Le 3R del trasporto urbano.

Mentre prosegue la corsa tecnologica verso l’automazione e l’elettrificazione dei veicoli, una nuova ricerca dimostra che aggiungere a questi due elementi l’introduzione massiccia della pratica di condivisione dei viaggi (in inglese ride sharing o carpooling, ndt) può ridurre le emissioni di gas serra dai trasporti di più dell’80% a livello mondiale. La ricerca “Three Revolutions in Urban Transportation,” ha analizzato queste tre possibili rivoluzioni nel trasporto urbano evidenziando che la loro introduzione può tagliare i costi dei veicoli, delle infrastrutture e delle operazioni di trasporto di più del 40%. Ancora un’altra analisi che sottolinea l’importanza di un cambiamento culturale a tutti i livelli senza il quale gli sviluppi delle tecnologie potranno fare ben poco.

Le tre rivoluzioni – cliccando sull’immagine si aprirà il link all’infografica in dimensioni originali.

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A Bergamo tutti in auto in Città Alta (per almeno 30 anni)

Una storia che parte da lontano e che sa davvero da anni sessanta, quando si faceva di tutto per permettere alle auto, mezzo di trasporto di un futuro molto passato, di accedere ai centri urbani. Di solito qui a Nuova Mobilità tendiamo a “volare alto” tenendoci fuori dalle mischie che spesso si accendono su questo genere di problematiche ma questa volta, mosso anche da un legame personale con la città orobica, non riesco a resistere alla tentazione di segnalare questo pessimo esempio di gestione della mobilità urbana che ci arriva da Bergamo. Continua a leggere A Bergamo tutti in auto in Città Alta (per almeno 30 anni)

I parcheggi non sono toilettes

Una provocazione, ma non tanto. Come dice Robin Chase, le infrastrutture sono il nostro destino. E il modo nel quale le progettiamo anche. Considerare il bisogno di parcheggio alla stregua di un bisogno fisiologico primario può davvero creare grossi problemi. Di seguito una attualissima e divertente analisi di Paul Barter che induce a riflettere. Continua a leggere I parcheggi non sono toilettes

Città del Messico pone un tetto massimo alla costruzione di parcheggi

L’11 luglio, Miguel Ángel Mancera, sindaco di Città del Messico annunciava l’introduzione di “limitazioni al numero di parcheggi nel regolamento edilizio cittadino”. Questa nuova regola ribalta il principio dei requisiti minimi di  posti auto nel suo opposto: i requisiti massimi varieranno in base all’utilizzo del territorio che verrà fatto in seguito allo sviluppo edilizio previsto. Questo pone la capitale messicana, la più grande metropoli del nord america, molto davanti alle sue concorrenti USA nella gara per il miglioramento dell’utilizzo del territorio, dando la precedenza alle persone sulle automobili. Continua a leggere Città del Messico pone un tetto massimo alla costruzione di parcheggi

Tariffe di parcheggio anche senza un buon trasporto pubblico?

Mi sono sentito rivolgere più volte questa domanda a Pune, in India, in occasione della mia visita all’inizio di giugno. La questione dei parcheggi è un tema caldo in questa metropoli di 5 milioni di abitanti del Maharashtra: molte vie di Pune presentano grossi problemi di parcheggio che l’Amministrazione della città intende affrontare con una riforma in attesa di approvazione fondata sul principio di far pagare all’automobilista il costo pieno del parcheggio che utilizza.

Tuttavia il trasporto pubblico di Pune non risulta attraente per i proprietari di automobili. Da qui la domanda. Continua a leggere Tariffe di parcheggio anche senza un buon trasporto pubblico?

