Auto elettriche e a guida autonoma: per parlarne al di fuori della propaganda.

Sull’onda delle preoccupazioni per il cambiamento climatico, le cui manifestazioni si fanno sempre più drammatiche con il passare del tempo, l’attenzione dell’opinione pubblica si rivolge spesso alle soluzioni offerte dalla possibilità di sostituire i combustibili fossili con l’elettricità per l’alimentazione dei mezzi di trasporto. Ultimamente la mobilità elettrica viene associata ai cosiddetti “veicoli a guida autonoma” presentati come un mezzo per migliorare moltissimo la qualità della vita nelle nostre città congestionate dal traffico.

Entrambi questi temi vedono naturalmente le case automobilistiche in prima linea nella promozione di quelli che sono i loro legittimi interessi. Purtroppo manca un dibattito pubblico sulle reali possibilità che possono offrirci queste tecnologie, essendo qualunque discussione viziata in partenza dalla preponderante presenza/invadenza della massiccia propaganda attuata dall’industria dell’auto che ne occulta i limiti e ne enfatizza oltre misura i pregi. Continua a leggere Auto elettriche e a guida autonoma: per parlarne al di fuori della propaganda.

I servizi di carpooling sottraggono utenza a bus e metro?

Negli ultimi anni la crescita esponenziale dei servizi di ride sharing come Uber e Lyft ha modificato il panorama dei trasporti urbani. I loro sostenitori dichiarano che questi servizi possono essere di beneficio alle città riducendo il bisogno di possedere un’automobile e stimolando il ricorso a diverse modalità di trasporto, riducendo così i chilometraggi percorsi nelle aree urbane.

Una ricerca pubblicata a luglio suggerisce invece che i servizi di condivisione dei viaggi contribuiscono ad aumentare i volumi complessivi di traffico sulla rete viaria, rischiando di far diventare i centri urbani posti meno vivibili. Continua a leggere I servizi di carpooling sottraggono utenza a bus e metro?

Trasporto pubblico e città a misura d’uomo: lezioni da Seoul

di Andy Furillo

Quando Seoul – una città che per soddisfare i sogni di una popolazione sempre più benestante aveva inizialmente adottato un approccio “automobilistico” per la mobilità urbana – si trovò di fronte al crollo dell’utenza dei trasporti pubblici agli inizi del millennio, l’Amministrazione Comunale decise di agire.

Grazie a un completo redesign delle linee di autobus e all’adozione di un’estesa rete di corsie preferenziali l’utenza tornò ad aumentare, contribuendo a fare di Seoul uno spazio per le persone, marginalizzando il seduttivo appeal di status delle auto private e recuperando un sorprendente torrente nel centro cittadino (che era stato precedentemente coperto da una superstrada). Ecco come ci riuscirono.

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Giornate (settimane, mesi, città) Senz’Auto: breve cronologia.

INDIA GUARGON CAR FREE DAY BICYCLIST

Quanto segue è la storia del movimento per la promozione dei Car Free Days, della sua nascita e del suo percorso fino ad oggi. Fa parte di una serie di articoli che postiamo e aggiorniamo annualmente in prossimità delle varie iniziative che hanno luogo in settembre (es. Settimana Europea della mobilità sostenibile) per stimolare la riflessione sull’uso dello spazio urbano. Speriamo che questi articoli e i riferimenti che vi si trovano possano tornare utili a chi è responsabile dell’organizzazione di queste iniziative. Far funzionare una Giornata Senz’Auto non è un compito facile e la consapevolezza di quanto nel passato ha funzionato o no può essere di aiuto. Continua a leggere Giornate (settimane, mesi, città) Senz’Auto: breve cronologia.

Trasporto pubblico gratuito: come, quando, perchè, dove pagare il trasporto pubblico.

“Coloro i quali evitano di imparare le lezioni della storia, sono condannati a ripetere gli stessi errori” – Attribuito a W. Churchill

Le discussioni sul trasporto pubblico gratuito sono spesso presentate dalla stampa e troppo spesso anche nelle discussioni tra esperti come se fossero un concetto rivoluzionario senza precedenti. Ma per prendere decisioni politiche all’altezza della situazione dobbiamo essere consapevoli della sua storia. Michel van Hulten si occupa da oltre mezzo secolo di questa tematica e ha presentato l’analisi che segue alla conferenza internazionale organizzata a Tallin con il titolo “Free public transport for all. Dream or reality”. Il documento affronta le problematiche del “perchè, come, quando e dove pagare il trasporto pubblico”, problematiche che devono essere al centro delle discussioni riguardanti ogni iniziativa e decisione.

TESTO IMPEGNATIVO MA DI CONSIGLIATISSIMA LETTURA; per facilitarla è scaricabile una versione epub di questo post a questo link.

Qual è il nostro problema?

Il nostro problema è che l’introduzione di trasporti pubblici “gratuiti” cambia sostanzialmente il nostro approccio al funzionamento della nostra società e della nostra economia, in particolare la progettazione delle città e delle campagne, contribuendo in modo decisivo a consentire più occasioni di pari opportunità per l’uso dello spazio (e del tempo!). Opportunità più simili per tutti i cittadini, uomini e donne, ricchi e poveri, vecchi e giovani, sani e meno sani, disabili in qualunque modo. Continua a leggere Trasporto pubblico gratuito: come, quando, perchè, dove pagare il trasporto pubblico.

