Trasporto pubblico gratuito: come, quando, perchè, dove pagare il trasporto pubblico.

“Coloro i quali evitano di imparare le lezioni della storia, sono condannati a ripetere gli stessi errori” – Attribuito a W. Churchill

Le discussioni sul trasporto pubblico gratuito sono spesso presentate dalla stampa e troppo spesso anche nelle discussioni tra esperti come se fossero un concetto rivoluzionario senza precedenti. Ma per prendere decisioni politiche all’altezza della situazione dobbiamo essere consapevoli della sua storia. Michel van Hulten si occupa da oltre mezzo secolo di questa tematica e ha presentato l’analisi che segue alla conferenza internazionale organizzata a Tallin con il titolo “Free public transport for all. Dream or reality”. Il documento affronta le problematiche del “perchè, come, quando e dove pagare il trasporto pubblico”, problematiche che devono essere al centro delle discussioni riguardanti ogni iniziativa e decisione.

TESTO IMPEGNATIVO MA DI CONSIGLIATISSIMA LETTURA; per facilitarla è scaricabile una versione epub di questo post a questo link.

Qual è il nostro problema?

Il nostro problema è che l’introduzione di trasporti pubblici “gratuiti” cambia sostanzialmente il nostro approccio al funzionamento della nostra società e della nostra economia, in particolare la progettazione delle città e delle campagne, contribuendo in modo decisivo a consentire più occasioni di pari opportunità per l’uso dello spazio (e del tempo!). Opportunità più simili per tutti i cittadini, uomini e donne, ricchi e poveri, vecchi e giovani, sani e meno sani, disabili in qualunque modo. Continua a leggere Trasporto pubblico gratuito: come, quando, perchè, dove pagare il trasporto pubblico.

La suprema arte dell’evasione tariffaria

I “portoghesi” professionali di Stoccolma

Per quasi due decenni un gruppo di attivisti svedesi ha sfidato le autorità e spostato a proprio favore l’equilibrio di forze tra passeggeri e operatore del trasporto pubblico associandosi per evitare di pagare il biglietto.

Le pubbliche autorità di tutto il mondo, sostenute da gruppi di attivisti, fanno di tutto per aumentare il ricorso al trasporto pubblico. Da parte loro le persone si adeguano, anche se spesso più per necessità che per una reale preferenza per autobus e treni.

Ma in alcune città, il costo degli spostamenti pendolari con i mezzi pubblici sta diventando proibitivo per i cittadini a basso reddito. È questo il motivo, insieme al fatto che un maggiore ricorso ai trasporti pubblici si traduce in vantaggi per l’ambiente, per il quale un sempre maggior numero di persone si impegna per promuovere il trasporto pubblico gratuito come intrinseco diritto di ogni cittadino. Alcuni sono andati ancora oltre, formando un gruppo di “portoghesi professionali”. Continua a leggere La suprema arte dell’evasione tariffaria

La crisi di Velib: “Il peggio deve ancora venire”

A gennaio, dopo dieci anni di gestione da parte di JCDecaux, il servizio di bike sharing più esteso del mondo è passato nelle mani di un altro gestore. Ma le cose stanno andando tutt’altro che bene, con ritardi nell’installazione delle stazioni, problemi di funzionamento delle infrastrutture di ricarica dei nuovi Velib elettrici, crollo dell’utenza. Il post che segue, comparso su L’usinenouvelle a marzo, approfondisce l’argomento.

JCDecaux, che ha gestito il   bike sharing Vélib a Parigi per 10 anni prima di perdere il mercato a favore di Smovengo, ha dichiarato l’8 marzo che il suo successore non è stato all’altezza delle sfide poste dai ritardi accumulatisi durante il cambio di gestione. Continua a leggere La crisi di Velib: “Il peggio deve ancora venire”

Trasporto pubblico gratuito: il punto di vista di Planka.nu

 

Planka.nu è una rete di organizzazioni Svedesi e Norvegesi per la promozione del trasporto pubblico gratuito finanziato da proventi fiscali; ha sedi a Stoccolma,  Göteborg, Skåne, Östergötland e Oslo. È stata fondata nel 2001 dalla Federazione giovanile anarcosindacalista svedese in risposta ai continui aumenti delle tariffe del trasporto pubblico. La campagna ha ricevuto molta attenzione a causa dei controversi metodi utilizzati per promuovere il trasporto pubblico gratuito: Planka.nu incoraggia le persone a non pagare le tariffe dovute, aiutando i propri membri a pagare le penali con il fondo assicurativo P-kassan.

Quanto segue è una sintesi del loro punto di vista su questo delicato argomento. Continua a leggere Trasporto pubblico gratuito: il punto di vista di Planka.nu

“Siamo condannati” è la dura realtà che nessuno osa ricordare.

 Oggi vediamo cosa pensa Mayer Hillman – architetto, urbanista e membro anziano del Policy Studies Institute dell’Università di Westminster – sul cambiamento climatico. L’intervista di  Patrick Barkham  è comparsa sul Guardian il 26 aprile.

