I pericoli delle proiezioni delle elite

La proiezione delle elite è la credenza, diffusa tra le persone più fortunate ed influenti, che quello che esse trovano conveniente ed attrattivo sia buono anche per la società nel suo insieme. Una volta imparato a riconoscere questo semplice errore, lo si nota ovunque. Si tratta forse del singolo ostacolo più potente alla realizzazione di città prospere, giuste ed emancipatrici.

Quanto segue non è un appello alla rivolta contro le elite. Non sto reclamando un’adeguata redistribuzione di ricchezze. Sto semplicemente sottolineando un errore che le elite sono costantemente a rischio di commettere. L’errore consiste nel dimenticarsi che le elite sono sempre una minoranza e che progettare una città od una rete di trasporto sulle preferenze di una minoranza darà dei risultati che inevitabilmente non funzioneranno per la maggioranza. Perfino le elite alla fine non apprezzeranno questi risultati. Continua a leggere I pericoli delle proiezioni delle elite

Appello di Henrik Valeur per una riflessione collaborativa.

L’urbanesimo dello sviluppo è un approccio alle possibilità offerte dallo sviluppo urbano come mezzo per contrastare la povertà e proteggere l’ambiente.

La teoria può avere rilevanza nelle cosiddette economie “in via di sviluppo” che sono oggi in mezzo al guado di un’urbanizzazione in corso, ma può anche ispirare la transizione verso la sostenibilità delle economie “sviluppate”. Continua a leggere Appello di Henrik Valeur per una riflessione collaborativa.

Per una reindustrializzazione urbana

In Urban Re-Industrialization, il curatore Krzysztof Nawratek raccoglie i contributi di diversi studiosi per discutere gli elementi costitutivi dell’idea di ‘città creativa’ per superarla e andare verso quella che Nawratek chiama la ‘Città Industriale 2.0’. Mentre la natura e i contributi dei singoli saggi paiono talvolta mal distribuiti, si tratta di un lavoro caleidoscopico che raccoglie diverse linee di pensiero meritevoli di approfondimento.

di Frederik Weissenborn

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I parcheggi non sono toilettes

Una provocazione, ma non tanto. Come dice Robin Chase, le infrastrutture sono il nostro destino. E il modo nel quale le progettiamo anche. Considerare il bisogno di parcheggio alla stregua di un bisogno fisiologico primario può davvero creare grossi problemi. Di seguito una attualissima e divertente analisi di Paul Barter che induce a riflettere. Continua a leggere I parcheggi non sono toilettes

11 città che stanno iniziando a vietare la circolazione automobilistica.

Oslo

Nel 2015, Oslo annunciava il suo progetto di vietare l’ingresso alle auto nel centro città a partire dal 2019. Il progetto ricevette parecchie obiezioni dal mondo imprenditoriale così la città si pose un obiettivo più moderato. Invece di vietare completamente le automobili, il Consiglio Comunale nel giugno 2017 ha precisato che renderà solo più difficile arrivare in centro in auto eliminando i parcheggi. Alcuni mesi più tardi la Norvegia ha anche confermato che vieterà la vendita di auto alimentate a benzina e gasolio su tutto il territorio nazionale a partire dal 2025.

Me le città norvegesi non sono le sole che si stanno preparando a liberarsi dalle auto. In tutto il mondo urbanisti e politici hanno cominciato a individuare i modi con i quali le loro città possono fare più spazio ai pedoni e a ridurre le emissioni di CO2. Di seguito un elenco di 11 città che sono alla testa di questo movimento.