Parcheggia nel TUO posto auto, non negli spazi pubblici.

no-overnight-parking-signQuando acquistiamo un’automobile generalmente non ci preoccupiamo troppo di trovarle un posto dove parcheggiarla. Se abbiamo a disposizione un box o un posto auto personale bene, altrimenti c’è sempre la strada. Ma questo atteggiamento produce fenomeni di parcheggio selvaggio e illegale che a loro volta sono alla base di “soluzioni” messe a punto per evitarli come i requisiti minimi di parcheggio.
In Giappone invece…
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Alla ricerca della buona vita urbana.

2015-01-13-220513_664x372_scrotCos’hanno di sbagliato le politiche che prevedono dei requisiti minimi di posti auto per i nuovi insediamenti? Ci può essere un altro modo di gestire questo aspetto della mobilità urbana. Sempre da Streetsfilm un altro breve documentario divulgativo, questa volta sui parcheggi. Continua a leggere Alla ricerca della buona vita urbana.

Il segreto di Pulcinella di una buona gestione dei parcheggi

Oggi un post che potrebbe avere come tag “gli sporchi segreti della mobilità urbana“, visto che argomenta ovvietà che spesso vengono dimenticate da Amministrazioni pigre, oppure distratte, o in preda a giustificate (per loro) preoccupazioni elettorali, o più semplicemente vittime inconsapevoli di convinzioni tanto errate quanto impossibili da sradicare. Paul Barter ci “svela” il segreto alla base di una buona gestione dei parcheggi urbani.

Il segreto non ha niente di seducente ma bisogna svelarlo. Non che io abbia qualcosa contro la seduzione. Ci sono stupefacenti nuove tecnologie che stanno aprendo inaspettati orizzonti alle politiche del parcheggio. Io amo le innovazioni hi-tech dei parcheggi che:

  • consentano un monitoraggio totale ed economico dell’utilizzo degli spazi di parcheggio;
  • rendano i meccanismi di pagamento più facili e meno costosi;
  • riducano i costi e gli ostacoli organizzativi all’adozione di tariffe per il parcheggio;
  • riducano i costi di controllo, rendendolo meno casuale e capriccioso;
  • permettano la prenotazione del posto auto;
  • forniscano informazioni all’utenza in tempo reale; e
  • permettano agli operatori di ottimizzare prezzi e gestione.

Ma questo post parla di qualcosa di più FONDAMENTALE, qualcosa di cui qualunque città ha bisogno PRIMA di esaltarsi per queste nuove tecnologie   Continua a leggere Il segreto di Pulcinella di una buona gestione dei parcheggi

I parklets: per cantare tutti la stessa canzone?

2014-05-22-184057_319x194_scrotNuova Mobilità si era già occupata dei Park(ing) Days [1] [2], iniziative nate da un collettivo di architetti californiani e diffusesi poi in molte parti del mondo che cercano di attirare l’attenzione sugli utilizzi alternativi degli spazi pubblici urbani. Qualche settimana fa la Municipalità di San Paolo, Brasile, ha recepito lo spirito dell’iniziativa con un decreto che istituzionalizza la creazione e la manutenzione dei parklets, neologismo (cercasi creativi per trovare una traduzione italiana: parchiuole? …mmmmhhhhh….) che indica uno spazio “ricreazionale” ricavato da una o più aree di sosta per autovetture. La sensazione che iniziative di questo tipo possano unire cittadini che si sono quasi sempre trovati in contrapposizione tra loro per quanto riguarda le scelte da adottare in tema di mobilità è piuttosto forte. Riportiamo un post di This Big City sull’argomento.

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Volete più parcheggi? Attenti ai vostri desideri!

2014-04-25-090331_1376x732_scrotL’immagine qui di fianco riproduce l’area di un centro commerciale situato in una periferia urbana della nostra penisola. Ho evidenziato in rosso il costruito per sottolineare le dimensioni relative dello spazio “utile” (la superficie commerciale vera e propria) e dello spazio “parassita” (il parcheggio). Bè, parassita… mica tanto. Se non ci fosse quello spazio come ci arriverebbe la gente a fare la spesa? E poi i posti di lavoro? E l’economia? E il PIL?

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