“Siamo condannati” dice Mayer Hillman con un sorriso così raggiante che ci vuole un attimo prima che le parole acquistino un senso. “Il risultato è la morte, la fine della maggior parte della vita sul pianeta a causa della nostra dipendenza dai combustibili fossili. Non ci sono i mezzi per invertire il processo che sta sciogliendo le calotte polari. E ben pochi sembrano essere disposti a dirlo. “ Continua a leggere “Siamo condannati” è la dura realtà che nessuno osa ricordare.

Mobility: John Whitelegg appicca il fuoco.

Il Professor John Whitelegg è un uomo notevole. Ha trascorso la sua intera vita professionale come insegnante, critico, editore, attivista, politico e studioso cercando di dare un senso al nostro curioso mondo e alle contraddizioni della mobilità e del trasporto. In un fruttuoso tentativo di trovare il bandolo della matassa di ciò che ha appreso in trent’anni di lavoro internazionale in ogni parte del mondo, ha appena pubblicato un libro, che credo veramente necessario, a tutto vantaggio delle qualità delle nostre letture e possibilità di apprendimento. Il titolo – esaustivo dei contenuti trattati: Mobility: Transport Planning Philosophy for a Sustainable Future. Continua a leggere Mobility: John Whitelegg appicca il fuoco.

Donne e ciclismo. Note a margine ritardatarie su Velo-city 2017

Benoit Beroud,consulente per il design universale nella mobilità presso Mobiped è stato tra i partecipanti al congresso mondiale del ciclismo, tenutosi a Nijmegen, Olanda, nel giugno scorso. Quelli che seguono sono i suoi commenti e annotazioni su donne e ciclismo nella vita quotidiana, riflessioni che ha condiviso con World Streets

 Split modale di genere

La percentuale di donne che si sposta in bici è un dato indicatore di quanto una città sia ciclabile. In Olanda il 55% dei ciclisti sono donne; ma tra i ciclisti con un background non occidentale questa percentuale scende al 45%. Nel Regno Unito il 20% dei ciclisti sono donne. Negli US il 4.8% degli uomini si sposta in bicicletta contro solo il 2.5% delle donne. A San Paolo, in Brasile, le donne sono solo il 14% dei ciclisti. In Francia il 2.4% degli uomini usa la bici per andare al lavoro, contro l’1.5% delle donne. Continua a leggere Donne e ciclismo. Note a margine ritardatarie su Velo-city 2017

Reinventare la mobilità nell’era della rottura e della creatività

Arthur D. Little ha appena pubblicato la terza edizione del suo “Future of Mobility” nel quale potete trovare l’ultimo aggiornamento del suo Urban Mobility Index, una classifica di cento città a livello globale basata sulla maturità, capacità di innovazione e prestazioni dei loro sistemi di mobilità urbana. Lo studio è stato presentato alla assemblea di UITP Asia-Pacifico a Taipei.

Arthur D. Little evidenzia gli ostacoli che impediscono alle città di progredire e insieme ad UITP – l’Associazione Internazionale di Trasporto Pubblico – identifica tre direzioni strategiche per migliorare il futuro della mobilità urbana. Nello studio vengono anche riportati 25 imperativi da tenere in considerazione nella definizione delle politiche di mobilità urbana sostenibile, oltre ad alcuni casi studio di città da prendere a modello di buona pratica. Continua a leggere Reinventare la mobilità nell’era della rottura e della creatività

World Transport Policy & Practice, Marzo 2018

 

Editoriale

Questo numero analizza due importanti filoni di pensiero della mobilità sostenibile e il quadro più ampio di come il mondo stia cambiando e ora si trovi di fronte ad una scelta piuttosto netta. Possiamo percorrere la strada che conduce a città di alta qualità, centrate su persone sane e attive e a misura di bambino o possiamo finire il lavoro iniziato da Henry Ford e dare forma a un futuro dominato da veicoli e tecnologia, sterminare pedoni, ciclisti e trasporti pubblici e  radicare profondamente la nostra totale sottomissione al malsano dominio tecnologico – avido di soldi e di spazio – del mondo in cui viviamo. Quest’ultimo è il mondo dei veicoli elettrici e dei veicoli a guida autonoma (AV) e ora sta attirando un sostegno su vasta scala da parte di politici, società e gruppi ambientalisti. Continua a leggere World Transport Policy & Practice, Marzo 2018

Congestione come politica. (Avete visto di peggio.)

Se la congestione sia “buona” o meno è una cosa. Ma quello che è sicuro è che in un modo o nell’altro la congestione è una politica, o per lo meno un’opzione politica. E in alcuni casi – molto probabilmente – un’opzione saggia.

Ora questo è stato detto molte volte da molte persone in molti luoghi, eppure, nonostante la sua saggezza incontrovertibile, il messaggio – a livello di decisori politici – continua a perdersi.

Quindi, in casi come questo, dobbiamo imparare da quelle brave persone che vendono iPhone e automobili e continuare a ripetere il nostro messaggio. Continua a leggere Congestione come politica. (Avete visto di peggio.)