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Città del Messico pone un tetto massimo alla costruzione di parcheggi

L’11 luglio, Miguel Ángel Mancera, sindaco di Città del Messico annunciava l’introduzione di “limitazioni al numero di parcheggi nel regolamento edilizio cittadino”. Questa nuova regola ribalta il principio dei requisiti minimi di  posti auto nel suo opposto: i requisiti massimi varieranno in base all’utilizzo del territorio che verrà fatto in seguito allo sviluppo edilizio previsto. Questo pone la capitale messicana, la più grande metropoli del nord america, molto davanti alle sue concorrenti USA nella gara per il miglioramento dell’utilizzo del territorio, dando la precedenza alle persone sulle automobili. Continua a leggere Città del Messico pone un tetto massimo alla costruzione di parcheggi

Il costo degli alloggi è un problema, ma lo sprawl urbano non è la soluzione

(questo post è disponibile anche in formato EPUB)

In tutti i paesi ad alto tasso di motorizzazione è comune imbattersi nel fenomeno dello ‘sprawl’, che in italiano può essere tradotto con il termine di dispersione urbana, che consiste nell’indefinito allargarsi delle aree urbane verso zone che consentono di edificare a costi più bassi che nel centro città, ma dove è inevitabilmente più difficile avere a disposizione valide alternative all’automobile. Gli USA sono l’emblema di questo fenomeno, che nel nostro paese presenta caratteristiche diverse, meno estreme ma non per questo meno preoccupanti, complice un tasso di motorizzazione tra i più alti al mondo e un’orografia che è spesso di ostacolo alla “fluidificazione del traffico”.

In questa lunga e articolata analisi riferita alla realtà nordamericana Todd Litman confuta le tesi di chi sostiene che per consentire a tutti di poter vivere in un appartamento decoroso la soluzione principale sia quella di costruire “sempre più in là”, dove i prezzi degli immobili sono ancora alla portata di tutte le tasche; un approccio non solo nordamericano…

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Oltre il concetto di via automobile.

Complete streets in Juice de Fora, Brazil

di Madeline Brozen

Fino ad oggi sono state e sono tutt’ora troppe le città che considerano le loro strade in un modo che non permette una sostenibilità di lungo periodo. L’approccio convenzionale considera unicamente il loro utilizzo automobilistico e la velocità dei flussi di traffico. Partendo da questo presupposto una via urbana riceve un “voto” basato sulla sua capacità di spostare veicoli e si arriva alla conclusione che la soluzione per le strade “insufficienti” sia quella di allargarle allo scopo di alleviare la congestione.

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Perchè le previsioni sugli aumenti di traffico sono drammaticamente sovrastimate

In generale, quando si sviluppano nuove infrastrutture, si cerca di predire quanto traffico verrà generato dalla loro creazione. Ma capita spesso che queste previsioni si rivelino sbagliate per eccesso. Dagli USA una critica alla metodologia utilizzata per formulare previsioni che in quel paese alla prova dei fatti si rivelano spesso sbagliate di parecchi ordini di grandezza…

da Streetsblog

Quanto traffico automobilistico verrà generato da una nuova costruzione? Ingegneri ed urbanisti si affannano continuamente nel tentativo di trovare un oracolo in grado di dare una risposta esatta a questa domanda, nella convinzione che questo possa suggerire loro il “giusto” numero di posti auto da predisporre, o di come regolare l’ampiezza di una nuova arterie che dovrà accogliere più automobili. Continua a leggere Perchè le previsioni sugli aumenti di traffico sono drammaticamente sovrastimate

Video: Groningen, la città più ciclabile del mondo.

2015-01-06-185406_630x348_scrotNon è un segreto per nessuno che i Paesi Bassi, ovunque vi troviate, sono un posto incredibile per andare in bicicletta. A Groningen, una città di 190mila abitanti nel nord del paese e uno share modale che per quanto riguarda la bici è oltre il 50%, andare in bicicletta è comodo come in nessuna altra città della Terra. Il semplice numero delle persone che vedete circolare pedalando in qualsiasi momento è stupefacente, così come l’assenza di automobili dal centro città, dove sembrano essersi estinte. È da sottolineare la quietezza della città. Le persone svolgono i loro affari spostandosi in bici, andando al lavoro in bici e perfino tenendosi per mano in bici. Continua a leggere Video: Groningen, la città più ciclabile del mondo.

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