Honk! Perchè non chiamarla “decongestion charge”?

Jarret Walker sostiene che il nome di “congestion charge” rappresenta un problema. È un po’ come il termine “tassa sulla morte” utilizzato mediaticamente per gettare discredito sulle tasse di successione.

La morte e le tasse non piacciono a nessuno. Mettete insieme queste due parole e otterrete un concetto difficile da sostenere politicamente. Continua a leggere Honk! Perchè non chiamarla “decongestion charge”?

Perché la congestion charge londinese funziona.

Toward Car-Free Cities “, una serie di post a cura del team WRI Ross Center for Urban Mobility delle città sostenibili, analizza le sfide e le opportunità che si offrono alle strategie di gestione della domanda di trasporto (Transport Demand Management, TDM). La TDM si concentra sulla riduzione della domanda di veicoli privati ​​combinando politiche pubbliche e soluzioni offerte dal settore privato. È una componente essenziale di una progettazione integrata di una mobilità urbana che contempla trasporto pubblico, spostamenti a piedi e spostamenti in bici.

 Osservando i diversi scenari di New York City , Bogotá , Stoccolma , Pechino e Londra, la serie esamina le barriere sociali e politiche che le città devono superare per implementare con successo le strategie di TDM.

Nel 2002, l’automobilista medio di Londra trascorreva metà del tempo di viaggio fermo nel traffico e il trasporto su strada generava il 95% dell’inquinamento da particelle fini nel centro della città. Per combattere questi problemi, il sindaco della Grande Londra, Ken Livingstone, prese per la prima volta in considerazione la soluzione della congestion charge.
Continua a leggere Perché la congestion charge londinese funziona.

Gli schemi di road pricing riducono drasticamente l’asma infantile

Secondo Emilia Simeonova, economista della John Hopkins University di Baltimora, la maggior parte della gente di Stoccolma nel 2006 non era molto preoccupata delle emissioni inquinanti. La città presentava già livelli relativamente bassi di diossido di azoto e particolato, gli inquinanti emessi dalla combustione dei motori a scoppio che possono danneggiare i polmoni ed esacerbare l’asma. Ma quando a Stoccolma venne imposto un pedaggio per entrare nel centro cittadino durante le ore di punta, si ottennero risultati che andarono ben oltre quelli relativi ai tempi di viaggio e alla liberazione di spazio urbano. Molti bambini che avrebbero altrimenti sofferto di attacchi di asma iniziarono invece a respirare facilmente. Continua a leggere Gli schemi di road pricing riducono drasticamente l’asma infantile

Honk! Nuova Mobilità su RealPost

2righeverdetraspRiporto oggi un’intervista, datata ormai più di due mesi fa, che rilasciai al periodico online RealPost Lombardia. Titolo, come spesso succede in questi casi, che “buca” terribilmente il messaggio che più tenevo a far passare (l’allarme sul fatto che molte misure che avulse dal contesto sono sicuramente da accogliere positivamente vengono in realtà utilizzate per “coprire” la ritirata del settore pubblico da qualsivoglia responsabilità) ma pazienza…

Continua a leggere Honk! Nuova Mobilità su RealPost

Ridurre il traffico attraverso il road pricing

Uno studio di alcuni ricercatori cileni arriva a conclusioni forse scontate ma non sempre (quasi mai) tenute in considerazione quando si tratta di compiere delle scelte. Tra le strategie da utilizzare per puntare a una riduzione del ricorso all’auto e a un aumento dell’utenza dei trasporti pubblici quella più efficace è l’applicazione di forme di pedaggio dell’uso automobilistico del suolo pubblico. Il road pricing è risultata la strategia migliore delle tre analizzate dagli autori della ricerca che comprendevano anche il finanziamento pubblico delle tariffe di tram e autobus e il potenziamento dei servizi attraverso allargamenti della rete di trasporto pubblico. Continua a leggere Ridurre il traffico attraverso il road pricing

L’esempio al governo: la giunta Pisapia ai raggi X.

Marco Granelli, l'assessore meno autodipendente della giunta Pisapia

Non ci stancheremo mai di sottolineare l’urgente necessità, nel campo dei trasporti, di una classe dirigente che faccia proprie le scelte che spesso predica per gli altri. Pensiamo che solo in questo modo si riesca ad essere credibili e a far sì che anche i propri amministrati inizino ad interrogarsi sulle scelte, istituzionali ma anche quotidiane e individuali, che ci hanno portato a questa situazione. Di seguito riportiamo un post pubblicato ieri da Eco Dalle Città che analizza le scelte di trasporto dei componenti della giunta milanese a due mesi dall’entrata in vigore di Area C. Continua a leggere L’esempio al governo: la giunta Pisapia ai raggi X.

Honk! Sinergie neomobilistiche a Milano

Un’altra piccola notizia a riprova del fatto che la nuova mobilità si costruisce senza singole magiche soluzioni che risolvono un problema una volta per tutte ma attraverso una serie di misure che in sinergia contribuiscono a facilitare il ricorso a modalità di trasporto alternative all’auto privata. Il car sharing è una di queste. Un’altra è il road pricing che, nel caso di Area C, ha spinto molte persone a sottoscrivere un abbonamento al servizio di car sharing in considerazione del fatto che le vetture in condivisione sono esenti dal pedaggio. Continua a leggere Honk! Sinergie neomobilistiche a Milano

Area C: un bilancio provvisorio e una riflessione sempre valida

Ad un mese dalla sua introduzione si cominciano a fare i primi, provvisori e sicuramente ancora in fase di stabilizzazione, bilanci sui suoi risultati. Di fronte a una riduzione dei flussi di traffico improvvisa quanto inaspettata anche dai più convinti sostenitori di Area C si registrano enormi risparmi in termini di disagi e sofferenze sul fronte dell’incidentalità (- 51%) che da soli sarebbero più che sufficienti non solo a giustificare Area C ma ad auspicarne un suo allargamento in tempi rapidi, come richiesto dal referendum che ha portato a questa rivoluzione della mobilità milanese. Continua a leggere Area C: un bilancio provvisorio e una riflessione sempre valida

Libertè egalitè automobilitè?

La sempre maggior diffusione di forme di pedaggio per l’uso “automobilistico” del suolo pubblico sta provocando un po’ ovunque accese discussioni che hanno l’equità come argomento del contendere. Riportiamo alcune riflessioni di Paul Barter su quello che negli Stati Uniti viene indicato con il nome di “performance pricing” dei parcheggi, che utilizza le nuove tecnologie per applicare tariffe di parcheggio variabili in base alla domanda. Continua a leggere Libertè egalitè automobilitè?

Per una revisione e un potenziamento della congestion charge londinese

Questa relazione del prof. John Whitelegg analizza la possibilità di potenziare la congestion charge londinese in risposta alle preoccupazioni per il crescente livello di congestione e inquinamento e per i problemi di salute pubblica e di efficienza economica. Queste preoccupazioni devono essere al centro delle considerazioni politiche in qualsiasi momento ma diventano ancora più importanti in un contesto come quello della Greater London Area (GLA) di attesi aumenti di popolazione e attività economiche. Siamo contenti di condividere questo lavoro con i nostri lettori alla vigilia dell’inaugurazione dell’Area C milanese: Continua a leggere Per una revisione e un potenziamento della congestion charge londinese