto passato, di accedere ai centri urbani. Di solito qui a Nuova Mobilità tendiamo a “volare alto” tenendoci fuori dalle mischie che spesso si accendono su questo genere di problematiche ma questa volta, mosso anche da un legame personale con la città orobica, non riesco a resistere alla tentazione di segnalare questo pessimo esempio di gestione della mobilità urbana che ci arriva da Bergamo. Continua a leggere A Bergamo tutti in auto in Città Alta (per almeno 30 anni)

I parcheggi non sono toilettes

Una provocazione, ma non tanto. Come dice Robin Chase, le infrastrutture sono il nostro destino. E il modo nel quale le progettiamo anche. Considerare il bisogno di parcheggio alla stregua di un bisogno fisiologico primario può davvero creare grossi problemi. Di seguito una attualissima e divertente analisi di Paul Barter che induce a riflettere. Continua a leggere I parcheggi non sono toilettes

Gli schemi di road pricing riducono drasticamente l’asma infantile

Secondo Emilia Simeonova, economista della John Hopkins University di Baltimora, la maggior parte della gente di Stoccolma nel 2006 non era molto preoccupata delle emissioni inquinanti. La città presentava già livelli relativamente bassi di diossido di azoto e particolato, gli inquinanti emessi dalla combustione dei motori a scoppio che possono danneggiare i polmoni ed esacerbare l’asma. Ma quando a Stoccolma venne imposto un pedaggio per entrare nel centro cittadino durante le ore di punta, si ottennero risultati che andarono ben oltre quelli relativi ai tempi di viaggio e alla liberazione di spazio urbano. Molti bambini che avrebbero altrimenti sofferto di attacchi di asma iniziarono invece a respirare facilmente. Continua a leggere Gli schemi di road pricing riducono drasticamente l’asma infantile

Fine della strada? Una sfida al senso comune.

È ormai quasi un secolo che in tutto il mondo si avverte il bisogno di fare spazio alle automobili. Così quando il traffico raggiunge livelli intollerabili la risposta più immediata, non importa quanto costosa, è quella di aggiungere capacità stradale, allargando strade preesistenti o costruendone di nuove. A niente finora è servita la constatazione unanimemente condivisa che l’ampliamento di capacità genera traffico aggiuntivo e quindi nuova congestione. In Inghilterra il governo ha varato nel 2014 un ambizioso programma di ampliamento della rete stradale; Campaign to Protect Rural England (CPRE) ha risposto commissionando una ricerca all’agenzia di consulenza Transport for Quality of Life che ha preso in esame decine e decine di casi di ampliamento della capacità stradale completati negli ultimi due decenni, che dimostra ancora una volta quello che tutti sanno già. Quella che segue è l’introduzione alla sintesi dei risultati della ricerca divulgata da CPRE che pur riguardando specificamente il Regno Unito può tornare molto utile un po’ in tutto il mondo e quindi anche da noi, sempre che la si voglia tenere in considerazione. Continua a leggere Fine della strada? Una sfida al senso comune.

È tempo di liberarsi dallo strangolamento automobile.

Dal Guardian, sempre attento ai problemi che ci stanno a cuore, George Monbiot getta uno sguardo desolato sul suo paese che descrive in modo molto simile a come noi descriveremmo il nostro. Per ricordarci che i passi avanti che vengono fatti qua e là sono frutto di un lungo processo nel quale la conflittualità tra diversi interessi – in particolare tra l’interesse pubblico e una molteplicità di interessi privati – è all’ordine del giorno.

Ci diciamo continuamente di tenere molto all’efficienza. Eppure abbiamo creato un sistema di trasporti ispirato alla dissolutezza. Mezzi metallici (le cui dimensioni aumentano ogni anno) con una o due persone a bordo, viaggiano in parallelo verso gli stessi posti. Camion che spostano merci identiche in direzioni opposte si incrociano lungo viaggi di 2000 miglia. Corrieri in concorrenza tra loro infestano gli stessi percorsi con furgoni in gran parte vuoti. Potremmo, forse, ridurre il chilometraggio dei nostri mezzi di trasporto del 90% senza perdere niente e guadagnandoci in qualità della vita. Continua a leggere È tempo di liberarsi dallo strangolamento automobile.