Ripensare suburbia: l’esempio di Houten, Paesi Bassi

Michael Andersen, di PlacesForBikes

Questa pista ciclabile è la principale arteria est-ovest che attraversa il centro di Houten, collegando la biblioteca al municipio

Le città olandesi sono famose per avere riorganizzato le loro città più grandi intorno agli spostamenti in bici fin dagli anni ’70. Ma è meno risaputo che alcune delle loro più nuove comunità suburbane non sono mai state orientate all’automobile.

Sono state costruite pensando al ciclismo sin dal primo giorno. Continua a leggere Ripensare suburbia: l’esempio di Houten, Paesi Bassi

Il pendolarismo estremo: cos’è e come prevenirlo.

Il blog Apartment List Rentonomics, che si  occupa di statistica ed economia nel settore immobiliare, ha recentemente pubblicato un’analisi  sulla ” Crescita dei Superpendolari “. Si tratta della crescita della percentuale di persone che effettuano spostamenti pendolari di 90 minuti o più.  L’analisi, equilibrata, merita una lettura. L’articolo sottolinea che:

  • A livello nazionale (Usa, ndt), un pendolare su 36 è un “superpendolare” che viaggia per più di 90 minuti per andare al lavoro ogni giorno, trascorrendo ore sui mezzi pubblici o a combattere il traffico.
  • Il super-pendolarismo sta diventando sempre più comune: la quota di superpendolari è aumentata del 15,9 percento dal 2,4 percento nel 2005 al 2,8 percento nel 2016.
  • La quota di superpendolari è più alta in aree metropolitane ad alto reddito e con economie forti: New York, San Francisco, Washington, DC, Atlanta e Los Angeles, e nelle aree circostanti.
  • I superpendolari hanno più probabilità di fare affidamento sui trasporti pubblici rispetto a chi effettua spostamenti più brevi. Si stima che il 91,4 percento dei pendolari “non super” guidi per recarsi al lavoro, contro il 69,7 percento dei super-pendolari.
  • Nella maggior parte delle aree metropolitane degli Stati Uniti, i pendolari a basso reddito sono più dipendenti dal trasporto pubblico dei pendolari ad alto reddito, creando un nesso tra super-pendolarismo e povertà. Se l’utilizzo del trasporto pubblico diminuisce drasticamente con il crescere del reddito, significa che il trasporto pubblico viene utilizzato per necessità finanziarie piuttosto che come scelta di vita.

Continua a leggere Il pendolarismo estremo: cos’è e come prevenirlo.

La suprema arte dell’evasione tariffaria

I “portoghesi” professionali di Stoccolma

Per quasi due decenni un gruppo di attivisti svedesi ha sfidato le autorità e spostato a proprio favore l’equilibrio di forze tra passeggeri e operatore del trasporto pubblico associandosi per evitare di pagare il biglietto.

Le pubbliche autorità di tutto il mondo, sostenute da gruppi di attivisti, fanno di tutto per aumentare il ricorso al trasporto pubblico. Da parte loro le persone si adeguano, anche se spesso più per necessità che per una reale preferenza per autobus e treni.

Ma in alcune città, il costo degli spostamenti pendolari con i mezzi pubblici sta diventando proibitivo per i cittadini a basso reddito. È questo il motivo, insieme al fatto che un maggiore ricorso ai trasporti pubblici si traduce in vantaggi per l’ambiente, per il quale un sempre maggior numero di persone si impegna per promuovere il trasporto pubblico gratuito come intrinseco diritto di ogni cittadino. Alcuni sono andati ancora oltre, formando un gruppo di “portoghesi professionali”. Continua a leggere La suprema arte dell’evasione tariffaria

La crisi di Velib: “Il peggio deve ancora venire”

A gennaio, dopo dieci anni di gestione da parte di JCDecaux, il servizio di bike sharing più esteso del mondo è passato nelle mani di un altro gestore. Ma le cose stanno andando tutt’altro che bene, con ritardi nell’installazione delle stazioni, problemi di funzionamento delle infrastrutture di ricarica dei nuovi Velib elettrici, crollo dell’utenza. Il post che segue, comparso su L’usinenouvelle a marzo, approfondisce l’argomento.

JCDecaux, che ha gestito il   bike sharing Vélib a Parigi per 10 anni prima di perdere il mercato a favore di Smovengo, ha dichiarato l’8 marzo che il suo successore non è stato all’altezza delle sfide poste dai ritardi accumulatisi durante il cambio di gestione. Continua a leggere La crisi di Velib: “Il peggio deve ancora venire”

Trasporto pubblico gratuito: il punto di vista di Planka.nu

 

Planka.nu è una rete di organizzazioni Svedesi e Norvegesi per la promozione del trasporto pubblico gratuito finanziato da proventi fiscali; ha sedi a Stoccolma,  Göteborg, Skåne, Östergötland e Oslo. È stata fondata nel 2001 dalla Federazione giovanile anarcosindacalista svedese in risposta ai continui aumenti delle tariffe del trasporto pubblico. La campagna ha ricevuto molta attenzione a causa dei controversi metodi utilizzati per promuovere il trasporto pubblico gratuito: Planka.nu incoraggia le persone a non pagare le tariffe dovute, aiutando i propri membri a pagare le penali con il fondo assicurativo P-kassan.

Quanto segue è una sintesi del loro punto di vista su questo delicato argomento. Continua a leggere Trasporto pubblico gratuito: il punto di vista di Planka.nu